CEMENTO E DEBITI

Edilizia Montesilvano, «nelle casse del Comune mai arrivati 4 milioni»

Le ditte costruttrici in debito tra oneri di urbanizzazione e costi di costruzione

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Edilizia Montesilvano, «nelle casse del Comune mai arrivati 4 milioni»




MONTESILVANO. «Avevo aperto una indagine interna in Comune, volevo vederci chiaro su alcune situazioni. Poi di colpo il cielo si è offuscato, dei collaboratori sono stati intimoriti, il vuoto intorno a me e poi le dimissioni di massa, arrivate da piazza Salotto e non dal consiglio comunale».
A tre settimane dalla caduta della sua amministrazione l’ormai ex sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, continua a rimuginare. Tra otto giorni convocherà la cittadinanza per la sua «operazione verità» perché ormai crede di aver individuato la chiave di volta che lo ha messo fuori gioco: l’urbanistica, uno dei temi più scottanti della città.
«Nei primi mesi della mia amministrazione mi sono occupato di rifiuti», rivela, «poi quando ho cominciato a mettere le mani negli accordi di programma qualcosa in Comune è cambiato».
Di Mattia racconta di aver chiesto più volte al settore competente le carte degli accordi stipulati dalle vecchie amministrazioni, documenti per la maggior parte introvabili: «ne avrò chiesti una cinquantina…», va avanti, «ma ad ogni richiesta la risposta era ‘queste carte le ha sequestrate la procura, queste non ci sono, queste non le troviamo…».
Come è possibile che non vi siano documenti pubblici negli archivi della amministreazione? Si tratta di disordine o di una manovra orchestrata ad arte? Sta di fatto che lo stupore per le risposte dei dirigenti non fanno che aumentare l'impotenza di chi vorrebbe documetare la storia remota di Montesilvano ma incredibilmente attuale.
A inizio febbraio, poi, la decisione di istituire una vera e propria commissione di indagine, praticamente una delle ultime decisioni politiche del sindaco, proprio per cercare di avere a disposizione una ricognizione generale. Se ne trova traccia in una disposizione di servizio del 12 febbraio a firma del dirigente del settore urbanistica Bruno Celupica. Si è dunque deciso di costituire un gruppo di lavoro per verificare il pagamento del contributo di costruzione relativo a tutte le Dia e le Scia (la denuncia di inizio attività) degli ultimi 10 anni. Sette persone in totale per verificare chi ha pagato e chi no.
In pratica quando gli imprenditori edili costruiscono devono pagare un contributo di costruzione ed un'altra serie di dazioni accessorie tra cui gli oneri di urbanizzazione eventualmente legati anche ad accordi di programma. Il privato costruisce, il Comune incassa, una consecutio che a Montesilvano invece non sembra così scontata.
Secondo il sindaco questa decisione avrebbe creato scompiglio e la caduta dell’amministrazione 6 giorni dopo «non può essere solo una coincidenza».

4 MILIONI DA INCASSARE
Secondo una stima prudenziale nella casse del Comune dovrebbero entrare circa 4 milioni di euro per gli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione per, la maggior parte dei casi, opere iniziate oltre 10 anni fa, terminate e pure collaudate.
In un documento datato 31 gennaio 2014 e firmato sempre dal dirigente Bruno Celupica si analizza ad esempio la situazione della società Camel Srl per la costruzione di un edificio per attività terziarie (Pue 506): «gli oneri concessori inerenti a tutti i lotti, più gli oneri di trasformazione volume Peep in volume libero ammontano a 1.127.616 euro».
Da una analisi non ancora definitiva c’è poi un altro milione e mezzo che attende di essere incassato. Denaro a volte nemmeno preteso, sostiene il sindaco Di Mattia, o chiesto con troppa morbidezza alle ditte debitrici.
«Con alcune di queste ho avuto contatti diretti e mi sono sentito dire ‘ok paghiamo’. Ma perché nessuno glielo aveva chiesto prima?»
Secondo una relazione di Palazzo di città per 14 opere pubbliche su 64 il Comune non ha ancora incassato quanto dovuto. Tra i debitori, ad esempio, come si legge nello specchietto, c’è la Europiemme Srl che deve ancora 79.991 euro per parcheggi e reti tecnologiche in via Colli Euganei (Pue 300/A).
Deve ancora 219 mila euro, invece, la ditta Pagliaroli, per parcheggi e reti tecnologiche (che risultano ancora in fase di collaudo) in via don Minzoni. La convenzione con il Comune è stata firmata 11 anni fa, ovvero a febbraio 2003 e ad oggi la società ha versato tra oneri di urbanizzazione e costi di costruzione 96.638 euro.
Ammonta a 22.428 euro invece, la cifra corrispondente alla ditta Piserchia per strade, parcheggi e reti tecnologiche in via strada della Fontana (Pue 324), mentre la Viola Romana deve 37.060 euro per gli oneri urbanistici e 93.300 euro per i costi di costruzione in via Martiri Belfiore. Si tratta di lavori di viabilità, reti fognarie, reti tecnologiche e verde che il Comune definisce «non collaudabili».

Meno dettagli a disposizione vengono forniti dal Comune, invece, sui 36 mila euro dovuti dalla Investimenti immobiliare per il Pue 317 per i cui lavori «non esiste nessuna convenzione», o i 5.686 euro della Edilizia Macchiano che dovrebbe risalire al periodo 2005-2007. Ci sono poi 33.333 euro della Europiemme srl, i 108 mila euro della Immobiliare Lotorio (convenzione del 2004)o i 7 mila euro di Di&Di Costruzioni Generali Sas (convenzione del 2003), i 132 mila euro della Atlante Costruzioni o i 104 mila de I Papiri (convenzione del 2002) i 118 mila euro della Cecamore Costruzioni Srl per una convenzione del 2002 (con postilla scheda acquisita dalla GF).
Il Comune ha invece fatto istanza per l’ammissione allo stato passivo a seguito del fallimento della Martini Costruzioni srl per un totale di 92 mila europ «perché la ditta non ha rispettato gli impegni in convenzione, firmata nel 2009». Sospesa, per un contenzioso con il Tar, la questione della Edilizia generale d’Amico che deve ancora 45 mila euro. La cifra, si legge nella tabella, è stata comunicata al settore avvocatura lo scorso 24 febbraio per l’iscrizione al concordato preventivo.
C’è poi il caso del Pp1 sul curvone dove, sostiene Di Mattia, ci sia oltre un milione di euro ancora da incassare. 

L’ex sindaco si guarda intorno nella sua Montesilvano: «ci sono palazzi a ridosso di piazze, scuole chiuse tra vicoli senza uscita e comunque difficili da raggiungere, strade mai realizzate perché al posto di esse oggi vi sono imponenti complessi residenziali: lo scempio interrotto dalla mia giunta vuole a tutti i costi riprendere. Spiegherò nei prossimi giorni fatti circostanze e se qualcuno fosse interessato anche i nomi di coloro che sono stati allontanati dal mio ufficio, scacciati tanto era ripugnante la loro proposta. Non si deve tornare indietro dal cambiamento, la rotta oramai non può essere più invertita».
Alessandra Lotti