IL PROCESSO

Processo Ecoemme: Di Carlo, «gravi anomalie all'interno società»

Nove gli imputati accusati di corruzione

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Il pm Annarita Mantini

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PESCARA. Con i testimoni dell'accusa entra nel vivo, al Tribunale collegiale di Pescara, il processo riguardante l'Ecoemme la società pubblica-privata che si occupava della raccolta dei rifiuti di Montesilvano.
Nove gli imputati tra i quali il consigliere regionale di Pescara Lorenzo Sospiri, e l'ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma. Se per i due il processo sui presunti concorsi truccati non vedrà mai una sentenza (né di primo grado né definitiva), va avanti invece quest’altro procedimento.
Questa mattina, tra gli altri, ha testimoniato l'ex presidente della Ecoemme, Domenico Di Carlo, dimessosi dall'incarico nel novembre 2008 dopo sei mesi di mandato.

In aula il testimone sollecitato dal pm Anna Rita Mantini ha parlato di «anomalie all'interno dell'Ecoemme nel rapporto tra pubblico e privato».
Il suo interrogatorio è durato più di un'ora scendendo nei particolari della gestione della società ad intero capitale pubblico. Più volte Di Carlo ha ribadito come prima del suo arrivo la società fosse stata gestita senza curarsi dell'interesse pubblico ma «appiattendosi sugli interessi privati». Di Carlo ha fatto notare come tutte le decisioni più importanti fossero prese all’unanimità, cioè tutti i componenti del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci (rappresentanti dei comuni e del privato Deco) votavano allo stesso modo e questa per l’ex amministratore sarebbe prova di come si perseguisse come unico interesse quello del socio privato.
Di Carlo si è dipinto come elemento di rottura di questo sistema e per questo sarebbe stato ostacolato poi incalzato dagli avvocati difensori però non ha saputo ricordarsi a memoria almeno un caso di «votazione importante all’unanimità».
Di Carlo, che si è dimesso dall'incarico dopo sei mesi di mandato, ha anche riferito che lui diceva che «bisognava fare la gara oppure ripubblicizzare il servizio». Inoltre avrebbe fatto notare come all’inizio 

 L'esame dei testimoni dell'accusa proseguirà nell'udienza in programma il prossimo 3 giugno.
Oltre a Sospiri e Cordoma sono imputati Ettore Paolo Di Zio, ex consigliere del cda di Ecoemme, l'imprenditore Ettore Ferdinando Di Zio, il sindaco di Farindola (Pescara) Antonello De Vico, il presidente di Ambiente spa Massimo Sfamurri, Fabio Savini, ex vicepresidente del cda dell'Ecoemme, Paolo Cucculelli, tecnico della Comunita' Vestina, Giordano De Luca, ex consigliere del cda Ecoemme.
Gli imputati devono rispondere di corruzione. Anche di truffa è accusato Ferdinando Ettore Di Zio nella sua veste di dominus della Ecoemme spa allo scopo di procurarsi un ingiusto profitto patrimoniale mediante artifici e raggiri, dice l’accusa.
La procura, infatti, contesta l’attività di conferimento dei rifiuti differenziati carta e cartone nella piattaforma ecologica: da questo conferimento vi sarebbero state anche delle utilità che sono state incamerate dalla società mista Ecoemme spa mentre secondo la procura i rifiuti sono un “bene” del Comune che lo conferisce per cui l’eventuale utile da questi derivante è di proprietà dell’ente pubblico.
Secondo l’accusa per avvantaggiare il privato si sarebbero assunti una serie di atti contrari alla legge e Cordoma e Sospiri avrebbero chiesto e ottenuto «plurime utilità economiche di varia natura». A versare le somme sarebbero stati i due Di Zio, Ettore Paolo e Ferdinando Ettore, ma anche Giordano De Luca nella qualità di amministratore delegato della società Ecologica srl che avrebbe avallato le assunzioni clientelari.
A Cordoma e Sospiri la procura contesta di aver ricevuto 10.000 euro dalla Deco, finanziamento per le elezioni regionali del dicembre del 2008 «e la disponibilità al versamento, all'occorrenza, di ulteriori risorse finanziarie utili e necessarie per il predetto schieramento politico (Pdl) che sarebbero state loro assicurate dal gruppo Di Zio anche in futuro».

Tra le utilità che l'ex sindaco di Montesilvano e il consigliere comunale regionale Sospiri avrebbero ottenuto ci sarebbe anche l'affidamento di consulenze a vantaggio di professionisti “amici” e comunque vicino all’area politica dei due amministratori.
A Savini, per esempio, la procura imputa «l'assunzione clientelare di personale reperito inizialmente con contratti a tempo determinato che veniva successivamente stabilizzato con contratti a tempo indeterminato».
Tra gli indagati figura anche il presidente della società pubblica Ambiente spa, Massimo Sfamurri, Paolo Cucculelli, tecnico della comunità montana, questi insieme a Savini e De Vico sono accusati di aver deciso di far acquistare alla Comunità montana un pacchetto di 1000 azioni dalla società Ambiente spa «al solo fine di ottenere l’affidamento diretto del servizio di raccolta dei differenziati alla Ecologica srl (controllata di Ambiente spa) e inizialmente espletato solo nel Comune di Penne ed affidato alla Ecoemme».
L'indagine scoppiò nel 2008 in seguito ad una serie di esposti che denunciavano l'illegittima gestione della Ecoemme.
La procura sostiene che «attraverso i raggiri, gli illeciti e la corruzione, la Deco sia riuscita a mantenere una posizione di monopolio nella gestione dei rifiuti in Abruzzo; ovvero si assicurava le condizioni affinché tale monopolio potesse perpetuarsi anche in futuro ed evitava che si avviasse il processo per l’affidamento del servizio di raccolta smaltimento nel Comune di Montesilvano mediante l’avvio di una gara pubblica».