LA PROTESTA

Ater Chieti, stipendi d’oro e buchi nel bilancio. Arriva la leggina che ripara tutto

Pd e Rc protestano: «legge vergogna»

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Ater Chieti, stipendi d’oro e buchi nel bilancio. Arriva la leggina che ripara tutto

 ABRUZZO. «No alla svendita degli immobili pubblici per coprire deficit strutturale di una Ater evidentemente gestita in maniera scandalosa».

E’ questo il pensiero del consigliere comunale di Rc Maurizio Acerbo al quale si accodano anche i colleghi del Partito Democratico Ruffini, D’Amico e Di Pangrazio. La nuova legge di riordino proposta dalla maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale prevede che le Ater in deficit strutturale possano destinare i proventi delle vendite delle case popolari al risanamento finanziario del bilancio. «Dovremmo dismettere patrimonio pubblico per coprire un buco derivante da super-stipendi e cattiva gestione?», domanda l’opposizione.

Questa mattina in seconda commissione consiliare, a specifica domanda del Pd sui compensi al direttore e dirigenti dell’Ater di Chieti, l’amministratore unico Gabini ha risposto con dati che hanno del clamoroso. Dalla lettura dei modelli 770 si evince che il direttore nel 2012 ha percepito uno stipendio lordo annuo di 324 mila euro oltre a 52 mila euro di arretrati; due dirigenti 180.000 euro e uno 128.000 euro. Inoltre dal 2004 - nell'alternarsi di giunte di centrodestra e centrosinistra - la spesa annua per il personale é passata da 900.000 euro a più di 2,5 milioni di euro. 

«Vorrei ricordare», sottolinea Acerbo, «che il commissario nominato dalla Giunta Regionale Marcello Lancia è stato pure arrestato nell'inchiesta su tangenti che ha coinvolto oltre all'Ater di Chieti anche l'Aca spa di Pescara». Si tratta dell’inchiesta Shining light che avrebbe svelato versamenti di dazioni da parte di alcuni imprenditore per riuscire ad ottenere appalti pubblici. «Se passasse la leggina con la scusa di salvaguardare le retribuzioni dei dipendenti praticamente avvalleremmo il principio che si può svendere patrimonio pubblico per ripianare sprechi e sperperi», denuncia Acerbo.

Molto critici, come detto, anche gli esponenti del Pd che contestano il principio del disegno di legge che «nulla ha a che fare con le possibilità previste dal Decreto legislativo sull’emergenza abitativa che il Governo ha in corso di pubblicazione. Tale Decreto infatti prevede la possibilità di vendere gli alloggi mediante il riscatto solo da parte degli inquilini e non prevede nessuna possibilità di destinare i proventi delle vendite per pagare i debiti. Al contrario, secondo il Governo, i proventi devono servire alla ricostituzione del patrimonio residenziale pubblico».

«La verità» insistono D’Amico, Ruffini e Di Pangrazio «è che Chiodi vuole coprire gli enormi buchi prodotti dai suoi rappresentanti. In 5 anni il centro destra ha nominato commissari e amministratori unici nelle Ater ma nessuno di questi si è accorto dei debiti crescenti? E la Giunta regionale che riceve ed approva i bilanci ed i consuntivi di tutte le Ater cosa ha verificato?»

 

ANCHE CHIAVAROLI AMMETTE: «STIPENDEI SCANDALOSI»
«Avremo modo nelle prossime ore di illustrare dettagliatamente il progetto di legge per il risanamento della Ater di Chieti, ma alcuni punti vanno immediatamente chiariti».
Così il Consigliere Regionale di Forza Italia, Riccardo Chiavaroli, commenta il caso. «Il deficit strutturale e di gestione dell'Ater di Chieti, purtroppo, viene da anni lontani e non addebitabile alla nostra maggioranza, tuttavia le nostre attività recenti vanno poprio nella direzione di porre termine a questa situazione creando le condizioni necessarie per il risanamento, per evitare in futuro situazioni del genere ed  il tutto a beneficio degli assegnatari degli alloggi, degli abruzzesi tutti e della corretta amministrazione pubblica». 
«In secondo luogo - conclude Chiavaroli - non abbiamo e non ho alcuna difficoltà a dire a chiare lettere che lo stipendio del Direttore e dei dirigenti dell'Ater di Chieti sono semplicemente scandalosi; essi sono stati determinati nel tempo, da altri, e all'interno degli uffici, senza renderne edotta giunta e maggioranza regionale; per questo abbiamo già attivato ogni procedura utile, ed effettuato nei giorni scorsi  le competenti segnalazioni, per porvi fine».
ANCHE CHIAVAROLI AMMETTE: «STIPENDEI SCANDALOSI»

 

«Avremo modo nelle prossime ore di illustrare dettagliatamente il progetto di legge per il risanamento della Ater di Chieti, ma alcuni punti vanno immediatamente chiariti».Così il Consigliere Regionale di Forza Italia, Riccardo Chiavaroli, commenta il caso. «Il deficit strutturale e di gestione dell'Ater di Chieti, purtroppo, viene da anni lontani e non addebitabile alla nostra maggioranza, tuttavia le nostre attività recenti vanno poprio nella direzione di porre termine a questa situazione creando le condizioni necessarie per il risanamento, per evitare in futuro situazioni del genere ed  il tutto a beneficio degli assegnatari degli alloggi, degli abruzzesi tutti e della corretta amministrazione pubblica». «In secondo luogo - conclude Chiavaroli - non abbiamo e non ho alcuna difficoltà a dire a chiare lettere che lo stipendio del Direttore e dei dirigenti dell'Ater di Chieti sono semplicemente scandalosi; essi sono stati determinati nel tempo, da altri, e all'interno degli uffici, senza renderne edotta giunta e maggioranza regionale; per questo abbiamo già attivato ogni procedura utile, ed effettuato nei giorni scorsi  le competenti segnalazioni, per porvi fine».

CARAMANICO: «OMISSIONI E INCAPACITA’ DELLA GIUNTA»

«Quello che emerge oggi sugli stipendi d'oro del direttore e dei dirigenti dell'Ater di Chieti non e' che l'ennesima riprova delle omissioni e della incapacita' della Giunta di esercitare le funzioni di controllo su strutture cosi' importanti». Cosi' in una nota il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico, interviene sulla vicenda sottolineando che «la Giunta ha per legge il dovere di fissare i criteri e i parametri per valutare l'efficienza e il funzionamento delle Ater. Non dimentichiamo, infatti, che e' la Giunta a nominarne i presidenti, che, a loro volta, scelgono i direttori, il cui trattamento economico e' determinato dal Consiglio di amministrazione, di cui due componenti sono scelti proprio dalla Giunta, mentre gli altri tre dal Consiglio. Dunque, non vedo come si possa oggi fare finta di nulla, quando la situazione era facilmente controllabile. Spiace, inoltre - prosegue Caramanico - dover ricordare che il Consiglio regionale, con la L.R. 1/2014, ha escluso le Ater dalle norme sul contenimento della spesa, valide non solo per gli organi politici, ma anche per tutti gli enti, dipendenti e strumentali, della Regione e delle Agenzie e Aziende. Una scelta rivelatasi, alla luce di quanto si apprende ora sui compensi e i buchi in bilancio, del tutto inopportuna. Chiederemo ora alla Commissione di Vigilanza di convocare al piu' presto i soggetti interessati, per evidenziare fino in fondo le responsabilita'. Anche se ormai il danno e' stato fatto»