L'INCHIESTA

Tangenti L'Aquila: esce da inchiesta 'Do ut des' l’ingegnere Menestò

La procura ha chiesto l’archiviazione

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Tangenti L'Aquila: esce da inchiesta 'Do ut des'  l’ingegnere Menestò

Menestò




L'AQUILA . Uno degli otto indagati esce dall'inchiesta "Do ut des" della procura della Repubblica dell'Aquila su presunte tangenti e appalti nella ricostruzione post-sisma.
 
Si tratta dell'ingegnere Fabrizio Menestò, 65, ingegnere di Perugia, all'epoca direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di palazzo Carli, sede del rettorato dell'Università dell'Aquila. Per lui i pm hanno chiesto l'archiviazione dell'accusa di appropriazione indebita, come diffuso in una nota dal suo avvocato Roberto Testa.
«L'ingegnere Fabrizio Menestò è stato scagionato dall'accusa di appropriazione indebita - scrive - con particolare riferimento ai lavori per la messa in sicurezza di palazzo Carli, sede del Rettorato dell'Università dell'Aquila. La procura della Repubblica dell'Aquila, mentre ha chiuso le indagini sugli altri fronti, ha infatti escluso la pesante accusa, per la quale il noto professionista folignate si sarebbe appropriato di 1 milione 268 mila euro».
Secondo l'avvocato Testa, «l'accertata infondatezza di tale accusa restituisce piena dignità umana e professionale a Fabrizio Menestò, stimato ingegnere nella cantieristica privata e pubblica dell'intera regione umbra. Il coinvolgimento nell'inchiesta aquilana dell'ingegnere Menestò, infatti, aveva gettato pesanti ombre sulla personalità e la professionalità del noto tecnico folignate, ombre che la notizia odierna spazza via in maniera definitiva - aggiunge - Appresa la notizia dal suo legale aquilano, l'avvocato Gian Luca Totani, Menestò ha espresso il pieno apprezzamento agli inquirenti, polizia e magistratura dell'Aquila, per il lavoro svolto nel corso delle indagini».

Le indagini, iniziate nel novembre del 2012, hanno permesso di svelare l'esistenza di un presunto sistema corruttivo, secondo il quale, dice la procura aquilana, alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post terremoto, fornivano illecite dazioni, quantificate in circa 500mila euro, elargite nei confronti di funzionari pubblici quale contropartita per l'aggiudicazione di appalti relativi a lavori di messa in sicurezza di edifici danneggiati dal sisma  (tra cui Palazzo Carli, sede dell'Universita' di L'Aquila). E' stata altresì accertata l'appropriazione indebita della somma di 1.268.000 euro, da parte di alcuni indagati, relativa al pagamento di taluni dei suddetti lavori.
Sette al momento gli indagati: Pierluigi Tancredi, aquilano, all’epoca dei fatti Consigliere Comunale; Daniela Sibilla dipendente e collaboratrice del  consorzio dei beni culturali della provincia di L’Aquila; Vladimiro Placidi, aquilano, all’epoca dei fatti Direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell’Aquila ed anche Assessore alla ricostruzione dei beni culturali del Comune di L’Aquila; Pasqualino Macera, originario del teramano, all’epoca dei fatti Funzionario Responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno s.p.a.;  Mario Di Gregorio, aquilano, Direttore del Settore Ricostruzione Pubblica e Patrimonio del Comune dell’Aquila;  Daniele Lago, 40, imprenditore di Bassano del Grappa, Ad della Steda Spa, aggiudicataria di alcuni appalti;   Roberto Riga, aquilano, all’epoca dei fatti assessore all’Urbanistica del Comune di L’Aquila ed ex vice sindaco dell’Aquila.