TREMA E TRAME

Comune Pescara: Mascia appeso ad un filo, in 21 pronti a dimettersi

Appuntamento nel pomeriggio dal notaio D’Ambrosio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4069

Comune Pescara: Mascia appeso ad un filo, in 21 pronti a dimettersi

Renato Ranieri firma




PESCARA. Ventuno consiglieri del Comune di Pescara hanno firmato un documento per far cadere la giunta Maschia e giovedì pomeriggio molti di loro hanno raggiunto il palazzetto D'Ambrosio, cioe' lo studio del notaio Massimo D'Ambrosio, per definire come e quando dimettersi congiuntamente per far cadere l'amministrazione guidata da Luigi Albore Mascia.
Si pensava che tutti firmassero ma si presume che non sarà così anche perchè non tutti si sono presentati all'appuntamento, fissato alle 17.
A quasi un mese di distanza dalla caduta del sindaco di Montesilvano, dunque, il copione si sta per replicare a parti invertite e l’iniziativa era nell’aria ormai da mesi (così come se ne parla da tempo anche alla Provincia di Pescara).
Intanto in Comune giovedì pomeriggio si respirava l’aria da «the day after», hanno raccontato alcuni dipendenti. La voce delle dimissioni è passata da ufficio ad ufficio e ha creato scompiglio. Il sindaco Luigi Albore Mascia va avanti senza farsi sconvolgere e per venerdì mattina ha già convocato una conferenza stampa per parlare della «ordinaria amministrazione».
«Di fatto il primo cittadino non ha più la maggioranza», dicono i consiglieri di opposizione sventolano il documento firmato dai 21 (l'opposizione al completo, compreso Licio Di Biase dell'Udc). Ora si tratta solo di capire quando si voterà, in caso di dimissioni contestuali, cioè se il 25 maggio oppure tra un anno, come paventa qualcuno.
Loro puntano ad andare alle urne il 25 maggio e oggi stanno chiedendo «chiarimenti al notaio», come hanno precisato Massimiliano Pignoli e Enzo Del Vecchio. «La lista Teodoro», ha chiarito Pignoli, «non firma se si rischia di far slittare il voto di un anno».
«E' una amministrazione decotta - ha aggiunto Enzo Del Vecchio (Pd) - una giunta che produce danni quotidiani e li potrebbe produrre fino al 16 giugno, ma non lo possiamo consentire». Ora si attende di conoscere l'esito dell'incontro con il notaio e di capire se arriveranno i consiglieri che non si sono presentati all'appuntamento.

SI ASPETTA

«Fino ad ora hanno firmato dinanzi al notaio in 17»,  racconta Di Biase. Non hanno ancora firmato, e si si sono riservati di firmare venerdì mattina, Massimiliano Pignoli e Daniela Mastromattei, che chiedono certezze sulla data del voto, cosi' come non hanno ancora firmato Fausto Di Nisio e Roberto De Camillis, attesi addirittura stasera dal notaio, mentre per Acerbo si attende la firma per domani, dopo il voto della delibera.

«E’ arrivato il momento di dire basta e smettere di far soffrire la città», commenta invece Renato Ranieri (Liberali per Pescara). «Oggi la gente si ritrova sempre più vessata dalle tasse municipali e lontana dalla politica attiva e partecipata. Con il documento firmato dai Consiglieri Comunali – sottolinea Ranieri  – stiamo certificando che Albore Mascia non ha e non ha avuto da due anni la maggioranza per governare in maniera serena la città di Pescara. La colpa è solo del sindaco e dei suoi rappresentanti di partito che per arroganza e superiorità non hanno mai voluto accettare un dialogo e un confronto democratico. Quando l’opposizione ha chiesto un confronto sulle questioni che più stanno a cuore alla gente, come le riduzioni della Tares, evitare la chiusura di corso Vittorio Emanuele e una più incisiva lotta agli sprechi, ci hanno risposto con l’indifferenza politica e l’arroganza tipica di chi si sente più forte degli altri. Pescara è stata violentata più volte. Ma ora basta far subire violenze alla città e alla sua gente. Albore Mascia e la sua maggioranza devono andare a casa».