CRISI E IMPRESE

Micron, la proposta di Rifondazione: «serve un provvedimento contro la delocalizzazione»

«Si faccia come in Francia»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1548

Micron, la proposta di Rifondazione: «serve un provvedimento contro la delocalizzazione»





AVEZZANO. All’indomani dello sciopero di ieri 26 febbraio, Rifondazione Comunista sostiene la lotta dei lavoratori a partire dallo sciopero previsto per il prossimo 7 marzo.
Il partito chiede inoltre un provvedimento contro le delocalizzazioni, come previsto nel proprio Piano per il Lavoro, attraverso il quale i contributi pubblici possono essere concessi ad imprese che si impegnino tra l'altro a mantenere sul territorio le attività e siano revocati in caso di delocalizzazioni anche parziali.
«Un Piano che evidentemente confligge con qualsiasi governo di larghe intese, che purtroppo si va prefigurando anche per l’Abruzzo con una strana coalizione che va da Sel e Pd a pezzi del centrodestra», spiegano Carmine Tomeo, responsabile regionale lavoro Prc Abruzzo e Francesco Marola, segretario provinciale Prc L'Aquila.

L’azienda ha deciso di mettere in mobilità 419 lavoratori su un totale di 1.028, distribuiti in tutta Italia ed interessando quindi anche il sito produttivo di Avezzano. Inoltre alcuni dipendenti hanno denunciato irricevibili trasferimenti in altri continenti.

«Il paradigma della mobilità estrema dei capitali e delle merci viene applicato crudamente dalle cose all’esistenza delle persone», protesta Rc che chiede di ispirarsi alla Francia: «lì è stata recentemente approvata una legge contro le delocalizzazioni, che prevede, per le imprese che contano oltre 1000 dipendenti, l’impegno a cercare acquirenti in caso di chiusura di impianti e che in caso di esito negativo l’azienda si vedrebbe comminata una multa di 28 mila euro per ogni posto di lavoro perso. Si tratta di qualcosa che non passa nemmeno per la testa ad un governo di larghe intese come quelli succedutisi negli ultimi anni fino a quello Renzi, il quale preferisce andare a Treviso per parlare con gli imprenditori della Electrolux che delocalizzano declinando invece l’impegno ad incontrare i lavoratori».