IL CASO

Venezuela: arrestato politico abruzzese, appello della sorella

Per gli avvocati accuse prive di fondamento

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4114

Venezuela: arrestato politico abruzzese, appello della sorella

Giuseppe Di Fabio

 

Venezuela: arrestato politico abruzzese, appello della sorella 
Appello della famiglia a Napolitano
Venezuela, giuseppe di fabio, maneiro, corvara
PESCARA. Giuseppe Di Fabio, consigliere comunale d'opposizione a Maneiro, nell'isola di Margarita, originario di Corvara (Pescara) e' stato arrestato dalla polizia nell'ambito delle manifestazioni politiche scoppiate in questi giorni in Venezuela. 
Secondo le accuse del procuratore Erarthy Salazar, Di Fabio, militante del partito di opposizione a quello chavista del presidente Nicolas Maduro, avrebbe partecipato alle proteste di fronte all'Hotel Venetur, dove alloggiava la squadra cubana di baseball che partecipava alla "Serie del Caribe". 
Le accuse sono: associazione per delinquere, istigazione alla violenza e resistenza al pubblico ufficiale. I legali del giovane politico protestano sostenendo che Di Fabio in quel momento si trovava altrove. L’uomo adesso si trova in carcere.
La notizia e' stata data dal tg online del quotidiano italiano in Venezuela "La Voce d'Italia", che, pero' definisce Di Fabio italo-venezuelano. Il giovane politico figlio di emigrati e' cognato di Gianmarco Marsili, sindaco di Castiglione a Casauria. 
Sua sorella Rosalia Isabel, nata a Porlamar, vive attualmente nel comune del Pescarese: «abbiamo sentito il suo avvocato, ci sono le prove che lui non era lì in quel momento ma a caccia nel continente. E' stato arrestato con altre sei persone e li tengono in una cella piccola a pane e acqua e dormono per terra. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro degli Esteri Emma Bonino affinché intervengano verso il governo venezuelano per liberare immediatamente Giuseppe che è, a questo punto, un vero e proprio prigioniero politico».
PESCARA. Giuseppe Di Fabio, consigliere comunale d'opposizione a Maneiro, nell'isola di Margarita, originario di Corvara (Pescara) e' stato arrestato dalla polizia nell'ambito delle manifestazioni politiche scoppiate in questi giorni in Venezuela. 
Secondo le accuse del procuratore Erarthy Salazar, Di Fabio, militante del partito di opposizione a quello chavista del presidente Nicolas Maduro, avrebbe partecipato alle proteste di fronte all'Hotel Venetur, dove alloggiava la squadra cubana di baseball che partecipava alla "Serie del Caribe". Le accuse sono: associazione per delinquere, istigazione alla violenza e resistenza al pubblico ufficiale. 

 

I legali del giovane politico protestano sostenendo che Di Fabio in quel momento si trovava altrove. L’uomo adesso si trova in carcere.La notizia e' stata data dal tg online del quotidiano italiano in Venezuela "La Voce d'Italia", che, pero' definisce Di Fabio italo-venezuelano. Il giovane politico figlio di emigrati e' cognato di Gianmarco Marsili, sindaco di Castiglione a Casauria. Sua sorella Rosalia Isabel, nata a Porlamar, vive attualmente nel comune del Pescarese: «abbiamo sentito il suo avvocato, ci sono le prove che lui non era lì in quel momento ma a caccia nel continente. E' stato arrestato con altre sei persone e li tengono in una cella piccola a pane e acqua e dormono per terra. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro degli Esteri Emma Bonino affinché intervengano verso il governo venezuelano per liberare immediatamente Giuseppe che è, a questo punto, un vero e proprio prigioniero politico».

«NON C’È ALCUNA PROVA»

Di Fabio è detenuto dallo scorso 3 febbraio  e il suo avvocato ha precisato che nei momenti della manifestazione di protesta il suo assistito non si trovava nemmeno sull'isola. Sei persone sono state arrestate durante la manifestazione con l'accusa di aver lanciato oggetti contro l'autobus nel quale viaggiano gli sportivi cubani. Di Fabio, invece, è stato fermato il giorno seguente, non è chiaro se per aver pubblicato un articolo in un giornale regionale nel quale si chiamava alla protesta. 

L'avvocato di Di Fabio, Diomedes Potentini, ha dichiarato alla testata digitale Margarita Noticias che il suo cliente «non ha promosso nessuna aggressione contro la delegazione sportiva, limitandosi a convocare una manifestazione pacifica, un atto consentito dalla Costituzione». 

Potentini ha annunciato che domani presenterà un ricorso per la liberazione dell'italo-venezuelano al Tribunale di La Asuncion, capoluogo dello stato di Nueva Esparta -di cui fa parte l'isola di Margarita- sottolineando che non esiste alcuna prova che abbia istigato atti di violenza o abbia fatto resistenza a un pubblico ufficiale, giacché al momento della protesta non si trovava nemmeno nel luogo dove è avvenuta.

Di Fabio è stato arrestato alle 10:00, nonostante il mandato d'arresto sia stato presentato alle cinque del pomeriggio. La difesa dunque sostiene che l’uomo sia stato detenuto illegalmente per 8 ore. «Confidiamo nella regola di uno stato di diritto», dice il legale, «presenteremo testimoni e materiali audiovisivi e altre prove che confermano che il mio cliente non era sull’isola». L’avvocato ha inoltre chiesto alla Corte di trasferire Di Fabio in ospedale, perché le sue condizioni di salute non sarebbero buone.