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Sovraffollamento carceri. Ministro Orlando: «dimezzata forbice posti-detenuti»

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Sovraffollamento carceri. Ministro Orlando: «dimezzata forbice posti-detenuti»


STRASBURGO. Sconfiggere il sovraffollamento delle carceri italiane.
Questo è l'obiettivo che il ministro della giustizia Andrea Orlando vuole raggiungere e di cui, cifre alla mano, è venuto a dare conto al Consiglio d'Europa durante i colloqui che ha avuto prima con il Segretario generale, Thorbjorn Jagland, e poi con il presidente della Corte europea dei diritti umani, Dean Spielmann.
E dai dati forniti l'Italia è già sulla via del risanamento, visto che entro maggio il numero di detenuti in più rispetto al numero di posti effettivamente disponibili nelle carceri sarà dimezzato, passando dai 20mila ai 10mila, e che gli ulteriori provvedimenti allo studio, tra cui quello sulla custodia cautelare, dovrebbero far scendere ulteriormente il loro numero.
Il ministro ha voluto porre l'accento sulle riforme strutturali che il Paese sta mettendo in campo per disinnescare quelle che Orlando ha definito «le possibili drammatiche conseguenze per il sistema e il bilancio italiani» se non si dovesse intervenire per sanare la questione del sovraffollamento delle carceri, ma anche quella della durata dei processi. 

Orlando ha invece escluso "categoricamente" dai colloqui il tema dei risarcimenti ai detenuti vittime del sovraffollamento. Almeno per ora. Il ministro si è impegnato infatti a tornare a Strasburgo entro un mese per parlare anche di questo aspetto precisando tuttavia che «non c'è nessuna volontà del governo italiano di risolvere un problema complesso come quello del sovraffollamento con risarcimenti pecuniari» e che il governo «non intende proporre baratti tra condizioni disumane di detenzione e denaro».
 Ma il ministro sa bene che comunque il tema dei risarcimenti dovrà essere discusso ed è «consapevole del fatto che non affrontarlo significa esporsi sicuramente a forme di condanna di risarcimento da parte della Corte».
«Non sto rimuovendo il problema dei risarcimenti - ha detto Orlando - ma vogliamo che si apprezzi e si dia una valutazione sugli interventi strutturali che stiamo facendo e vogliamo che si enuclei l'aspetto dei risarcimenti e lo si affronti a valle di quello degli interventi strutturali».
 E sugli interventi strutturali ancora da fare Orlando punta soprattutto alla «riforma della custodia cautelare e al recepimento che si dovrà dare alla sentenza della Corte Costituzionale sulla questione delle droghe».
 Ma il ministro ha parlato anche di quanto si sta facendo contro il sovraffollamento sul piano amministrativo: dagli accordi con paesi terzi per il rimpatrio degli stranieri al dialogo con le regioni per il potenziamento di comunità in grado di accogliere detenuti per forme di pena alternativa.