LA SENTENZA

Contratti Eni, «clausola abusiva». Giudice di Chieti condanna multinazionale

Un militare di Francavilla insieme al Codacons portano a casa la vittoria

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Contratti Eni, «clausola abusiva». Giudice di Chieti condanna multinazionale




CHIETI. E’ abusiva la clausola che prevede oltre alla richiesta di cessazione del contratto, anche la rilevazione dei consumi e la chiusura del contatore.
Con sentenza depositata oggi il Tribunale di Chieti ha confermato la sentenza del Giudice di Pace di Francavilla con la quale è stata dichiarato abusivo, e quindi inefficace, l’articolo 10 delle condizioni di contratto di Eni Gas Power, che prevede che il consumatore oltre alla richiesta di cessazione della fornitura si renda disponibile anche per la lettura del contatore e per la rimozione dello stesso.
La notizia la rende nota il Codacons Abruzzo.

LA VICENDA
Un militare dell’esercito, oggi residente a Francavilla al mare, nel lontano 2004 ha chiesto la disdetta e la cessazione del contratto di utenza del gas all’Eni, di un appartamento che aveva locato a Torino, dovendosi recare in missione in Iraq.
La richiesta è rimasta inevasa fino al 2005 per cui l’uomo l’ha rinnovata. Nonostante questo, a distanza di circa sei anni, nel 2010, si è visto recapitare dall’Eni un sollecito di pagamento di 406,74 euro relativo al mancato pagamento di 6 fatture relative all’utenza di Torino che aveva disdetto.
Il Codacons, allora, con missiva del 19 marzo del 2011 ha invitato la società ad annullare tutte le fatture senza sortire alcun effetto, in quanto l’Eni in riscontro ha sostenuto che le somme fossero dovute in virtù dell’articolo 10 delle condizioni generali di contratto che prevedono, oltre alla richiesta di cessazione del contratto, anche il consentire la rilevazione dei consumi e la chiusura del contatore. Incardinato il giudizio davanti al Giudice di Pace di Francavilla al mare, il giudice Di Giovanni, con sentenza n. 192/12 ha dato ragione al soldato dichiarando abusivo l’art. 10 delle condizioni generali di contratto, in quanto, tra l’altro, non sottoscritto separatamente, né oggetto di trattativa individuale. Avverso la sentenza la multinazionale ha proposto appello e con sentenza n. 205/2014, depositata oggi, il Tribunale di Chieti (giudice Iachini) ha rigettato l’appello, condannando l’Eni anche al pagamento delle spese liquidate in 1.550 euro oltre Iva e CAP solo per il giudizio di appello (quelle di primo grado erano state liquidate in 637 euro oltre IVA e Cap).

«Davvero una bella vittoria - dichiara soddisfatto l’avvocato Vittorio Ruggieri, vice coordinatore regionale del Codacons Abruzzo. L’art. 10 delle condizioni generali di contratto di Eni Gas Power è palesemente abusivo perché costringe il consumatore, dopo aver disdettato l’utenza ad onorare degli obblighi che, come nel caso di specie e in tutti i casi in cui un conduttore disdice un contratto d’affitto e quindi anche le utenze, sono impossibili da onorare. E’ chiaro infatti che un inquilino che lascia un appartamento può inviare solo una disdetta nel rispetto dei termini contrattuali e non può essere in alcun modo ritenuto responsabile se la società non provvede alla chiusura del contatore e alla lettura finale dello stesso nei termini. Un importante precedente che speriamo venga preso a riferimento anche dagli altri tribunali».