COLPO DI SCENA

Abruzzo. La Montedison ricusa il giudice Geremia Spiniello per una frase

Ora il processo rischia di saltare o di accumulare nuovi ritardi

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Abruzzo. La Montedison ricusa il giudice Geremia Spiniello per una frase

Geremia Spiniello



CHIETI. Questo processo non s’ha da fare. Ennesimo colpo di scena (o di spugna) sul processo per la mega discarica di Bussi che ora deve vedersela persino con una richiesta di ricusazione del giudice.
I legali della Montedison hanno presentato oggi formale istanza di ricusazione del presidente del Tribunale di Chieti, Geremia Spiniello, presidente della Corte d'Assise di Chieti.
Il magistrato, secondo il collegio degli avvocati della Montedison, dopo l'udienza di venerdì 7 febbraio durante la quale aveva accettato il rito abbreviato per 19 imputati avrebbe dichiarato alla stampa «Faremo giustizia per il territorio».
La vicenda della quale si parlava negli uffici già da qualche giorno è uno scoglio se vogliamo imprevisto che potrebbe minare il procedimento giunto faticosamente all’inizio dopo anni.
Secondo quanto si apprende la frase sarebbe stata interpretata dagli imputati come una “anticipazione del giudizio” e dunque della sentenza nel senso a loro sfavorevole: “faremo giustizia” cioè “li condanneremo”.
Tuttavia però i problemi che si pongono circa le motivazioni sono almeno di due tipi.
Il primo motivo riguarda una “più serena interpretazione” della frase che nella lingua italiana, dizionario alla mano significa, “fare giustizia” nel senso di “esercitare e amministrare la giustizia” cioè in altre parole “giudicare secondo giustizia” cioè l’unica cosa che un giudice dovrebbe sempre fare.
Mentre solo in una accezione più “popolare” potrebbe significare “condannare”.
Ad ogni modo da quanto abbiamo potuto verificare il caso sarebbe sorto in seguito ad un articolo de il quotidiano Il Centro che nel titolo e nella prima riga di un articolo pubblicato il giorno dopo riporta tra virgolette le parole che avrebbe pronunciato «davanti alle telecamere» proprio il giudice Geremia Spiniello.
Quali telecamere?
Quelle del Tg3 regionale sembra di capire con certezza proprio dall’articolo de Il Centro (che pubblica un fotogramma) in una intervista rilasciata a Nino Germano alla fine dell’udienza.
Il punto tuttavia è che nei servizi andati in onda venerdì 7 febbraio nelle varie edizioni del Tg3 Spiniello compare intervistato dal giornalista ma si limita a parlare soltanto del calendario senza mai pronunciare la frase riportata dal giornale.
Può dunque essere che quella frase il giudice o l’abbia realmente pronunciata magari fuori microfono o sia stata tagliata e non inserita o non l'abbia detta. Di sicuro tuttavia nel servizio andato in onda quella frase non c’è (così come documentiamo nello stralcio del video che pubblichiamo) .
Sta di fatto che le istanze sono state depositate oggi presso la Corte d'Appello dell'Aquila e in Corte d'Assise a Chieti.

Bisognerà a questo punto valutare l’istanza e anche verificare la veridicità di quanto affermato eventualmente con prove alla mano.
Sono 19 gli imputati nel processo per il quale si chiede ora il cambio del giudice per reati che vanno da avvelenamento doloso delle acque, causato dalle discariche, le più grandi d'Europa, della ex Montedison di Bussi, e disastro colposo.
L'accettazione del rito abbreviato disposta da Spiniello venerdì scorso accorcia i tempi del processo e di fatto ha impedito la prescrizione.
La sentenza dovrebbe essere prevista per fine luglio.
La verità è che dopo una serie di rimpalli, qualche errore di troppo, una falsa partenza il processo rischia di finire nel nulla per sempre.
I veleni che sono al centro di questo processo sembra di capire non siano solo quelli interrati nella terra bagnata dai fiumi Tirino e Pescara.