SCOMPARSA NEL NULLA

Donatella Grosso: attesa per la decisione del gip sull’archiviazione

La ragazza è sparita da Francavilla al Mare a luglio del 1996

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2218

I genitori di Donatella

I genitori di Donatella




PESCARA. Famiglia Grosso con il fiato sospeso.
Il gip del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, si è riservato di decidere sull'opposizione alla nuova richiesta di archiviazione della vicenda riguardante Donatella Grosso, la trentenne sparita dalla sua casa di Francavilla nella notte tra il 26 e il 27 luglio del 1996.
Ad opporsi all' archiviazione presentata il 3 luglio scorso dalla procura di Pescara, i genitori di Donatella, anche oggi presenti all'udienza. Nell'opposizione all'archiviazione il legale della famiglia Grosso, l'avvocato Giacomo Frazzitta, chiede, tra le altre cose, un approfondimento delle indagini sottolineando la necessità di completare l'attività tecnica di sondaggio dei terreni nella diretta disponibilità al momento dei fatti dell'ex fidanzato di Donatella, unico indagato, e di quelli di proprietà della famiglia dell'allora compagna dell'indagato.

Inoltre chiede di effettuare un'attività di escavazione alla presenza di archeologi forensi nella striscia di terreno non coltivata nei pressi della casetta rosa, menzionata in una telefonata anonima ricevuta dal padre di Donatella il 7 maggio del 2012.
Tra le richieste anche quella di procedere ad accertamenti diretti all'estrazione del Dna su alcuni reperti (un fuseaux, un foulard, una cuffietta di tipo igienico e una scarpa da donna) trovati nel mese di maggio 2011 in un terreno di Casacanditella (Chieti), acquistato dall'indagato qualche anno dopo la scomparsa di Donatella.
Il 25 marzo scorso il gip del tribunale di Pescara aveva accolto l’opposizione all’archiviazione disponendo il completamento dell’attività tecnica di sondaggio dei terreni nella disponibilità dell’ex fidanzato di Donatella e su quelli di proprietà della famiglia di una ex fidanzata del giovane che «sulla base di quanto emerso nel corso delle indagini al momento della scomparsa erano pure nella totale disponibilità di lui».

A maggio del 2012 la polizia ha effettuato un sopralluogo aereo del terreno di proprietà di Marco e la ex. Lì era stata localizzata una ‘casetta rosa’, proprio quella menzionata tempo prima da un telefonista anonimo che chiamò papà Grosso per indirizzare le ricerche.
Ma continuare a scavare, secondo gli inquirenti è impossibile. La polizia nella sua relazione punta sulla «vastità del territorio circostante la casetta rosa pari a metri 147.069 per oltre due terzi coltivato vigneto ed altre piantagioni che renderebbe dir poco impegnativo difficoltoso l’opera di monitoraggio con georadar ed eventuale scavo di punti eventualmente rilevanti della stessa apparecchiatura».
«Questo vuol dire», contesta Frazzitta, «che oltre al rilievo aereo nessun’altra attività concreta di verifica sul posto è stata fatta dagli inquirenti i quali si sono limitati a fare delle pregiudiziali valutazioni sul tema dettato dall’ordinanza che disponeva le suppletive indagini».