DIFFIDE

L’avvocato di Giacomo Cuzzi:«il mio assistito non ha mai avuto incarico all’Aca»

Si chiede la rettifica di una informazione di ottobre scorso (mai data) e la cancellazione di una foto

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Giacomo Cuzzi

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PESCARA. Scrive l’avvocato Mauro Cirone per conto del suo cliente Giacomo Cuzzi esponente del Pd e figlio di Gaetano, storico socialista.
 
La missiva è una «formale diffida ad adempiere» e chiede al quotidiano PrimaDaNoi.it di togliere entro tre giorni la foto di Giacomo Cuzzi da un articolo del 25 ottobre 2013 dal titolo “Aca, Cuzzi l'incarico misterioso ed il partito dell'acqua diventa renziano”  e di rettificare una notizia e di precisare che  «il sig. Giacomo Cuzzi non ha mai ricevuto alcun incarico amministrativo dall’ACA».
Il vecchio articolo deve essere tornato di attualità visto che parla di Aca, “partito dell’acqua” e di vicende che da una settimana si stanno approfondendo nuovamente dopo che i  giornali nazionali hanno “scoperto” lo scandalo di Bussi.
La diffida termina: «Con avvertimento che, elasso inutilmente l’indicato termine di tre giorni, sarò costretto a rivolgermi alla Magistratura competente, senza ulteriore preavviso, al fine di meglio tutelare le ragioni del mio assistito, sia in sede civile che penale. Tanto dovevo e porgo distinti saluti».
Per meglio “ottemperare” a quanto ci viene chiesto pubblichiamo integralmente la nota dell’avvocato.

«LA STAMPA NON PUO’ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI E CENSURE»
Pare di capire che Cuzzi jr per il tramite del suo legale contesti l’utilizzo della fotografia giustificata dal fatto che il consigliere Acerbo, di cui abbiamo pubblicato le dichiarazioni, parla anche di lui (come si può intuire dallo stesso titolo che riprende le due notizie contenute nell’articolo). Per maggiore chiarezza abbiamo aggiunto nel titolo che il Cuzzi che ha ricevuto l’incarico (lo si scopre senza dubbio alcuno leggendo l’articolo) è Gaetano non Giacomo. Se il problema era il possibile equivoco per quei lettori superficiali allora il problema è risolto.
Se, invece, l’obiettivo è quello di stabilire cosa pubblicare su questo giornale cedo volentieri il posto con tanti ringraziamenti.
 Per il resto sono costretto a rilevare l’errore da matita rossa relativa al passaggio «il mio assistito Gaetano Cuzzi non vi ha mai autorizzato  alla pubblicazione della sua fotografia» poiché la Costituzione prevede che la stampa non è «soggetta ad autorizzazione e censure».
In secondo luogo prima di scomodare codici e conseguenziali iter giudiziari vale la pena di leggere con attenzione gli articoli che si contestano e così si scoprirà che mai abbiamo scritto che il giovane Cuzzi abbia avuto incarichi nell’Aca dunque quale informazione errata dobbiamo rettificare?
Mi domando inoltre per quale ragione il politico in questione non abbia scritto alla mail del giornale o richiesto sollecitamente la rettifica e abbia invece, chiesto, al suo legale di inoltrare «formale diffida»?
Chissà che la risposta non sia nelle ultime righe del fax.
Il clima da campagna elettorale agita troppo gli animi ma non bisogna però utilizzare metodi da vecchia politica se ci si propone come il “nuovo”. 
Ricordo a me stesso che un giornalista (e un giornale) è obbligato a riportare le dichiarazioni di un politico persino se queste siano di per sé diffamatorie perché il tutto rientra nel diritto di cronaca e nell’interesse pubblico. Anche per questo secondo diverse sentenza della Cassazione il giornalista non può essere ritenuto responsabile per la eventuale diffamazione. Ma in questo caso è evidente che si tratti solo di semplice esternazione dell’opinione del consigliere Acerbo.
Le mie personali  le ritengo non suscettibili di interesse (purtroppo).
Rimango a completa disposizione nei limiti dei diritti e delle libertà reciproche.

a.b.

PS. A corredo dell'articolo abbiamo ripreso una bellissima foto di Cuzzi jr dalla sua pagina Facebook peraltro aperta a tutti. Speriamo questa volta di aver fatto cosa gradita.

Diffida Avvocato Mauro Cirone Per Giacomo Cuzzi