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Villa Pini, troppe vicende giudiziarie intorno alla vendita della clinica

Slitta a giugno la citazione di S. M. de Criptis. Si complica la chiusura del fallimento

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Carmine De Nicola

Carmine De Nicola




CHIETI. Slitta all’11 giugno prossimo l’udienza civile per la citazione del Policlinico dell’eccellenza Santa Maria de Criptis contro la curatela fallimentare di Villa Pini. Si tratta di un’iniziativa attivata dopo che la società di De Nicola & c. era stata dichiarata esclusa dall’aggiudicazione della clinica e chiedeva 15 mln di danni al curatore, ritenuto responsabile del mancato acquisto.
In realtà c’era stato anche un reclamo per questa esclusione (gli argomenti erano in pratica gli stessi), ma era stato respinto dal giudice del tribunale fallimentare.

Insomma si dovrà aspettare giugno - e forse anche dopo - per cominciare a capire quale sarà il futuro dell’acquisto della clinica, per il quale Santa Camilla ha già versato 31 mln che però per il momento restano congelati per quanto riguarda la loro utilizzazione. Infatti i soldi sono fermi sul conto della procedura per una clausola che ne blocca la ripartizione ai creditori fino alla sentenza passata in giudicato.

L’UDIENZA DI IERI E LA RICHIESTA TECNICA DI RINVIO
Ieri dunque all’udienza da tempo programmata, il giudice Alberto Iachini Bellisarii ha concesso i termini a difesa all’avvocato Vincenzo Di Lorenzo (presente in udienza con un suo delegato) che è subentrato agli avvocati Giuliano Milia ed Elio Di Filippo che avevano presentato l’atto di citazione del Policlinico dell’eccellenza Santa Maria de Criptis contro la curatela fallimentare e che hanno rinunciato all’incarico a suo tempo assunto.
In aula a difendere le ragioni del fallimento c’erano gli avvocati Carlo Fimiani e Remo Di Giacomo che non si sono potuti opporre, anche se il curatore sperava in una decisione rapida, dopo la bocciatura del reclamo di De Nicola &c.  In sostanza la citazione di cui ieri si è discusso in Tribunale ripercorre in 27 pagine la storia dell’asta di Villa Pini (dall’offerta di 20 mln della Seagull di Nicola Petruzzi fino all’aggiudicazione poi annullata) e addossa al curatore la responsabilità del mancato acquisto. Chiede poi la “consegna” della clinica alla parte attrice (cioè al Policlinico de Criptis) e avanza la richiesta di 15 mln di danni. Ciò in quanto la sottoscrizione dell’atto notarile di Villa Pini sarebbe saltata perché non era stato possibile completare l’inventario e perché il Policlinico Abano Terme aveva iniziato a traslocare i suoi macchinari e a disattivare il Cup danneggiando di fatto l’avviamento commerciale della clinica.
Ipotesi immediatamente contrastate sia dal curatore che da Petruzzi, che le giudicavano solo strumentali e fantasiose alla luce della disponibilità formalizzata dallo stesso Petruzzi a De Nicola & c. a cedere i suoi macchinari e ad attivare un numero telefonico nuovo per il Cup (offerta mai accettata). Ed anche alla luce del fatto che l’inventario – comunque presente nei documenti della gara - era partito in ritardo proprio per la lentezza di De Nicola, nonostante le sollecitazioni.

I POSSIBILI TEMPI TECNICI PER LA SOLUZIONE DEL CONTENZIOSO
Ora è arrivato il rinvio all’11 giugno, secondo la formula prevista dei 30 giorni +30+20. Si tratta dei tempi misurati in giorni per il deposito delle precisazioni della domanda, per il deposito delle controdeduzioni ed infine per la richiesta di eventuali altri mezzi istruttori (nomina di un Ctu ecc.). Dopo l’udienza di giugno, saltata l’estate, se ci sono tutti gli elementi per la decisione ci sarà probabilmente un’altra udienza ad ottobre per le conclusioni.
Solo se le parti saranno d’accordo si potrà fissare anche un’udienza per la discussione orale, al termine della quale il giudice potrà decidere in giornata. Altrimenti ci sarà qualche altra udienza e se tutto filerà liscio entro l’anno ci potrebbe essere la sentenza definitiva. Definitiva, ma appellabile, il che significa che passerà altro tempo per arrivare al riparto della somma destinata ai creditori (dai fornitori ai dipendenti che vantano stipendi arretrati). E per Villa Pini potrebbe significare che la nuova proprietà potrà pensare solo alla gestione ordinaria della clinica senza particolari investimenti per il suo rilancio, anche occupazionale.

INTANTO I SOCI DI S. MARIA DE CRIPTIS CITANO PER DANNI DE NICOLA
In realtà, se questi sono i fatti vissuti in Tribunale, trattandosi di Villa Pini c’è sempre un “dietro le quinte” che arricchisce la cronaca e la colora di giallo. Infatti la rinuncia dei due avvocati (Milia e Di Filippo) che hanno iniziato il contenzioso potrebbe essere interpretato come una sfiducia nell’esito positivo della citazione civile, dopo la prima bocciatura del reclamo. Mentre la nomina del nuovo legale Vincenzo Di Lorenzo fa intravedere uno scenario complesso, in cui la solitudine di De Nicola appare evidente, visto che si è affidato alla difesa del suo legale storico.
Infatti De Nicola sembra essere rimasto solo a difendere le ragioni della citazione di Santa Maria de Criptis, che ora si presenta in modo diverso da come era al momento dell’asta. E forse questa è la vera novità di tutta questa storia. Sembra infatti che i vecchi soci hanno attivato una vertenza giudiziaria proprio contro De Nicola, chiedendogli pure i danni. In sostanza Isaia Di Carlo, l’Hospital service e l’altro socio di Teramo detenevano il 70% delle quote della società de Criptis, il 25 era in capo a De Nicola ed il 5% al chirurgo Arnaldo Filippini. E furono questi soci ad anticipare buona parte della cauzione, con l’impegno sottoscritto di procedere ad una ridistribuzione delle quote una volta aggiudicatisi l’asta.
Ma, invece, di procedere alla ridistribuzione di queste quote ai soci iniziali, questi tre imprenditori accusano De Nicola di aver tentato di piazzare le quote ad altri, forse allo stesso Petruzzi, che come noto rifiutò la richiesta di anticipare i milioni che mancavano per l’atto notarile.

Ora questi soci “traditi” hanno fatto causa a De Nicola (ma non al chirurgo Filippini, anche lui vittima in qualche modo del sogno di realizzare un Policlinico dell’eccellenza) e gli hanno chiesto pure un risarcimento, non tanto per il milione della cauzione persa, quanto proprio per il danno ricevuto, sia per l’immagine che per il mancato guadagno. Detto in altre parole, i soci rimproverano al “traditore” De Nicola di aver vinto l’asta con i loro soldi, ma di non aver rispettato i patti sottoscritti. Se a tutto questo si dovesse aggiungere anche l’ipotesi di una richiesta danni da parte della curatela (già ventilata in passato) il rischio reale è che De Nicola possa essere travolto da tutte queste vicende giudiziarie. Il che potrebbe in qualche modo far decadere anche la citazione, sbloccando la chiusura del fallimento di Villa Pini.

Sebastiano Calella