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Pescara, Mascia tenta il ‘colpo di teatro’ finale da 24mln

Venerdì in Consiglio la delibera per la struttura da 8 mila metri quadrati

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Pescara, Mascia tenta il ‘colpo di teatro’ finale da 24mln



PESCARA. Arriverà venerdì in Consiglio la delibera della maggioranza sulla costituzione della società mista pubblico-privata che dovrà progettare, appaltare, costruire e gestire il nuovo teatro.
Il sindaco Luigi Albore Mascia, tenta così il ‘colpo di Teatro’ ovvero apporre la sua firma su uno di quei progetti che cambieranno le sorti della città. I tempi sono lunghi ma un sì in Consiglio consentirà a Mascia e a tutto il centrodestra di rivendicare in futuro la paternità dell’iniziativa sebbene sia stata già in una fase di gestazione nell’era D’Alfonso.
«Il Consiglio comunale intero», commenta il sindaco Luigi Albore Mascia, preoccupato della contrarietà della minoranza, «sarà chiamato a un atto di responsabilità: consentire alla città di avvalersi di un’occasione straordinaria, la prima che, dopo cinquantuno anni, rende concreta l’idea e la visione di un Teatro».
Un anno fa è stata presentata la prima delibera, quella inerente il progetto preliminare.

8 MILA METRI QUADRATI
E’ prevista una struttura di 8mila 200 metri quadrati complessivi, con una sala da 1.200 posti, 900 nel parterre e 300 nelle gallerie; un ridotto con foyer, e poi spazi di servizio, camerini, sale prove, biglietteria, bookshop, uffici amministrativi e, nella torre scenica, un ristorante.
Una struttura del costo di 24milioni 400mila euro che sorgerà nell’area nord-est della storica ferrovia, accanto al Centro di Ricerca in Astrofisica relativistica e dinanzi ai vecchi Silos dell’acqua, oggi rifunzionalizzati.

LA SPESA E IL SOCIO PRIVATO
Ci sono le problematiche inerenti la provvista finanziaria necessaria per la costruzione, e quella della futura e successiva gestione della struttura culturale. Il Comune ha formulato una proposta redatta dal direttore generale Stefano Ilari.
Sul piano gestionale si punta alla costituzione di una società a capitale misto pubblico-privato, capace di aggregare, oltre al Comune, anche un socio con capacità finanziarie e gestionali tali da garantire sia la fase dell’individuazione del progettista e dell’impresa che costruirà il teatro, sia poi la fase successiva di gestione della struttura, «un partner che sia ovviamente dotato del necessario know how», sottolinea Mascia.
Si dovrà procedere dunque con la selezione del socio privato mediante una procedura di evidenza pubblica.
«La scelta della società mista», spiega ancora il sindaco, «deriva dall’esame delle esperienze maturate altrove, sarà dunque la società mista a provvedere a proprie cura e spese all’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e alla successiva aggiudicazione della gara d’appalto per la realizzazione dell’opera monumentale adibita a nuovo teatro comunale, con gli annessi spazi produttivi, ovvero sarà la stessa società a fungere da stazione appaltante con provviste finanziarie esclusivamente a proprio carico».

I TEMPI
Nella delibera sono stati ipotizzati anche i tempi di avvio della gestione: considerando che i lavori di realizzazione dovranno essere iniziati all’esito della procedura di evidenza, con una fase piuttosto lunga per l’individuazione dei possibili partner privati e per la definizione dei reciproci rapporti, il Comune stima che la fase inaugurale potrà iniziare nella stagione 2015-2016.

LA DELIBERA
Nella proposta di delibera che sarà presentata venerdì si chiede al Consiglio comunale di approvare la costituzione di una società a responsabilità limitata, denominata ‘Nuovo Teatro di Pescara Srl’, con il Comune socio di minoranza.
«Venerdì su mia richiesta al presidente del Consiglio», spiega il primo cittadino, «si svolgerà una seduta tematica esclusivamente sul progetto del Teatro e chiederemo all’aula di approvare gli atti connessi, precisando che la partecipazione del Comune al capitale sociale della società mista non potrà superare il valore corrispondente dell’area di sedime del nuovo teatro comunale su cui verrà edificata la struttura, senza il relativo conferimento in denaro. Di conseguenza dovremo conferire le aree individuate nel progetto preliminare per un valore complessivo pari a 4milioni 270mila 19,60 euro, come da perizia di stima redatta dal Responsabile del Settore Patrimonio».
Nei giorni scorsi, dopo l’approvazione della delibera da parte della Commissione Cultura, c’è stato anche un Tavolo della maggioranza di centrodestra che ha subito fatto quadrato e a questo punto si prepara al confronto in aula.

NON CI SONO MOTIVI PER NON APPROVARE LA DELIBERA»
«Sappiamo che parti della minoranza, come sempre», commenta il sindaco, «cercheranno di far rinviare l’approvazione del documento, dicendo che ‘il progetto del Teatro va esaminato non singolarmente, ma nell’ambito del contesto generale di riqualificazione delle aree di risulta’, ma si tratta di una motivazione che non ha ragion d’essere, perché il progetto di riqualificazione delle aree di risulta è praticamente anch’esso pronto, ma soprattutto perché il Teatro è stato individuato e posizionato esattamente dove già il centrosinistra, con l’ex Giunta D’Alfonso lo aveva pensato e ipotizzato, dunque non è cambiato nulla, così come nulla è cambiato nell’ipotesi di riqualificazione dei 13 ettari dove, oggi come ieri, si andrà a realizzare esclusivamente ciò che il Consiglio comunale ha previsto e deliberato, ossia verde urbano, parcheggi, Teatro e servizi, come il capolinea degli autobus».
Dunque secondo la maggioranza oggi non ci sarebbero ragioni reali per non approvare la delibera.

18 ANNI DOPO
«Nel 1996 – ha ricordato il presidente Di Luzio – eravamo andati vicini alla realizzazione del Teatro, con il progetto di Mario Botta, per il quale disponevamo anche dei fondi, ma all’epoca ci fermammo dinanzi alle perplessità circa la gestione della struttura. Oggi non abbiamo personalmente i soldi, ma sappiamo chi e come dovrà costruire e gestire il Teatro, dunque siamo vicini alla méta».

ARDIZZI: «E’ UNA FOLLIA»
«E’ un’altra iniziativa presa fuori tempo ossia senza tenere conto del drammatico periodo che stiamo vivendo a livello economico», commenta Ezio Ardizzi della Confcommercio Pescara.
«E’ il momento di interrompere tutti gli interventi inutili o non di immediata necessità e di destinare tutte le risorse così recuperate ad abbassare la pressione fiscale su imprese e cittadini cominciando dalla famigerata Tares per arrivare all’Imu», sostiene Ardizzi.  «Un Nuovo Teatro adesso è una follia, è uno spot elettorale, è un gesto che arriva a tempo scaduto nel disperato tentativo di lasciare un segno di Zorro sulla città a spese della collettività».
Confcommercio chiede di indire un referendum aperto a tutta la cittadinanza per chiedere, con dettagli di costi alla mano,  «se la collettività è favorevole in questo momento storico alla realizzazione di un Nuovo Teatro o se piuttosto vorrebbe che le risorse pubbliche fossero dirottate su impieghi che possano dare  respiro immediato ad imprese e famiglie».