L'INCHIESTA

Abruzzo. Voto di scambio L’Aquila: prosciolti Cialente, Toto, Verini e Paolucci

Il caso scoppiò a maggio del 2012

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Abruzzo. Voto di scambio L’Aquila: prosciolti Cialente, Toto, Verini e Paolucci




L'AQUILA. Sul "caso" giudiziario del presunto voto di scambio per il quale il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e' stato iscritto nel registro degli indagati, il gip del Tribunale ha messo la parola fine.
Assecondando le richieste dello stesso pm Stefano Gallo, titolare dell'inchiesta, che aveva effettuato una serie di verifiche ed interrogatori su un presunto accordo preelettorale in vista del ballottaggio per le comunali di due anni fa, il giudice Marco Billi ha infatti definitivamente archiviato il procedimento.
Il patto sarebbe intercorso tra i coordinatori regionali di Futuro e Liberta' e del Partito democratico e il primo cittadino. Secondo una denuncia, in cambio dell'appoggio del partito di Fini, che al primo turno totalizzò un modesto ma utile per un eventuale apparentamento 3,70%, Cialente avrebbe promesso alcune poltrone importanti: un assessorato e la presidenza di un'azienda municipalizzata.
Oltre a Cialente erano indagati, Enrico Verini, Daniele Toto e Silvio Paolucci, tutti prosciolti.
Tutto partì dall’email che il sindaco inviò a Daniele Toto, capogruppo regionale del Fli di Gianfranco Fini e per conoscenza anche al segretario regionale del Pd. La lettera era datata 13 maggio 2012. 

Nella email Cialente scrisse: «Caro Daniele, anzitutto vi devo delle scuse ma l’ipotesi di apparentamento non la posso proseguire perché ho l’opposizione assoluta di ben tre liste che mi hanno appoggiato nel primo turno. Io lo avrei voluto fare sia per l’affetto che ho per Verini, sia soprattutto per la grande stima ed amicizia con Faccia. Indipendentemente da quelle che saranno le vostre scelte», scrisse ancora Cialente, «al fine di proseguire il prioritario interesse della coalizione, io ho comunque deciso di dare tre postazioni al Fli: una presidenza di azienda ad Enrico, immediatamente la vice presidenza del centro turistico a Faccia e, successivamente, sempre a Faccia, la vice presidenza della Gran Sasso Acqua (postazione molto ambita perché con retribuzione superiore a quella di un assessore comunale)», precisò ancora Cialente. «Ripeto questa decisione è un mio impegno morale oltre che politico. Spero che possa tranquillizzare entrambi i tuoi esponenti locali. Con profonda stima ed amicizia Massimo Cialente».
In città quando l’email divenne pubblica e cominciò a girare sui social network scoppiò la bufera e dopo anche l’iscrizione nel registro degli indagati.
Il consigliere regionale Ricardo Chiavaroli (oggi Forza Italia) parlò di «becero voto di scambio», il presidente Chiodi di «scellerati “accordi” elettorali tra Paolucci e Toto» mentre Cialente si giustificava: «faccio tutto alla luce del sole».