LA SENTENZA

Sisma L'Aquila: crollo via D'Annunzio, 3 anni a imprenditore (irreperibile)

Nello stabile morirono 13 persone

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2671

Sisma L'Aquila: crollo via D'Annunzio, 3 anni a imprenditore (irreperibile)




L'AQUILA. Il giudice del Tribunale dell'Aquila Giovanni Novelli ha condannato a 3 anni di reclusione Filippo Impicciatore, 82 anni, originario della Provincia di Chieti ma residente in Venezuela.
Impicciatore era imputato nell'ambito del processo per il crollo dell'edificio in via D'Annunzio la notte del 6 aprile 2009, stabile costruito negli anni Sessanta, in cui ci furono 13 vittime. Il condannato, che vive in Venezuela, è attualmente irreperibile.
L'avvocato d'ufficio dell'uomo, Ersilia Lancia, ha già annunciato ricorso in Appello contro la decisione. L'anziano è uno degli imprenditori che edificò il palazzo mentre gli altri costruttori sono tutti morti. L'accusa principale era quella di aver utilizzato un calcestruzzo di scarsa qualità. Il giudice Novelli non ha disposto alcuna provvisionale e ha decretato che il risarcimento danni per le parti lese dovrà essere stabilito in un separato giudizio civile. Le motivazioni arriveranno entro 90 giorni.
Per lo stesso crollo due settimane fa è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere anche l'ingegnere aquilano Fabrizio Cimino accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni . Lui eseguì alcuni lavori di restauro nel 2002, mentre è stato assolto dalle accuse un altro tecnico, il molisano Fernando Melaragno.
Per Cimino il pm, Fabio Picuti, aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione, per Melaragno l'assoluzione perchè a differenza del primo non era una «figura di garanzia», essendo solo esecutore materiale dei lavori.
Entrambi sono finiti sotto processo per presunti errori nella ristrutturazione del palazzo avvenuta nel 2002. Documento cardine di questo procedimento è una perizia affidata dal giudice al docente di Scienza delle costruzioni del Politecnico di Milano Gabriella Mulas, già autrice di un’altra perizia nell'altro processo sul crollo della Casa dello Studente.
Secondo la tesi accusatoria se Cimino avesse esaminato il progetto originario del palazzo, viziato da gravi errori di progettazione e vulnerabilità, avrebbe scongiurato la morte di quelle vittime del sisma: di qui la decisione di chiedere la condanna.
Il processo a carico del solo Impicciatore si è reso necessario perché lo stesso vive in Venezuela e ci sono stati problemi di notifica fin dalle indagini preliminari. Per il suo rintraccio venne allertata anche l'Interpol dopo una prima istanza di nullità presentata dall'avvocato d'ufficio a causa di mancate ricerche.