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Vendite porta a porta, il Comune di Villalago dice no. Venditori fanno ricorso

Ordinanza del primo cittadino: «per vendere serve autorizzazione dell’amministrazione»

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Vendite porta a porta, il Comune di Villalago dice no. Venditori fanno ricorso





VILLALAGO. Venditori molesti che si intrufolano in casa con richieste pressanti. Venditori falsi che fingono di vendere qualcosa in realtà rapinano anziani indifesi.
Il Comune di Villalago prende provvedimenti per tutelare i cittadini ma l’ordinanza del 20 febbraio scorso fa discutere.
La maggiore associazione italiana di vendite a domicilio, infatti, annuncia che si opporrà al provvedimento del primo cittadino Fernando Gatta che rende obbligatoria un'autorizzazione rilasciata dall'amministrazione comunale per poter svolgere la vendita a domicilio.
Univendita (Unione italiana vendita diretta) ricorrerà davanti al prefetto contro l'ordinanza che impone alle aziende che vogliono "esercitare forme speciali di vendita" di fare domanda agli uffici comunali di Villalago citando l'articolo l'art 19 del D.Lgs. 114/1998.
Il documento firmato 7 giorni fa prevede una serie di provvedimenti per il contrasto all’accattonaggio molesto, il degrado urbano e la microcriminalità: il primo cittadino, tra le altre cose, punta l’attenzione sull’«aumento dei furti e le affinità tra le presunte vendite a domicilio e i fenomeni di intrusione molesta nelle abitazione private, concomitanti o precedenti a rapine a danno di anziani».

Per le vendite a domicilio sarà il Comune a fornire indicazioni su postazioni dove esercitare l’attività di vendita che dunque non potrà più essere fatta porta a porta. Per quelli che si occupano invece di promuovere offerte di beni e servizi dovranno comunque chiedere l’autorizzazione al Comune fornendo tutti i dati dei venditori.
Sono previste sanzioni, per chi non rispetta l’ordinanza, fino a 15 mila euro.
«Comprendo perfettamente e sono dalla parte del sindaco nella sua azione di contrasto contro i criminali che si spacciano per venditori porta a porta -dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra-; come associazione dobbiamo però contrastare con fermezza provvedimenti come l'ordinanza del 20 febbraio che, nell'intento di colpire fenomeni criminosi, finisce per criminalizzare un intero comparto economico e si pone in contrasto con la legislazione nazionale che regola la materia».
Sinatra spiega che la legge nazionale richiede già alle aziende di segnalare lo svolgimento della propria attività al Comune in cui esse hanno sede ed inoltre di comunicare all'autorità di pubblica sicurezza dello stesso Comune l'elenco dei propri venditori. «L'autorità di pubblica sicurezza effettua una accurata verifica preventiva dei requisiti di onorabilità dei venditori e per fare ciò dispone di strumenti, sicuramente più efficaci, di quelli di cui potrebbe disporre un Sindaco. Solo al termine di questa verifica», continua Sinatra, «viene rilasciato al venditore un tesserino di riconoscimento. In questo quadro la comunicazione preventiva richiesta dal sindaco non servirebbe ad aumentare la sicurezza dei cittadini ed imporrebbe ulteriori oneri burocratici alle aziende».

Inoltre Univendita contesta nell'ordinanza il riferimento alla Legge regionale 135/1999 che, disciplinando il commercio al dettaglio su aree pubbliche (cioè gli ambulanti dei mercati), nulla ha a che spartire con la vendita a domicilio. In ultimo all'ordinanza manca un termine temporale, «elemento necessario quando si affrontano questioni di ordine pubblico».
«Le pratiche commerciali disoneste devono essere perseguite con la massima determinazione -conclude Sinatra-, ma è inaccettabile che ai venditori a domicilio, per comportamenti tenuti da chi nulla ha a che spartire con il nostro settore, sia impedito di svolgere un lavoro onesto con cui mantengono le loro famiglie. Ricordo, infatti, che in questi anni di crisi per i tradizionali canali del commercio la vendita diretta a domicilio ha continuato a crescere»

COMUNE VILLALAGO: ORDINANZA CONTRO PORTA A PORTA