AMBIENTE

Sito inquinato a Chieti Scalo, attivisti 5 stelle scendono in piazza

«Da quattro anni non è stato fatto nulla per risolvere questione»

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Sito inquinato a Chieti Scalo, attivisti 5 stelle scendono in piazza




CHIETI. Mercoledì prossimo alle 11 gli attivisti di Chieti 5 Stelle terranno un corteo che partirà dal palazzo comunale in Corso Marrucino alla volta della sede del Suap in viale Amendola.
«L'auspicio è che, con una azione plateale», spiega Sara Marcozzi, portavoce del Meet Up di Chieti, «finalmente il Comune si adoperi per ovviare al grave inquinamento in cui versa il Sir (sito di interesse regionale) dello Scalo dando impulso alla caratterizzazione e bonifica del sito nell'interesse di salvaguardia della salute dei cittadini».
I 5S puntano il dito contro circa 30 km quadrati che si estendono dal Centro Commerciale Megalò a San Martino: «nulla si sta facendo», denunciano gli attivisti, «per accelerare i procedimenti di caratterizzazione e conseguente bonifica degli stessi. Da cittadini assistiamo a un certo immobilismo da parte della Regione ma anche – ahinoi - da parte del Comune di Chieti».
Si sta infatti per ‘festeggiare’ il quarto compleanno della delibera Regionale n. 121 (era il marzo 2010), quella delibera con la quale la giunta Chiodi istituì il Sir Chieti Scalo emanando le “linee guida” a supporto del Comune di Chieti per la realizzazione delle indagini di caratterizzazione ambientale per verificare lo stato di qualità ambientale delle aree e per le relative procedure di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale.
«A oggi», spiega Marcozzi, «il Comune di Chieti non ha ancora predisposto l’elenco dei siti produttivi ricadenti all’interno del Sir da trasmettere alla Regione (consentendo, dunque, l’avvio delle procedure di caratterizzazione) assumendo di non poterlo fare essendo impossibilitato a comparare i propri dati con quelli in possesso dello Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) il quale, sebbene sollecitato, non avrebbe ancora provveduto ad inviarli».
Lo stesso Suap, dal canto suo, sembrerebbe sostenere di non poter provvedere, a causa della mancanza di personale, alla trasmissione dei documenti attinenti il Sir. «Appare evidente», continua Marcozzi, «si tratti di un semplice problema di “trasloco dei faldoni” da un ufficio all’altro per il quale il MeetUp Chieti 5 Stelle ha eseguito un serio e approfondito studio di fattibilità. Ebbene, gli uffici distano l’uno dall’altro circa 1,5 km con un tempo di percorrenza medio (in auto) di circa 5 minuti. Se impegnassimo due auto utilitarie (capienza bagagliaio/sedile di circa 20 faldoni) e 4 dei nostri attivisti meno volenterosi, ipotizzando che per caricare i faldoni nelle auto siano necessari 15 minuti, avremmo una capacità di trasporto di 60 faldoni l’ora».
Gli attivisti si dicono disponibili a provvedere al trasporto di tutti i faldoni contenenti quei documenti necessari al Comune di Chieti «per poter consentire – finalmente – l’inizio delle procedure di caratterizzazione sul Sir dello Scalo».

