BRACCIO DI FERRO

Chieti, l’Ance chiede più trasparenza nell’affidamento dei lavori

Serve l’Albo delle imprese e più chiarezza nei pagamenti

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Chieti, l’Ance chiede più trasparenza nell’affidamento dei lavori




CHIETI. C’è ben altro al Comune di Chieti dietro lo scontro per l’Albo delle imprese che non c’è.
Che peraltro non è un match corpo a corpo tra Angelo De Cesare, presidente dell’Ance (associazione costruttori) ed il sindaco, Umberto Di Primio, visto che «i ricorsi al Tar e le contestazioni all’amministrazione comunale sono stati sottoscritti non solo da me, ma almeno da 7-8 altri imprenditori - ha sottolineato De Cesare ieri nell’incontro pubblico con la stampa - così come è del tutto falsa e pretestuosa la favola secondo cui io nella trasmissione Tv Virus avrei parlato di questo Albo che l’amministrazione comunale non ha ancora istituito, nonostante gli impegni e le promesse. Io ero lì solo per lamentare il ritardo nei pagamenti alle imprese che da anni sollecitiamo».
 Insomma le imprese teatine non si lamenterebbero se il Comune pagasse senza ritardo i lavori già effettuati? Forse sì, ma con meno virulenza, visto che anche ieri molti costruttori hanno spiegato che aspettano da mesi e a volte da anni il saldo dei lavori. Perché la lingua batte dove il dente duole e ieri in appoggio a De Cesare c’era in pratica tutto il direttivo dell’Ance, da Paolo Primavera – che è anche presidente di Confindustria - a Rocco Di Marzio, ad Alberto De Cesare della Co.Ged ed altri. Tutti hanno chiesto coralmente pagamenti rapidi e l’istituzione di un Albo delle imprese di fiducia, da cui attingere con trasparenza e rotazione per i lavori a licitazione privata (fino ad 1,5 mln) o in economia (fino a 200 mila euro).
«Il che è previsto dalla legge – ha continuato De Cesare – e dovunque in Italia ci sono questi Albi. Qui si equivoca sostenendo che non si può fare un Albo solo per Chieti, cosa che non è mai stata chiesta perché deve essere aperto a tutti. Vogliamo invece partecipare alle gare, non vincere per forza come qualcuno ha detto. Ma se non partecipi, non puoi nemmeno vincere. E invece siamo ostaggio di un funzionario e di un dirigente che fanno la guerra alle imprese di Chieti. Con Cucullo non sarebbe mai successo».
 Ma c’è di più e questa è l’apertura dei costruttori al Comune: «se non si vuole fare l’Albo, il Comune dovrebbe pubblicare le gare, così chi vuole partecipa».
«Ma intanto pagateci», ha chiosato Paolo Primavera che da anni batte sul punto di ritardi incomprensibili nel saldo dei lavori.
«Abbiamo deciso di stanare i responsabili di questi mancati pagamenti – ha continuato il presidente di Confindustria – inviando gli esposti alla Corte dei Conti contro chi prepara in ritardo le determine per la ragioneria. Noi vogliamo sapere se è solo colpevole inerzia o se c’è di più. Ci risulta infatti che a volte i fondi vincolati per le opere vengono stornati per le spese correnti e questo non è corretto. Lo decide l’assessore o la burocrazia? Ecco: il problema sembra proprio questo, se cioè la politica riesce a riprendere in mano il pallino del gioco o se anche lei è ostaggio dei funzionari».
 A meno che la mancata trasparenza nell’affidamento dei lavori non serva a nascondere l’uso spregiudicato del bilancio denunciato ieri.
«Non a caso – conclude De Cesare – i lavori del Municipio sono stati finanziati in tre volte: prima il risarcimento della Reale mutua di 3,4 mln e poi il mutuo, entrambi stornati. Poi adesso ci sono i fondi della Regione. Ma anche su questo lavoro ci sarebbe molto da dire».

Sebastiano Calella