LO SCALO

Aeroporto, per Saga ricapitalizzazione difficile: gli Enti non hanno i soldi

Solo 10 mila euro dal Comune di Pescara

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Aeroporto, per Saga ricapitalizzazione difficile: gli Enti non hanno i soldi

PESCARA. Per la Saga non ci sono soldi.

Equivale infatti ad un no la disponibilità ribadita a Pescara nel Consiglio comunale dei giorni scorsi ad una ricapitalizzazione minima, quasi “virtuale”, di qualche migliaia di euro, a fronte dei milioni che sarebbero necessari per un rilancio della società di gestione dell’aeroporto d’Abruzzo.

«Il problema – conferma il consigliere Armando Foschi – è che siamo in un periodo particolare per il bilancio e questi soldi che servono non sono stati previsti. Adesso possiamo racimolare 9-10 mila euro tra le pieghe dei conti, e comunque la decisione finale tocca al Consiglio comunale, sentita anche la conferenza dei  capigruppo».

 Tra pochi giorni (il 10 aprile) si riunirà il CdA della Saga per tirare le somme della richiesta di ricapitalizzazione ai soci pubblici e privati (Regione con quasi il 50%, poi con quote più piccole Camere di commercio abruzzesi, comuni, banche, operatori turistici) ed a quel punto si capirà se ci sono soldi freschi per rivitalizzare la società o se sarà lasciata al suo destino. Che è quello di affondare nei debiti non per sue colpe di gestione, ma per la difficoltà di far vivere un aeroporto che non ha un bacino di utenza sufficiente né una politica turistica regionale alle spalle in grado di farlo funzionare senza difficoltà. Torna allora d’attualità la vecchia polemica sulla privatizzazione della Saga, un progetto caro a Paolo Primavera, già presidente della società, ed attuale esponente di spicco di Confindustria Chieti-Pescara, che – a richiesta – riconferma questa sua convinzione.

«E’ l’unico modo per uscire dalla crisi – spiega – stare sul mercato, affidare ad operatori privati la sfida per sopravvivere e per operare scelte rapide ed economicamente sostenibili».

 Nel caso dell’aeroporto, però, la scelta non sembra tra società pubblica e società privata, ma nella politica di sostegno alla funzione che lo scalo aereo abruzzese deve avere per continuare ad esistere e ad avere un ruolo trainante per l’economia. Iniettare soldi nella Saga solo per mantenerla in vita con la respirazione bocca a bocca, non sembra infatti una scelta di lungo respiro. «Sono almeno due-tre anni che a Pescara non atterrano voli charter significativi e costanti e senza un’utenza turistica l’aeroporto muore»: così da esperto ha da sempre commentato il pilota Emidio Isidoro, prima che l’argomento diventasse oggetto di dibattito pre-elettorale anche per la sua candidatura tra i Liberali di Pescara. Insomma se la Regione non ha saputo pubblicizzare il “pacchetto Abruzzo” e se ormai in Europa non ci sono più tracce dell’ex Regione verde, sceglierà altre mete il turista svedese che non arriva in barca in Abruzzo. Così come il turismo religioso che non trova collegamenti aerei per il Volto santo di Manoppello o per il Miracolo eucaristico di Lanciano. Senza dire che manca anche l’attenzione ai voli verso l’Est europeo. Inoltre sembra assente una politica per trasformare l’aeroporto in “succursale” di Roma Fiumicino o Ciampino, sia come scalo secondario sia per i collegamenti con aerei navetta che consentono di partire dall’Abruzzo per tutto il mondo. Di questo si parlerà in effetti il 10 aprile a proposito di ricapitalizzazione della Saga: potrebbe essere inutile pompare soldi a valle, se a monte non c’è una politica regionale di sostegno alle attività aeroportuali.

Sebastiano Calella