GIUSTIZIA

Abruzzo.Dopo 11 anni dal fallimento Merker, il processo per bancarotta non parte

Difetti di notifiche udienza rinviata a luglio 2014

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Abruzzo.Dopo 11 anni dal fallimento Merker, il processo per bancarotta non parte




PESCARA. Il processo per la bancarotta della Merker non parte per un difetto di notifica. Così è stata rinviata al 1° luglio 2014. Il problema è imputabile a tre difetti di notifica nei confronti di altrettanti imputati e così la prima udienza dinanzi al Tribunale collegiale di Pescara per la bancarotta dello stabilimento di Tocco da Casauria slitta di altri 4 mesi.
Sono sedici gli imputati per un buco da 280 milioni di euro prodotto tra il 1999 e il 2003, secondo l'accusa attraverso la supervalutazione dell'industria. Devono rispondere a vario titolo dei reati di bancarotta, associazione per delinquere e riciclaggio. Per diversi di loro alcuni reati sono stati prescritti nel tempo.
Anche per questo processo ci sono decisamente pochissime speranze di arrivare ad una sentenza di primo grado praticamente nessuna per giungere ad una verità giudiziaria definitiva.
Nel 2007 finirono le indagini durate poco quasi quattro anni, nel 2010 il pm Gimpiero Di Florio chiese il giudizio per una quarantina di imputati. Poi alcuni indagati sono usciti di scena come l’onorevole Giampiero Catone per il quale lo stesso pm ha chiesto lo stralcio per l’archiviazione.
Per l'accusa capo e promotore dell'associazione sarebbe Gianfranco Ramoser, 54 anni, svizzero, all'epoca dei fatti progettista della Merker, che ha già chiesto di patteggiare la pena insieme ad un’altra decina di persone che potrebbero accodarsi alla scelta. Forse.

Tra gli altri indagati risultavano il tesoriere Klaus Schmidt; il factotum Hilde Ruth Salerno; il manager francese Christian Binot e sua moglie Claudine Normand; il commercialista Marino Alessandrini, all'epoca consulente della Merker; l'imprenditore Antonio Cascella; Elio Cinquegrana, all'epoca amministratore delegato della Merker. Ora spetta al giudice fissare la data dell'udienza preliminare.
La posizione più pesante come è ovvio è quella delle 17 persone a cui viene contestata l’associazione a delinquere, reato più grave e dunque che si prescrive in maggior tempo mentre i reati minori sono già matematicamente avviati verso la prescrizione. Tra gli altri reati a rischio le truffe aggravate ai danni dello Stato e del sistema bancario, false fatturazioni, ricorso abusivo al credito bancario, riciclaggio, false comunicazioni sociali, dichiarazioni Infedeli.
Alla base della bancarotta una imponente campagna di persuasione che avrebbe indotto le banche in errore poiché il pool istituti di credito che finanziò l’iniziativa imprenditoriale non si accorse degli errori strutturali che determinarono il fallimento. Le banche dunque sono parte lesa nel processo.