IN CONSIGLIO

Pescara, Consiglio comunale di 21 minuti. Antonelli ritira tutte le delibere e se ne va

Del Vecchio (Pd): «scena incredibile da commedia americana»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1860

Pescara, Consiglio comunale di 21 minuti. Antonelli ritira tutte le delibere e se ne va

Antonelli




PESCARA. Consiglio comunale brevissimo e agitato ieri mattina a Pescara.
L’assessore Marcello Antonelli in fretta e furia ha ritirato tutte le delibere poste all’esame del Consiglio, ha raccolto le sue carte e ha lasciato l’aula facendo di fatto terminare in anticipo la seduta, iniata alle 10 e conclusasi 21 minuti dopo.
«Pensavamo di aver visto tutto in questi 55 mesi di amministrazione Mascia», commenta il consigliere comunale del Pd, Enzo Del Vecchio, «ma un assessore che scappa via dopo aver litigato con la maggioranza è una novità. Non è il trailer di una commedia ma la incredibile realtà che la comunità pescarese è costretta a subire da molto, troppo tempo».
In serata proprio Antonelli spiegherà cosa è successo.
La seduta si è aperta con l’approvazione della delibera inerente il riconoscimento del debito fuori bilancio pari a 119mila 157,17 euro da liquidare a favore di Garzia Civico Margherita, Elisa e Maria Gabriella Tarei, e Giovanna Boccia quale riconoscimento del danno derivante dal rilascio della concessione edilizia del ’99 in favore della Immobiliare Michelangelo Srl, in seguito alla sentenza esecutiva del Tar del 2013 per la mancata demolizione dell’immobile posto sulla riviera nord di Pescara rimasto incompiuto e sul quale pende anche un ricorso al Consiglio di Stato. 

Subito dopo il Consiglio ha preso in esame la delibera sul Regolamento di attuazione per l’arredo urbano e per il Piano del Colore.
In aula il consigliere Mambella (Pescara Futura), presidente della Commissione Gestione del Territorio, ha presentato un maxi-emendamento preparato dagli Uffici tecnici «che di fatto», spiega Antonelli, «mirava a integrare il regolamento stesso introducendo le ultime modifiche sull’arredo urbano nelle aree centrali della città già adottate dalla giunta comunale. Dinanzi all’atto l’opposizione ha chiesto il rinvio della delibera, minacciando altrimenti di presentare ben 200 emendamenti ostruzionistici per bloccare il documento. A quel punto, in segno di protesta, ho deciso di ritirare quella delibera e tutte le altre previste all’ordine del giorno, perché ritengo intollerabile e inaccettabile il ricatto di una frangia della minoranza, la quale pretende di far votare esclusivamente le delibere di proprio gradimento e alle proprie condizioni, bloccando tutte le altre con l’arma dell’ostruzionismo».

Ma il Pd la racconta in modo diverso: «i due presidenti di commissione compenti, Antonio Sabatini (Forza Italia) e Mambella hanno proposto emendamenti modificativi talmente sostanziali e talmente innovativi, ma di cui neanche l’assessore competente, Antonelli ne risulta a conoscenza, da spingere l’assessore a decretare il ritiro dalla discussione della relativa delibera».
Quando poi il Consiglio comunale ha tentato di procedere Antonelli ha bloccato nuovamente tutto comunicando per tre volte il ritiro delle proposte di delibera.
Dopo 21 minuti dall’inizio, alle 10.21 il Consiglio comunale si è concluso. «Sembrava proprio la scena di una partita di altri tempi», commenta Del Vecchio, «in cui il possessore della palla stufo o perché la mamma lo richiamava non trovava di meglio che riprendersi la sfera e lasciare tutti con un palmo di naso».