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Confcommercio contro Comune L'Aquila, Tares è estorsione

Per parrucchieri, barbieri ed estetisti tassa raddoppiata

Redazione Pdn

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CELSO CIONI

Celso Cioni





L'AQUILA. «Questa Tares non è un tributo, è un'estorsione».
Nelle parole pesanti e applaudite del direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni, la protesta dei commercianti aquilani, in rivolta contro il Comune capoluogo per il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che ha sostituito la vecchia Tarsu.
Gli esercenti si preparano a incontrare giovedì prossimo il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e l'assessore al Bilancio Lelio De Santis, accusato di «avere mentito ai commercianti», sostenendo in autunno che gli aumenti annunciati erano solo un'ipotesi provvisoria che poi, però, è rimasta intoccata.
Infatti gli aumenti sono arrivati, così come in tutte le altre città d’Italia, con la differenza che nell’Aquilano chi ha deciso di tenere le saracinesche è da considerarsi doppiamente eroe, non solo perché sta tenendo duro contro la crisi economica ma perché si deve confrontare con il territorio del post sisma.
L’associazione di categoria non contesta solo gli aumenti ma anche la sproporzione tra le varie attività di categoria.
Secondo le stime diffuse da Confcommercio, «i parrucchieri, i barbieri e gli estetisti passeranno da 2,9 euro a 4,2 euro per metro quadrato, il che significa pagare, per un locale di 100 metri quadrati, 422 euro invece di 292». Ma al tempo stesso, «la Tares per le banche e gli istituti di credito viene più che dimezzata, passando da 5,7 a 2,1 euro. Stessa premura adottata per le sedi di partito, dei sindacati e gli istituti di culto, beneficiarie di una riduzione da 2,4 a 1,8 euro a metro quadrato. Per non parlare dei supermercati, da 8,9 a 6,1 euro».
Per Cioni, «questo significa affondare negozi che sono già con l'acqua alla gola, in particolare quelli che hanno eroicamente riaperto in un centro storico desertificato, e che nessuno ha aiutato. Ricordiamo che, per ogni saracinesca che chiude - ha concluso - viene compromesso il posto di lavoro e l'attività economica di 15 persone, considerando il personale e l'indotto»