SANITA' E POLITICA

Bocciato il bilancio di previsione della Asl di Chieti

E’ scontro tra il manager ed il Comitato ristretto dei sindaci

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Luciano Lapenna

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VASTO. Bocciatura con lite incorporata: è questo il risultato del Comitato ristretto dei sindaci che ieri mattina ha bocciato il bilancio di previsione della Asl di Chieti.
Il manager non l’ha presa bene e così si è innescato un botta e risposta molto teso che ha certificato lo stato dei rapporti tra i vertici Asl ed i rappresentanti eletti del territorio.
In realtà la bocciatura è stata doppia, perché il no dei sindaci era stato preceduto dal “parere contrario” all’unanimità dei Revisori dei conti «sul bilancio preventivo per l’anno 2014 non ritenendo le previsioni attendibili, congrue e coerenti col Piano di attività 2014, con i finanziamenti regionali nonché con le direttive impartite dalle autorità regionali e centrali».
 Insomma il manager Francesco Zavattaro, accompagnato dai due direttori sanitario ed amministrativo (Tonino Flacco e Stefano Spadano), ha sottoposto all’esame del Comitato un documento che ha suscitato molte perplessità, mancando di elementi di valutazione e di previsione fondamentali per capire cosa ha in mente di fare la Asl di Chieti e quali sono esattamente le entrate e le spese per il 2014.
Una lettura superficiale della relazione – peraltro condivisa dagli amministratori comunali – chiarisce che i 5 revisori dei conti (tra l’altro quasi tutti indicati dall’area di centrodestra) individuano almeno tre-quattro gravi carenze: non è chiaro quanto sarà il finanziamento da parte della Regione alla Asl e non viene contabilizzata con precisione la riduzione del costo del personale in vista di future esternalizzazioni della mensa e del Cup (che vengono date per fatte, nonostante le note vicende giudiziarie amministrative). Però contemporaneamente il costo di questi due settori non viene iscritto in bilancio nella voce “servizi non sanitari”.
Manca poi l’indicazione della spesa prevista per il trasferimento (milionario) dei reparti allocati nei corpi fabbrica da sgomberare perché a rischio stabilità (costo che peraltro la Regione aveva promesso di coprire). 

«Insomma non è attendibile quello che è scritto in bilancio e la bocciatura congiunta ed unanime è un fatto storico per la Asl – spiega Luciano Lapenna, sindaco di Vasto e presidente del Comitato ristretto – quello che è più sorprendente è l’atteggiamento di sufficienza del manager che di fronte a questi rilievi dei Revisori, già conosciuti, si è presentato alla riunione senza nessuna controdeduzione e senza nessuna spiegazione plausibile di certe scelte. La sua è stata la solita posizione stizzita nei confronti dei sindaci (oltre Vasto, c’erano Casoli, Fossacesia e Carpineto Sinello). Addirittura ha avuto l’ardire di accusare me e gli altri di ostacolo alla sua attività riformatrice. Erano anni che le cose non andavano - ci ha detto - erano anni che si procedeva con proroghe sugli affidamenti dei servizi. Gli ho risposto a tono: e dopo che lo hai scoperto (un pò tardivamente, dove eri tu?), te ne esci con l’incarico alla Croce rossa sul trasporto dei malati, senza bando e senza gara e poi rimproveri i sindaci?»
 In pratica c’è stata baruffa invece dell’esame sereno del documento contabile, mentre sulla Croce rossa i sindaci hanno chiesto un incontro tematico per il 5 aprile prossimo. In effetti anche l’anno scorso il bilancio registrò il voto contrario di un Revisore dei conti, ma alle richieste di spiegazioni la Asl rispose con meno nervosismo. La rottura quest’anno è stata più evidente e non lascia presagire nulla di buono, visto che non c’è alcuna certezza sulle spese in conto capitale (vedi il trasferimento dei reparti) e su quelle correnti, come gli stipendi dei lavoratori interinali e non, nonché le indennità di medici ed infermieri, visto che molto dipende dalle esternalizzazioni che potrebbero anche non esserci.

Sebastiano Calella 

ZAVATTARO: «TAGLIO O NON TAGLIO? I SINDACI SI METTESSERO D’ACCORDO CON LORO STESSI»
La Direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti ha presentato un bilancio di previsione che ha cercato di limitare i tagli a personale e servizi e che, per questo, non aveva ottenuto l’approvazione dell’organo di controllo. Oggi il Comitato ristretto dei sindaci attacca la Asl facendo proprio e condividendo in pieno quel parere. «Ciò è singolare - secondo il Direttore generale, Francesco Zavattaro -, dal momento che ogni giorno gli stessi sindaci ci accusano di fare fin troppi tagli».
«Dal Comitato ristretto ci saremmo aspettati, al contrario, maggiore supporto - prosegue Zavattaro -. Probabilmente i sindaci non hanno ben compreso il significato della non approvazione del bilancio da parte del Collegio sindacale, altrimenti avrebbero dovuto reagire in maniera esattamente contraria. Ripeto: se dovessi dare ragione a questo giudizio, dovrei fare un bilancio meno ottimistico e prevedere di spendere meno e tagliare di più. Al contrario, proprio perché non abbiamo una visione ragionieristica e abbiamo piena fiducia nei dati posti alla base delle nostre scelte, riteniamo di poter andare avanti tranquillamente con il documento che abbiamo adottato».
ZAVATTARO: «TAGLIO O NON TAGLIO? I SINDACI SI METTESSERO D’ACCORDO CON LORO STESSI»
La Direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti ha presentato un bilancio di previsione che ha cercato di limitare i tagli a personale e servizi e che, per questo, non aveva ottenuto l’approvazione dell’organo di controllo. Oggi il Comitato ristretto dei sindaci attacca la Asl facendo proprio e condividendo in pieno quel parere. «Ciò è singolare - secondo il Direttore generale, Francesco Zavattaro -, dal momento che ogni giorno gli stessi sindaci ci accusano di fare fin troppi tagli».«Dal Comitato ristretto ci saremmo aspettati, al contrario, maggiore supporto - prosegue Zavattaro -. Probabilmente i sindaci non hanno ben compreso il significato della non approvazione del bilancio da parte del Collegio sindacale, altrimenti avrebbero dovuto reagire in maniera esattamente contraria. Ripeto: se dovessi dare ragione a questo giudizio, dovrei fare un bilancio meno ottimistico e prevedere di spendere meno e tagliare di più. Al contrario, proprio perché non abbiamo una visione ragionieristica e abbiamo piena fiducia nei dati posti alla base delle nostre scelte, riteniamo di poter andare avanti tranquillamente con il documento che abbiamo adottato».