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Mafia: la denuncia di Libera, «controlla da anni agricoltura Fucino»

Rivelazioni di un pentito e l’associazione conferma di conoscere il problema

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Angelo Venti

Angelo Venti




AVEZZANO. «Le dinamiche descritte dal pentito siciliano su La Repubblica sono ormai consolidate da anni nel sistema agricolo marsicano».
Angelo Venti, responsabile regionale di Libera, l'associazione contro le mafie, interviene sulle rivelazioni del pentito Gianluca Costa, 38 anni, di Gela in merito all'esistenza di un patto tra Corleonesi e Casalesi messo su per gestire il mercato ortofrutticolo in Italia. Un sistema che permettere il controllo dello smistamento anche di parte dei prodotti agricoli del Fucino, passando attraverso i banchi del vicino mercato di Fondi (Latina).
Costa ha raccontato di viaggi interminabili di migliaia di chilometri da Avezzano fino alla Sicilia e poi verso Fondi e Francoforte. In questo percorso studiato dai mafiosi il costo dell'insalata passava da 40 centesimi nel Fucino a 1,50 euro sul mercato.

Sempre secondo il pentito gli agricoltori locali avrebbero accettato questo sistema pur di vendere i loro prodotti anche sotto costo. 
Già nel 2010, Costantino Pagano, autotrasportatore legato ai casalesi, parlando della sua azienda in Campania, disse: «Comandiamo noi da qua fino ad Avezzano, ci sono i camorristi da tutte le parti».
«La mafia pensa ai trasporti, e la camorra si occupa dell'agricoltura», commenta Venti. «Sono loro che gestiscono tutto dalla vendita dei concimi fino al prezzo d'acquisto dei prodotti. I contadini sanno bene come funziona il sistema - aggiunge Venti - ma non dicono niente, accontentandosi di vendere anche a prezzi più bassi. 

Intanto il Wwf Marsica chiede controlli nel Fucino per verificare se esiste il fenomeno dell'agromafia.  «Le agromafie - questa la denuncia di don Aldo Antonelli, responsabile territoriale di Libera - sono strettamente legate allo sfruttamento dei braccianti nei campi».

Il sacerdote parla di centinaia di persone sfruttate e non pagate nel Fucino, per lo piu' extracomunitari, che «dormono sotto i ponti e mangiano quello che trovano». Certo, la mancanza, da sempre, di una cooperativa che possa tentare di commercializzare i prodotti da se' fa comunque riflettere. «Chiaramente le dichiarazioni del collaboratore di giustizia vanno prese con la necessaria cautela e avranno valore solo se confermate dai necessari riscontri oggettivi», ha spiegato l'avvocato Herbert Simone del Wwf Marsica. «Qualora fossero confermate, lo scenario si rivelerebbe preoccupante perche' - osserva - l'illegalita' dei metodi di gestione del mercato agricolo ha effetti negativi non solo per gli agricoltori, ma anche per l'ambiente e per la salute. Lo stato ambientale della piana fucense e' notoriamente preoccupante, basti pensare alle carenze del sistema di depurazione delle acque - di cui si parla molto in questi giorni - e alle falde sofferenti». Costa e' gia' stato condannato in primo e secondo grado per associazione mafiosa. 

PROCCUPAZIONE CANALI FUCINO
Intanto altri problemi attanagliano i coltivatori della zona che venerdì in segno di protesta, sfileranno con i trattori in piazza Torlonia, nel cuore di Avezzano.
La manifestazione è nata soprattutto a causa della crescente preoccupazione in merito allo stato di salute dei canali del Fucino. Una situazione delicata, con valori allarmanti riscontrati sin dal 2005, tanto da spingere parte di agricoltori, residenti e associazioni di categoria a chiedere la messa in funzione dei nuovi depuratori marsicani di Avezzano e San Benedetto dei Marsi.
L'allarme per lo stato delle acque quindi non si coglie solo in val Pescara per la vicenda della discarica di Bussi, ma anche nella provincia aquilana al top nell'agricoltura. Preoccupante, in tal senso, la relazione inviata la scorsa settimana dall’assessore all’Ambiente, Roberto Verdecchia, del capoluogo marsicano al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, con l’obiettivo di dirimere la controversia istituzionale che potrebbe rallentare l’entrata in funzione dell’impianto di Avezzano, costato 9,3 milioni di euro di fondi pubblici.
«Dopo un lungo periodo di silenzio da parte di tutte le amministrazioni coinvolte», ha scritto Verdecchia, «ci si è resi conto che la situazione del sistema idrico integrato nel Fucino riserva e ha riservato delle profonde criticità che perdurano da accertamenti effettuati dalle autorità preposte già dall’anno 2005».
Una presa di posizione che fa seguito all’appello dell’assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo indirizzato alle Autorità di Bacino "Liri-Garigliano-Volturno" affinché si «intervenga e si acceleri il più possibile per la definizione del progetto di prevenzione dell'inquinamento delle acque dei canali del Fucino».
«Da qualche anno - ha spiegato l'assessore - l'Arta Abruzzo tiene sotto controllo la qualità delle acque di superficie nei canali del Fucino, su richiesta dell'Asl 1. Purtroppo da quasi due anni gli esiti di tali analisi microbiologiche, effettuate con cadenza trimestrale, rilevano una sempre più marcata presenza di colibatteri fecali, escherichia coli e di salmonella spesso oltre i limiti fissati nelle norme di legge». Proprio l'esigenza di fare chiarezza e chiedere il ripristino di depuratori funzionanti anima la mobilitazione di piazza di venerdì.