LA SENTENZA

Roccaraso, si chiude senza condanne il caso Valentini

L'ultimo imputato rinuncia alla prescrizione e viene assolto dalla Corte d'Appello

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Roccaraso, si chiude senza condanne il caso Valentini




ROCCARASO. Il funzionario dell'Ufficio Tecnico del Comune di Roccaraso, Evaldo Oddis, è stato assolto dai giudici della Corte di Appello de L'Aquila, «perché il fatto non costituisce reato».
Il geometra, difeso dagli avvocati Michele Lioi del foro di Roma, e Walter Putaturo del foro di Pescara, era imputato per aver annullato le concessioni edilizie in sanatoria precedentemente rilasciate per il fabbricato ex Edilmonte. Si chiude così senza condanne e definitivamente la vicenda giudiziaria del Caso Valentini.
Una maxi inchiesta sfociata praticamente nel nulla che nel corso degli anni ha visto aprirsi vari fascicoli tutti chiusi con assoluzioni.
Da quelle per calunnia in cui era imputata la sorella dell’ex sindaco a quella che trascinò davanti ai magistrati anche il poliziotto che arrestò l’ex sindaco
L'arresto del primo cittadino avvenne a Francavilla nel 2004 con l'accusa di concussione e calunnia. Due giorni dopo si uccise ma la sua famiglia non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio.

Numerose le accuse contestate in principio. Si andava dalle presunte collusioni con il sindaco Camillo Valentini per autorizzazioni a costruire, anche tramite prestanomi all’ affidamento di appalti sospetti come il parcheggio interrato di Roccaraso fino ai presunti abusi edilizi sulla realizzazione di una scuola da parte degli amministratori comunali di Roccaraso. Altre accuse riguardavano la cessione da parte della Regione e in favore del Comune di Roccaraso di terreni ex demaniali sul tracciato di antichi tratturi poi classificati da destinare a operazioni immobiliari con la costituzione di una società mista «Stu», per lo sviluppo urbano.
Già nel 2010 il gup Maria Rosaria Rinaldi nell'ambito di un procedimento per diffamazione che vedeva imputati i vertici del Codacons che si scagliarono contro i giudici mise in evidenza i lati «oscuri» della vicenda: «Le genesi della vicenda è viziata», scrisse il giudice. «Desta stupore l'originaria ipotesi accusatoria formulata nei confronti di un ingegnere, sindaco di un tranquillo paesino dall'Abruzzo proveniente da ambienti estranei ad organizzazioni criminali, iscritto nel registro degli indagati per associazione di stampo mafioso od addirittura di narcotraffico (come si legge in un decreto autorizzatorio di intercettazioni in atti), sottoposto ad intercettazioni ambientali e telefoniche per anni sulla base di una ipotesi investigativa inconsistente».

«Questa indagine», commenta oggi proprio il Codacons, «è costata allo Stato milioni di euro in intercettazioni e stipendi di tutti gli agenti di polizia giudiziaria e le decine di magistrati che si sono dovuti occupare del caso, per più di dieci anni. Indagini iniziate a seguito di denunce di un costruttore pescarese, e di oppositori politici del Valentini, che hanno avuto come esito la eliminazione dell'avversario, anzi del nemico politico».
Il Codacon cita una frase più volte ripetuta in questi giorni da papa Francesco:
" le chiacchiere e le maldicenze uccidono". «Roccaraso ne è stato il simbolo l'ingegner Camillo Valentini la vittima», continua l’associazione che difende i consumatori. «Bisognerebbe ora procedere contro coloro che aizzarono gli inquirenti, ma forse questo è chiedere troppo».