L'INCHIESTA

Dopo 4 mesi può uscire di casa: obbligo di dimora per De Fanis

Si affievolisce la misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Il Vate”

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Dopo 4 mesi può uscire di casa: obbligo di dimora per De Fanis





PESCARA. Ha ottenuto l'obbligo di dimora a Montazzoli (Chieti) l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, che era agli arresti domiciliari dal 12 novembre scorso nell'ambito dell'inchiesta denominata "Il Vate".
Il gip del Tribunale di Pescara ha infatti accolto l'istanza dei difensori di De Fanis . Oltre all'ex assessore, sono indagati la sua ex segretaria Lucia Zingariello, Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione "Abruzzo Antico", e Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo.
I reati contestati, a vario titolo, sono concussione, truffa aggravata e peculato. L'inchiesta coordinata della procura di Pescara mira a far luce sulle modalita' di erogazione dei contributi regionali in base alla legge n.43/73 che disciplina l'organizzazione, l'adesione, e la partecipazione a convegni, ed altre manifestazioni culturali. Le indagini hanno preso il via dalla denuncia dell'imprenditore Andrea Mascitti. 


Il prossimo appuntamento sarà il 15 aprile, in Tribunale a Pescara, quando si svolgerà l'incidente probatorio.
L'incidente probatorio è stato chiesto al gip dai difensori Domenico Frattura e Massimo Cirulli. L'obiettivo è di cristallizzare le dichiarazioni rese, su presunte tangenti, dall'ex segretaria di De Fanis, Lucia Zingariello. Durante l'incidente probatorio, De Fanis dovrà rispondere a domande sui rapporti tra l'allora assessore e l'imprenditore Andrea Mascitti, oltre che sulle finalità dei viaggi a Roma e a Bologna. In un primo momento ai domiciliari nella stessa inchiesta, quest'ultima è tornata in libertà.