L'INCHIESTA

Arrestati i vertici di Sicurezza e Ambiente per corruzione

La società ha ricevuto affidamenti diretti per la pulizia delle strade da centinaia di enti pubblici

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

13070

Testa, Cacciotti, Mascia

Angelo Cacciotti






ROMA. Arrestato l’ex comandante dei vigili urbani di Roma, Angelo Giuliani, accusato di corruzione per aver incassato tangenti dai vertici della società Sicurezza e Ambiente.
A Roma la notizia ha destato scalpore perchè lambisce l’amministrazione Alemanno che in qualche modo sarebbe stato anche minacciato e ricattato dall’ex comandante che rivendicava alcuni ruoli a lui assegnati mentre l’amministrazione capitolina ad un certo punto voleva allontanarlo.
Secondo la procura di Roma le presunte mazzette sarebbero servite per ottenere l’aggiudicazione del servizio di pulizia stradale post intervento con affidamento diretto alla ditta Sicurezza e Ambiente.
Oltre Angelo Giuliani agli arresti domiciliari sono finiti anche il direttore generale della Sea, Angelo Cacciotti, il legale della società, Giovanni Scognamiglio e l’ex direttore, Iano Santoro.
Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip Nicola Di Grazia scrive che l'assegnazione irregolare dell’appalto per la SeA costituisce un «fatto obiettivamente grave e di elevato allarme sociale che hanno determinato un fenomeno di serio inquinamento dell'attività amministrativa del Comune di Roma e dei compiti di importanti istituzioni di controllo quali l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici».

«Giuliani», scrive sempre il gip, «ha operato nel costante abuso della posizione da lui ricoperta gestendo il proprio ufficio e il proprio ruolo con violazione delle regole e con chiara subordinazione delle scelte di carattere istituzionale agli interessi personali».
E si tratterebbe di «fatti non episodici ed estemporanei ma costruiti nel tempo ed inseriti in una trama unitaria dove il suo ruolo apicale viene utilizzato come strumento di intimidazione e di ricatto allo scopo di perseguire interessi personali».
Nell'inchiesta risulta indagato anche l'ex direttore generale della Rai Alfredo Meocci: è accusato di corruzione in qualità di componente dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Per chi indaga, infatti, nel 2013 Meocci avrebbe dato parere favorevole sull'assegnazione dell'appalto alla Sea senza che ci fosse stata alcuna gara. Su questo appalto, però, l'Autorità nel 2012 aveva espresso giudizio negativo.
In Abruzzo l’eco della notizia è arrivata attutita ma produrrà comunque notevoli conseguenze perché proprio la stessa società nei mesi scorsi era stata al centro delle attenzione di diversi enti pubblici che avevano affidato il servizio di pulizia stradale con il medesimo affidamento diretto oggi pure contestato nell’inchiesta romana.
Come succede spesso però molti enti hanno ignorato gli allarmi che arrivavano man mano dalle cronache e che parlava di aspetti particolari dell’operato della società di Cacciotti.
E’ successo per esempio per i Comune di Pescara e per la Provincia di Pescara che hanno affidato alla ditta il servizio di pulizia ed in qualche caso difeso la società anche in presenza di alcune pecche segnalate.
Risulta comunque che la stessa società sarebbe sotto inchiesta anche nella nostra regione dopo l’invio di alcuni esposti che segnalano presunte irregolarità.
Si ricorda anche il caso del Comune di Pescara dove le denunce del consigliere Pd, Antonio Blasioli, sono cadute praticamente nel vuoto pur evidenziando fatti che avrebbero potuto destare qualche reazione decisa.

L’unica reazione decisa, invece, è arrivata proprio dalla società ma contro PrimaDaNoi.it che in una serie di inchieste ha approfondito diversi aspetti della SeA, una piccola azienda che è arrivata in pochissimi anni a fatturare centinaia di milioni solo grazie ad un accordo con l’Anci, la associazione dei comuni italiani che ha sponsorizzato la società poiché di fatto il servizio non era pagato dagli enti pubblici ma dalle assicurazioni, in questo modo garantendo un importante fatturato alla società privata.
PrimaDaNoi.it segnalò anche la particolarità del conflitto di interesse tra il segretario dell’Anci Abruzzo, Giuseppe Mangolini, che risultava proprietario di una quota benchè minima della stessa società con la quale la associazione dei Comuni aveva firmato la convenzione.
Come detto dura è giunta più volte la reprimenda di Cacciotti e Scognamiglio contro questo quotidiano parlando di «errori», di «verità parziali», arrivando solo pochi mesi fa a chiedere persino la rimozione degli articoli scritti e minacciando azioni giudiziarie nei nostri confronti.