IL COMUNE: «NESSUNA NECESSITA’ DI SPOSTARE FALDONI»
«L’Amministrazione ha stanziato risorse del bilancio comunale per la caratterizzazione delle aree interessate», spiegano l’assessore all’Ambiente Emilia Di Matteo e il dirigente del VII Settore Giuseppe La Rovere. «Dopo l’espletamento del bando di gara l’Ufficio ha proceduto all’affidamento a favore dell’ATI aggiudicataria ed alla sottoscrizione del contratto a dicembre scorso e il Comune ha impegnato somme rilevanti per risolvere situazioni in cui probabilmente le competenze dovevano far capo principalmente alla Regione».
L’assessore e il dirigente spiegano che è stato sottoscritto accordo di programma con la Regione, l’Università, la Provincia di Chieti: «a fronte di un finanziamento del Comune di circa 357.000 euro, la Regione finanzia solo 100.000 euro  il Comune ha già iniziato le  attività di competenza emanando i decreti di accesso sulle diverse proprietà private oggetto di intervento per analisi e caratterizzazione. Per quanto concerne invece l’elenco dei siti e dei relativi proprietari, l’ufficio ha provveduto autonomamente all’individuazione dei titolari mediante accesso telematico al catasto (circa 1.600 particelle con relativi titolari). L’elenco dei siti produttivi ricadenti all’interno del SIR comprensivo dei titolari  e con ogni necessaria informazione utile alla Regione Abruzzo per ogni attività consequenziale di competenza,  è stato trasmesso alla stessa  da circa un anno». 
L’assessore spiega inoltre che è di competenza della Regione, che sta provvedendo, l’emanazione delle relative notifiche ai singoli titolari produttivi per l’avvio dei processi inerenti i piani di caratterizzazione da parte loro.
Dalla data di notifica della Regione Abruzzo ai singoli titolari decorrono i 120 giorni entro i quali gli stessi proprietari devono presentare piani di caratterizzazione e di messa in sicurezza.
Circa poi i rapporti con il SUAP, «non si rileva allo stato nessuna disfunzione né tantomeno la necessità di trasferire faldoni. Si ringrazia comunque per la segnalazione e la disponibilità offerta ma allo stato attuale non vi è alcuna necessità di trasferimento di faldoni o quant’altro» 

IL COMUNE: «NESSUNA NECESSITA’ DI SPOSTARE FALDONI»

«L’Amministrazione ha stanziato risorse del bilancio comunale per la caratterizzazione delle aree interessate», spiegano l’assessore all’Ambiente Emilia Di Matteo e il dirigente del VII Settore Giuseppe La Rovere. «Dopo l’espletamento del bando di gara l’Ufficio ha proceduto all’affidamento a favore dell’ATI aggiudicataria ed alla sottoscrizione del contratto a dicembre scorso e il Comune ha impegnato somme rilevanti per risolvere situazioni in cui probabilmente le competenze dovevano far capo principalmente alla Regione».L’assessore e il dirigente spiegano che è stato sottoscritto accordo di programma con la Regione, l’Università, la Provincia di Chieti: «a fronte di un finanziamento del Comune di circa 357.000 euro, la Regione finanzia solo 100.000 euro  il Comune ha già iniziato le  attività di competenza emanando i decreti di accesso sulle diverse proprietà private oggetto di intervento per analisi e caratterizzazione. Per quanto concerne invece l’elenco dei siti e dei relativi proprietari, l’ufficio ha provveduto autonomamente all’individuazione dei titolari mediante accesso telematico al catasto (circa 1.600 particelle con relativi titolari). L’elenco dei siti produttivi ricadenti all’interno del SIR comprensivo dei titolari  e con ogni necessaria informazione utile alla Regione Abruzzo per ogni attività consequenziale di competenza,  è stato trasmesso alla stessa  da circa un anno». L’assessore spiega inoltre che è di competenza della Regione, che sta provvedendo, l’emanazione delle relative notifiche ai singoli titolari produttivi per l’avvio dei processi inerenti i piani di caratterizzazione da parte loro.Dalla data di notifica della Regione Abruzzo ai singoli titolari decorrono i 120 giorni entro i quali gli stessi proprietari devono presentare piani di caratterizzazione e di messa in sicurezza.Circa poi i rapporti con il SUAP, «non si rileva allo stato nessuna disfunzione né tantomeno la necessità di trasferire faldoni. Si ringrazia comunque per la segnalazione e la disponibilità offerta ma allo stato attuale non vi è alcuna necessità di trasferimento di faldoni o quant’altro»