LA SVOLTA

Pescara, il parere del Ministero dell'Interno: «se Mascia cade subito al voto»

Opposizione: «il vero problema sono le casse vuote»

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Pescara, il parere del Ministero dell'Interno: «se Mascia cade subito al voto»

Il parere




PESCARA. «Il Comune è in una situazione di potenziale dissesto finanziario con ripercussioni gravissime sui cittadini ed è per questo che bisogna subito far cadere l'amministrazione Mascia».
I consiglieri di opposizione al Comune di Pescara spiegano così l'iniziativa di sfiducia messa in atto nei giorni scorsi, che per il momento non è andata in porto ma che non può ancora definirsi conclusa. Anzi: il rischio che la giunta torni a casa in anticipo si fa di ora in ora sempre più concreto. Tutto è nelle mani dei consiglieri Fausto Di Nisio (misto) e Maurizio Acerbo (Rc). La chiusura anticipata di questa legislatura sarebbe per Mascia una sconfitta di immagine più che una sconfitta politica dal momento che per quasi 5 anni è riuscito a mantenere in equilibrio la sua maggioranza, sebbene periodi di forte crisi, soprattutto con l’Udc. Crisi che nelle ultime settimane sono diventate insanabili. Sulla rottura un ruolo determinante la gioca, ovviamente, anche la vicinissima campagna elettorale.
Per l’opposizione sarebbe invece una vittoria non solo mediatica ma un tentativo in extremis di bloccare i progetti ancora in itinere. Rifondazione ha chiesto anche lo stop del progetto delle Dune sulla riviera sud.
I dimissionari che hanno firmato il documento, per ora, sono fermi a 20, su 21 necessari per raggiungere la maggioranza; c'è tempo fino a domani per firmare.

IL PARERE DEL MINISTERO
Intanto, dopo una riunione dei capigruppo, una delegazione di consiglieri, guidata dal presidente del Consiglio, Roberto De Camillis, si è recata dal prefetto, Vincenzo D'Antuono, per avere conferme circa la data del voto in caso di caduta dell'amministrazione e per escludere che le elezioni possano slittare.
Il consigliere Del Vecchio mostra il parere arrivato oggi da Umberto Postiglione capo dipartimento Affari territoriali del Ministero dell'Interno (e non della Prefettura come scritto erroneamente in precedenza) secondo cui se Mascia cadesse in questi giorni si andrebbe regolarmente al voto il 25 maggio e non ci sarebbe alcuno slittamento.
Il Ministero rileva come l’ articolo 2 della legge 7.6.1991, n. 182 stabilisce che “le elezioni dei consigli comunali e provinciali che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato si svolgono nella stessa giornata domenicale di cui all'articolo 1 (5 aprile e il 15 giugno, ndr) se le condizioni che rendono necessario il rinnovo si sono verificate entro il 24 febbraio».
E qui siamo nettamente fuori di quasi un mese.
Ma è sempre il Ministero che sostiene che questo articolo non sia applicabile al caso specifico di Pescara «essendo gli organi di quel comune al termine del proprio mandato per scadenza naturale. In base alle previsioni di cui all’art. 1 della stessa legge, infatti, gli organi elettivi del comune di Pescara saranno rinnovati nel corso della prossima tornata elettorale primaverile».

«IL PROBLEMA DEI CONTI»
Intanto la seduta odierna del Consiglio comunale, convocata alle 15.30, inoltre, è stata revocata e rinviata a nuova data.
A fare il punto della situazione, in conferenza stampa, sono stati alcuni dei consiglieri firmatari. C'erano, tra gli altri, Moreno Di Pietrantonio, Enzo Del Vecchio, Camillo D'Angelo e Paola Marchegiani (Pd), Adelchi Sulpizio (Cd), Renato Ranieri (Liberali per Pescara) e Massimiliano Pignoli (Fli).
A partire da una relazione della Corte dei Conti, D'Angelo ha spiegato che «risorse relative a fondi vincolati sono state utilizzate per far fronte a pagamenti che nulla hanno a che fare con le realizzazioni a cui erano destinate» e perciò «ogni risorsa che entra nelle casse comunali dovrebbe servire a reintegrare tali fondi». Secondo l'analisi del Pd, «la somma necessaria a ricostituire una situazione di normalità ammonta a 56 milioni di euro». Anche con le entrate che potrebbero reintegrare le risorse già utilizzate, tra cui multe e Tares, «la sofferenza strutturale sarebbe di circa 34 milioni di euro e il sindaco deve spiegare ai cittadini come intende coprire tale somma. Allo stato attuale - hanno spiegato - in cassa ci sono solo 2,9 milioni di euro, sufficienti solo ad assicurare gli stipendi di questo mese».
«Anche il collegio dei Revisori dei conti del Comune - ha sottolineato D'Angelo - ha raccomandato il contenimento dei pagamenti, ma non sembra che il sindaco e la Giunta ne vogliano tenere conto, se è vero che nei prossimi giorni partiranno altri cantieri, come la mega rotonda a piazza Unione e il tunnel sulla riviera Sud, oltre alla richiesta di impegno di spesa per decine di incarichi a professionisti».

«NUMERI DISASTROSI. IL SINDACO DEVE DIMETTERSI»
«Al di là delle due firme mancanti, l'unica cosa certa è che l'amministrazione Mascia è giunta al capolinea», commenta invece Massimiliano Pignoli (Lista Teodoro). «Lo certificano i revisori dei conti con la documentazione prodotta che certifica un predissesto finanziario. Stando così le cose il sindaco Mascia, dopo aver preso atto della mancanza di una maggioranza, può solo fare una cosa: dimettersi. I numeri non si possono né discutere, né interpretare», continua Pignoli. «Le casse comunali sono quasi vuote. E' questa l'amara realtà, figlia di una gestione politicamente dissennata della Giunta di centro-destra del sindaco Mascia. Le responsabilità di quanto sta accadendo è solo e soltanto della maggioranza che ha mal governato questa città, diventata un cantiere a cielo aperto».