I NUMERI DELLA CRISI

Teramo, Filca Cisl: «persi 3 mila posti di lavoro in 4 anni»

«L’unico incremento? Gli insoluti»

Redazione Pdn

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Teramo, Filca Cisl: «persi 3 mila posti di lavoro in 4 anni»


TERAMO. Tutti i valori macroeconomici parlano di uscita dalla crisi, ma gli “spietati” numeri dell’edilizia, settore portante dell’economia italiana e trainante di quella dell’indotto, confermano per l’ennesimo anno l’esatto contrario.

«Nella provincia di Teramo», denuncia il segretario generale della Filca Cisl, Giancarlo De Sanctis, «non si vede l’ombra di un appalto pubblico dal 2009, salvo qualche rotonda appaltata sempre alle solite 5-6 imprese e le gru, che prima identificavano la presenza di un cantiere privato, sono ormai alquanto arrugginite».
Sempre De Sanctis illustra i dati più allarmanti: «la massa salari è diminuita del 6% rispetto al 2012, con una perdita, rispetto al 2008, di oltre 30 milioni di euro, quasi il 50%; le imprese attive sono diminuite di 117 unità, 16% in meno rispetto al 2012, con l’86% di aziende sotto a 5 dipendenti ed il 9% tra 6 e 9 dipendenti; siamo passati da oltre 1300 imprese a 600. I lavoratori sono diminuiti del 18% rispetto al 2012, con una perdita totale di oltre 3000 posti di lavoro rispetto al 2008 (-56%). Le ore lavorate sono diminuite di 372000 ossia -12% rispetto al 2012».
L’unico vero incremento, denuncia il sindacato, sono gli insoluti: «le imprese inadempienti con i versamenti Casse Edili sono aumentate di un ulteriore 19% rispetto al 2012, con un credito vantato dagli enti di oltre 5,2 milioni di euro. Da questi dati emerge un settore fortemente frammentato carente di professionalizzazione e fidelizzazione dei lavoratori, con aziende che non hanno lavoro e non hanno più risorse economiche, come dimostra l’incremento delle vertenze sindacali attivate dalla Filca Cisl di Teramo, cresciute del 42% nel 2013, 202 l’anno, quasi una al giorno».
A tutto ciò va aggiunta la grande difficoltà dei lavoratori dipendenti che da anni hanno visto perdere il potere d’acquisto del loro salario che cresceva in maniera inversamente proporzionale al costo della vita e che ora, con la perdita del posto di lavoro, vedono svanire anche quel esiguo salario che avevano.

GLI INFORTUNI
Un dato invece positivo anche negli anni della crisi, analizza sempre la Cisl, è quello della diminuzione degli infortuni, -46% rispetto al 2012: «nel 2013», sottolinea De Sanctis, «la Scuola Edile ha formato in termini di sicurezza sul lavoro ben 835 lavoratori attraverso la realizzazione di 90 corsi, il Tecnico della Sicurezza ha fornito la sua consulenza in 148 visite di cantiere ed infine i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di Teramo hanno svolto il loro ruolo di informazione e diffusione della cultura della sicurezza nei confronti di 406 lavoratori in 165 visite di cantiere».
«Occorre investire», insiste la Cisl, «per far ripartire la nostra edilizia; lo sblocco delle risorse per l’edilizia scolastica per 3,5 miliardi, e per la difesa del territorio da rischio idrogeologico per 1,6 miliardi, oltre all’allentamento del patto di stabilità, su cui sta lavorando il nuovo Governo, richiedono degli immediati interventi di programmazione con gli enti locali, quali Comuni e Provincia».