POLITICA ESTERA

Caso Marò: Razzi contro Ban Ki-Moon: «si dimetta e vada a coltivare l’orto»

Il caso oggi in Senato con la relazione del ministro Bonino

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Caso Marò: Razzi contro Ban Ki-Moon: «si dimetta e vada a coltivare l’orto»

Razzi con Berlusconi

 

Caso Marò: Razzi contro Ban Ki-Moon: «si dimetta e vada a coltivare l’orto»
Il caso oggi in Senato con la replazione del ministro Monino
Antonio Razzi, ban ki moon, emma bonino
 
ROMA. In prima fila per ristabilire la pace tra le Coree, il senatore abruzzese Antonio Razzi adesso prende una posizione netta anche sul caso dei Marò bloccati in India.
Lo fa a modo suo, con espressioni colorite e trancianti e si spera che non produrranno danni.  Il parlamentare di Giuliano Teatino parla di «errore grossolano» da parte del segretario generale delle Nazioni Unite, di «inadeguatezza rubiconda» a ricoprire l’incarico e infine lo invita «a coltivare l’orto».
Tutto è nato questa mattina quando il ministro  degli Affari Esteri, Emma Bonino ha riferito in Senato sulla vicenda dei due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, bloccati in India da quasi due anni.
«Grande rammarico e perplessità», ha espresso Bonino per le parole del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha definito 'bilaterale' la vicenda dei marò che dunque non coinvolgerebbe le Nazioni Unite.
Il segretario generale ha invitato Italia e India a risolvere tra loro il caso mentre la Bonino ha chiesto che le Nazioni Unite si pronuncino con fermezza contro l'applicazione del SUA Act (la legge anti-terrorismo) nei confronti dei due fucilieri italiani impegnati in attività antipirateria previste da alcune Risoluzioni delle Nazioni Unite.
Il segretario generale si è detto «sorpreso» della decisione indiana di ricorrere all'applicazione del Sua Act e ha sottolineato la propria intenzione di approfondire la questione anche dal punto di vista giuridico. 
«Non si tratta di una divergenza tra due membri dell'Onu ma di una massa critica di stati che solleva un problema di principio fondamentale», ha spiegato Bonino. In un colloquio di ieri notte il segretario generale ha garantito «comprensione e l'assicurazione di una sua successiva azione nei confronti delle autorità indiane».
RAZZI: «INADEGUATEZZA RUBICONDA»
Dura la presa di posizione del senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, che lascia da parte i toni diplomatici del ministro e sferra un attacco nel suo stile a Ban Ki-moon,: «l’errore gravissimo», dichiara Razzi, «che ha commesso questo signore segretario generale delle Nazioni Unite, è inaudito. E’ come se avesse sottoscritto, nero su bianco la sua inadeguatezza rubiconda ad un incarico tanto importante e cruciale».
Razzi concorda con il presidente della Commissione Esteri Casini: «Ban Ki-Moon pensa che l’Italia sia una penisola qualunque mostrando di ignorare sia la storia del nostro paese, sia l’impegno nelle missioni internazionali militari di pace. Si dimetta signor “Unfit” e vada a coltivare l’orto con la dovuta serietà ed impegno però perché anche lì occorrono competenze e capacità», ha concluso il senatore di Forza Italia.
ROMA. In prima fila per ristabilire la pace tra le Coree, il senatore abruzzese Antonio Razzi adesso prende una posizione netta anche sul caso dei Marò bloccati in India.Lo fa a modo suo, con espressioni colorite e trancianti e si spera che non produrranno danni.  Il parlamentare di Giuliano Teatino parla di «errore grossolano» da parte del segretario generale delle Nazioni Unite, di «inadeguatezza rubiconda» a ricoprire l’incarico e infine lo invita «a coltivare l’orto».Tutto è nato questa mattina quando il ministro  degli Affari Esteri, Emma Bonino ha riferito in Senato sulla vicenda dei due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, bloccati in India da quasi due anni.

 

«Grande rammarico e perplessità», ha espresso Bonino per le parole del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha definito 'bilaterale' la vicenda dei marò che dunque non coinvolgerebbe le Nazioni Unite.Il segretario generale ha invitato Italia e India a risolvere tra loro il caso mentre la Bonino ha chiesto che le Nazioni Unite si pronuncino con fermezza contro l'applicazione del SUA Act (la legge anti-terrorismo) nei confronti dei due fucilieri italiani impegnati in attività antipirateria previste da alcune Risoluzioni delle Nazioni Unite.Il segretario generale si è detto «sorpreso» della decisione indiana di ricorrere all'applicazione del Sua Act e ha sottolineato la propria intenzione di approfondire la questione anche dal punto di vista giuridico. 

«Non si tratta di una divergenza tra due membri dell'Onu ma di una massa critica di stati che solleva un problema di principio fondamentale», ha spiegato Bonino. In un colloquio di ieri notte il segretario generale ha garantito «comprensione e l'assicurazione di una sua successiva azione nei confronti delle autorità indiane».

RAZZI: «INADEGUATEZZA RUBICONDA»

Dura la presa di posizione del senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, che dalle pagine del suo blog lascia da parte i toni diplomatici del ministro e sferra un attacco a Ban Ki-moon,: «l’errore gravissimo», dichiara Razzi, «che ha commesso questo signore segretario generale delle Nazioni Unite, è inaudito. E’ come se avesse sottoscritto, nero su bianco la sua inadeguatezza rubiconda ad un incarico tanto importante e cruciale».Razzi concorda con il presidente della Commissione Esteri Casini: «Ban Ki-Moon pensa che l’Italia sia una penisola qualunque mostrando di ignorare sia la storia del nostro paese, sia l’impegno nelle missioni internazionali militari di pace. Si dimetta signor “Unfit” e vada a coltivare l’orto con la dovuta serietà ed impegno però perché anche lì occorrono competenze e capacità», ha concluso il senatore di Forza Italia.