LE NUOVE NORME

Carceri: da braccialetto elettronico a liberazione anticipata

Ai domiciliari le pene detentive non superiori ai 18 mesi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5787

Carceri: da braccialetto elettronico a liberazione anticipata




ROMA. Più diritti ai detenuti ma soprattutto misure per sfoltire le carceri.
Queste le novita' del decreto carceri approvato dai due rami del Parlamento. I braccialetti elettronici saranno la regola: oggi, nel disporre i domiciliari, il giudice li prescrive solo se necessari; da domani dovrà prescriverli in ogni caso, a meno che (valutato il caso concreto) non ne escluda la necessità.
Si rovescia cioe' l'onere motivazionale, con l'obiettivo di assicurare un controllo piu' costante e capillare senza ulteriore aggravio per le forze di polizia.

PICCOLO SPACCIO. L'attenuante di lieve entità nel delitto di detenzione e cessione illecita di stupefacenti diventa reato autonomo. Per il piccolo spaccio niente più bilanciamento delle circostanze, con il rischio (come e' oggi) che l'equivalenza con le aggravanti come la recidiva porti a pene sproporzionate. Viene anche meno il divieto di disporre per più di due volte l'affidamento terapeutico al servizio sociale dei condannati tossico-alcool dipendenti. Ai minorenni tossicodipendenti accusati per piccolo spaccio sono applicabili le misure cautelari con invio in comunità.

AFFIDAMENTO IN PROVA. Arriva fino a 4 anni il limite di pena (anche residua) che consente l'affidamento in prova ai servizi sociali, ma su presupposti più gravosi (periodo di osservazione) rispetto all'ipotesi ordinaria che resta tarata sui 3 anni. Si rafforzano inoltre i poteri d'urgenza del magistrato di sorveglianza.

LIBERAZIONE ANTICIPATA SPECIALE. In via temporanea (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015) sale da 45 a 75 giorni a semestre la detrazione di pena concessa con la liberazione anticipata. L'ulteriore 'sconto', che comunque non vale in caso di affidamento in prova e detenzione domiciliare, e' tuttavia applicato in seguito a valutazione sulla 'meritevolezza' del beneficio. Sono in ogni caso esclusi i condannati di mafia o per altri gravi delitti (come omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata, estorsione).

DETENZIONE DOMICILIARE. Acquista carattere permanente la disposizione che consente di scontare presso il domicilio la pena detentiva (anche se parte residua) non superiore a 18 mesi. Restano ferme, peraltro, le esclusioni già previste per i delitti gravi o per altre particolari circostanze (ad esempio, la possibilità di fuga o la tutela della persona offesa).

ESPULSIONE DETENUTI STRANIERI. Si amplia il campo dell' espulsione come misura alternativa al carcere. Non solo vi rientra (com'è oggi) lo straniero che debba scontare 2 anni di pena, ma anche chi è condannato per un delitto previsto dal testo unico sull'immigrazione purché la pena non sia superiore nel massimo a 2 anni e chi è condannato per rapina o estorsione aggravate. Si delineano meglio i ruoli del direttore del carcere, questore e magistrato di sorveglianza, e si velocizza già dall'ingresso in carcere la procedura di identificazione per rendere effettiva l'esecuzione dell'espulsione.

GARANTE DEI DETENUTI. Presso il ministero della Giustizia si istituisce il Garante dei diritti dei detenuti: 3 componenti che restano in carica 5 anni non prorogabili. Compito del Garante è vigilare sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Cie. Può accedere in qualunque struttura, chiedere informazioni e documenti, formulare specifiche raccomandazioni all' amministrazione penitenziaria. Ogni anno il Garante trasmette alle Camere una relazione sulla sua attività.

RECLAMI E DIRITTI. Più possibilità di fare reclami e di essere ascoltati.