L'INCHIESTA

Mancata prevenzione sismica, Cialente e Riga accusati di omicidio colposo. Pm vuole archiviare

Dinanzi al Gip opposizione a richiesta pm su Cialente e Riga

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Mancata prevenzione sismica, Cialente e Riga accusati di omicidio colposo. Pm vuole archiviare

Massimo Cialente




L'AQUILA. «Da aquilano mi vergogno di andare in giro per l'Italia, questa città stava già male prima del sisma del 2009, ora sta ancora peggio».
Così ieri mattina l'avvocato Angelo Colagrande si è rivolto al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, nell'ambito dell'udienza dinanzi al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella per discutere l' opposizione all'archiviazione delle posizioni dello stesso Cialente e dell'ex vice sindaco Roberto Riga.
Entrambi sono indagati per omicidio colposo in relazione alla mancata prevenzione del rischio sismico prima del sisma del 6 aprile. Il pubblico ministero, Fabio Picuti, ha chiesto l' archiviazione dell'inchiesta, istanza sulla quale, attraverso i loro legali, hanno fatto opposizione due parti lese: Vincenzo Vittorini e Massimo Cinque, che ebbero gravi lutti in famiglia.
I due hanno esposto ieri le loro ragioni dinanzi al giudice, così come gli stessi Cialente e Riga, rappresentati dall' avvocato Carlo Benedetti (Riga anche da Raffaella Russo), che è presidente del Consiglio comunale in cui siede lo stesso Vittorini.
Nodo della discussione nell'udienza di ieri il nesso causale tra il comportamento dei due amministratori e quello delle vittime del sisma: secondo la difesa di Riga e Cialente non è possibile, come invece sostenuto da Vittorini e Cinque, che gli aquilani non siano usciti di casa, nella notte del terremoto sia per le rassicurazioni arrivate dalla Commissione Grandi rischi - per le quali è già stato celebrato un processo con 7 condanne - sia per l'assenza di aree d'accoglienza e mancate disposizioni del Comune sulla prevenzione. Per la difesa o è valida l'una o è valida l'altra. Di tutt'altro tenore le considerazioni degli avvocati delle parti lese, in particolare di Colagrande, che ha depositato numerosi documenti e cd, che Gargarella ha promesso di leggere con attenzione. Adesso la palla passa al gip, che dovrebbe decidere entro una decina di giorni.