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Teramo. «Attivista M5S aggredito da entourage di D’Alfonso». Il video

Vacca: «il Pd ha perso credibilità politica»

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Teramo. «Attivista M5S aggredito da entourage di D’Alfonso». Il video

Il momento dell'aggressione




TERAMO. Stava filmando il camion di Luciano D’Alfonso in una deserta piazza Martiri a Teramo quando è stato aggredito da un uomo.
E’ quanto accaduto sabato scorso ad un attivista del Movimento 5 Stelle che ha denunciato l’aggressione.
«C’erano una trentina di spettatori infreddoliti», raccontano i grillini teramani, «che stavano aspettando la calata di big Luciano D’Alfonso e della Manola cittadina (Di Pasquale, ndr) in versione ombrellista muta. Ad un certo punto succede l’incredibile: un nostro attivista, macchiatosi della grave, gravissima colpa di immortalare il verde rimorchio alfonsiano con il suo telefonino, viene investito dalla furia cieca di un soggetto dell’entourage del candidato regionale che gli strappa letteralmente di mano il telefonino facendo a pezzi lo schermo. L’elegante energumeno, evidentemente epigono del questore della Camera Dambruoso, si rifiuta addirittura in un primo momento di restituire il cellulare e cede solo davanti ad una pattuglia della Polizia Municipale».
La scena è stata ripresa e il Movimento 5 Stelle la carica su You Tube: il video è diventato virale e ha fatto il giro dei social network: «Questa gravissima ed emblematica testimonianza la consegniamo direttamente alla premiata ditta D’Alfonso – Di Pasquale, che non ha sentito neanche il bisogno di proferire mezza parola di scuse, ma soprattutto ai cittadini abruzzesi perché valutino attentamente gli atteggiamenti di un potere che ha devastato il loro presente e lo cancellino definitivamente dal loro futuro».

E proprio il M5S è stato il primo a commentare la vittoria di domenica sera di D’Alfonso, eletto candidato presidente con il 76,2% di preferenze: «non avevamo dubbi», dice il deputato Gianluca Vacca, «che il PD calasse le braghe all'emblema della cattiva politica e a una delle figure più discusse della politica italiana, uno i cui conti con la giustizia sono ancora tutti da regolare. Non avevamo i dubbi che il PD vendesse l'anima al diavolo per provare l'ennesimo disperato tentativo di non perdere le elezioni, pur sapendo di correre il rischio di tornare alle urne tra un anno circa a causa delle vicende giudiziarie di D'Alfonso. Certo, ora la credibilità di questo ex partito, ora comitato di affari, è nulla, e il PD non potrà mai più parlare di legalità e moralità senza essere spernacchiato da tutti gli abruzzesi. Così come non potrà farlo Alessandrini: farsi sponsorizzare da D'Alfonso è una macchia indelebile che nessun cognome eccellente potrà mai cancellare».
«Se non fosse un danno e una tragedia per tutti gli abruzzesi», continua Vacca, «verrebbe da ringraziare il PD per averci agevolato la vittoria a maggio avendo fatto vincere un impresentabile che ormai potrà contare solo su amici, anche se tanti e potenti, e parenti, considerando le persone che stanno disertando i comizi del candidato camionista. E' inutile che gli scagnozzi di D'Alfonso impediscano ai cittadini di riprendere la desolazione che accompagna i suoi comizi, come accaduto a Teramo: gli abruzzesi non ne possono più di questa classe politica, e se non ci penserà prima la magistratura, saranno gli stessi abruzzesi a mandarli tutti a casa a maggio».