IL PROCESSO

L'Aquila: crollo via XX Settembre, periti in aula: scontro su travi e solai

Cinque gli imputati, i morti furono nove

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L'Aquila: crollo via XX Settembre, periti in aula: scontro su travi e solai




L'AQUILA. Scontro sulle cause del crollo dell'edificio in via XX settembre 79, dove nel terremoto dell' Aquila del 6 aprile 2009 ci furono 9 morti.
Ieri nuova udienza al tribunale del capoluogo che vede 5 imputati per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi. Alla sbarra i costruttori Francesco Laurini e Armido Frezza, co-amministratori della società Belvedere che ha realizzato in via Persichetti l'edificio accanto a quello crollato, Diego Scoccia, progettista architettonico e direttore dei lavori, Pietro Paoloni, progettista architettonico, strutturale e direttore dei lavori, e il collaudatore statico Enrico De Cristofaro.
Davanti al giudice Giuseppe Grieco sono stati ascoltati alcuni testimoni della difesa di Angelo Cora, parte civile, avvocato aquilano che ha perso due figlie e la moglie nel crollo, e due consulenti tecnici di parti civili, i docenti Enrico Spacone e Guido Camata.
Al termine il giudice ha aggiornato al prossimo 20 maggio.
I due tecnici hanno indicato una delle concause della tragedia nella realizzazione della nuova costruzione adiacente a un muro di confine con il palazzo venuto giù, a differenza dello stabile che c'era in precedenza che era staccato di qualche metro: una consulenza che spacca nettamente parti civili e difese.
«Sono soddisfatto dell'esito dell'udienza perché i consulenti hanno chiarito che tra le concause del crollo c'è anche l' interazione tra l'edificio 'Belvedere' e lo stabile crollato - spiega l'avvocato di parte civile Gregorio Equizi - dimostrando così la fondatezza dell'assunto accusatorio».
Di tenore opposto le valutazioni di uno degli avvocati difensori, Ernesto Venta, che assiste gli imputati Scoccia e Paoloni, assistito rispettivamente da Massimiliano Venta e Amedeo Ciuffetelli. 

«È andata bene per noi, è stato un round favorevole alla difesa degli imputati - afferma - nell'edificio crollato c'è stato il calcolo di un solo solaio, come succede in tutti gli altri progetti degli stessi progettisti, e ci sono travi non fatte per resistere a un sisma in direzione ortogonale, e infine alcuni calcoli sbagliati perché non tornavano i conti, perfino il giudice ha chiesto se i calcoli fossero esatti o meno».
Quanto alla costruzione dell'edificio nuovo, il legale contesta le accuse affermando che non è adiacente ma «è staccato, c'è un giunto che separa l'edificio dal muro in pietra. Piuttosto - contrattacca - è dalla parte loro che non c'era quel giunto».
Prima dei consulenti sono stati ascoltati una decina di testimoni sempre di parte civile che hanno rivissuto i momenti contraddistinti da numerosi tremolii (avvertiti nell'abitazione dell'avvocato Maurizio Cora, nel corso di visite di cortesia) durante le fasi di demolizione della vecchia scuola per fare spazio al nuovo edficio. I testimoni (tra cui anche il fidanzato di una delle due figlie dell'avvocato) hanno raccontato delle continue paure della moglie dello stimato legale aquilano, la quale in piu' circostanze aveva preferito stare fuori casa perche' si sentiva piu' sicura. Tra i racconti anche le continue lagnanze delle due figlie dell'avvocato, entrambe studentesse, dovute alla mancanza di concentrazione per i continui rumori provenienti dal cantiere sottostante.