COLD CASE

Abruzzo. Sparito da Chieti 16 anni fa, fratelli presentano denuncia per omicidio

Maurizio D’Alò sparì da Chieti nel 1998

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Abruzzo. Sparito da Chieti 16 anni fa, fratelli presentano denuncia per omicidio

Maurizio D'Alò




CHIETI. Sono passati sedici anni dalla scomparsa di Maurizio D'Alo', all'epoca 38enne, ma il mistero della sua sparizione non è mai stato svelato.
Due le indagine aperte sul caso ma non si è mai arrivati ad un punto fermo? Dove è finito il signor Maurizio? E’ vivo e ha lasciato l’Abruzzo senza dire nulla a nessuno? Qualcuno gli ha fatto del male?
Adesso Guido e Catia, padre e sorella dell'uomo, si sono affidati all'avvocato Mario Del Monaco e hanno presentato una querela contro ignoti alla Procura della Repubblica di Chieti per omicidio e occultamento di cadavere. In questo modo sperano di riuscire a far riaprire il caso.
La sparizione, avvenuta in circostanze misteriose tra fine novembre e inizi dicembre del 1998, finì sulle cronache locali e nazionali e fu anche oggetto di ricerca da parte della trasmissione Rai 'Chi l'ha visto?' che si è occupata più volte di questa scomparsa.

LA SERA PRIMA
Grazie alle testimonianze di alcuni conoscenti nel corso delle indagini sono stati fissati alcuni punti fermi. La sera prima della scomparsa, ad esempio, si sa che D’Alò sarebbe uscito con un amico, Franco, con il quale avrebbe partecipato alla riunione dei pescatori e poi cenato in una pizzeria di Chieti Scalo. Poi sarebbe passato a prendere i soldi delle macchinette dal bar Europa di Villamagna, vicino Chieti, un locale che aveva preso in gestione con la moglie e il cognato. Sempre accompagnato dall'amico avrebbe raggiunto Francavilla a Mare per recarsi dalla donna con la quale aveva una relazione, proponendole di partire insieme. Da quella sera nessuno lo avrebbe più visto.
All'epoca ad occuparsi della scomparsa fu il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Lucia Campo.

L’INCENDIO
Il 30 dicembre del 2002, a Sambuceto, nella periferia industriale di Pescara, è esploso il deposito di cancelleria dell'azienda della moglie dell'uomo scomparso. La donna ha denunciato proprio il marito, sostenendo che sarebbe stato lui a far esplodere una bomba carta nel suo deposito e di averlo visto scappare. La signora, rimasta ferita dalle fiamme provocate dall’esplosione, ha sostenuto di essere stata prima aggredita alle spalle e tramortita.
In un secondo momento avrebbe poi corretto la sua versione: «sono stata spinta alle spalle da qualcuno e mi è sembrato di riconoscere la voce di mio marito».

I DUBBI DELLA FAMIGLIA
La sorella di Maurizio D'Alò spiegò all’epoca a Chi l’ha visto? «Mia cognata accusava mio fratello di aver buttato una bomba carta in questo ingrosso e di aver fatto saltare tutto. Lei si trovava addirittura dentro l'ufficio. Lui aveva anche una relazione extra coniugale durata moltissimi anni. Tutti lo sapevano, amici parenti, la moglie. Mio fratello aveva promesso che avrebbe chiuso la storia con la moglie. Però poi non è stato, così perché addirittura si è messo in società con lei. Qualche giorno prima della scomparsa risulta una transazione che mio fratello fece a nome della moglie, perché lui era entrato in società con la sua azienda. Io ricordo di aver visto mio fratello con la moglie al supermercato. Era un po' strano, aveva gli occhi lucidi. Erano preoccupati tutti e due. Disse che avevano avuto dei problemi, si parlava di debiti. Tutti quanti si sono chiusi, dicendo che è andato all'estero. Invece c'è chi addirittura sostiene la tesi che mio fratello sia stato ammazzato. Ma da chi?»

IL LICENZIAMENTO
D’Alò si era licenziato il 20 marzo del '98 e investì la liquidazione, pari a circa 150 milioni di lire, in attività commerciali volute dalla moglie, ma che presto si sono rivelate fallimentari. La scomparsa risale proprio a quel periodo, l'autunno del '98. La denuncia venne fatta dalla sorella Catia 10 mesi più tardi, nel settembre del '99, non a Chieti ma a Pescara. Fiorella D'Alò, altra sorella dello scomparso, raccontò in passato sempre a ‘Chi l’ha visto?’: «Mio padre è andato alla Polizia per avere qualche spiegazione per fare la denuncia di scomparsa del figlio e gli hanno detto che non aveva nessun diritto di farla. L'unica persona che poteva fare la denuncia di scomparsa era la moglie».