CRISI E IMPRESE

Abruzzo. 37 mln di ore di cassa integrazione nel 2013

Cisl: «livello più alto mai raggiunto dal 2008»

Redazione Pdn

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Abruzzo. 37 mln di ore di cassa integrazione nel 2013






ABRUZZO. Salgono del 15% le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni in Abruzzo, mentre in Italia gli interventi di CIG registrano una lieve diminuzione.
Siamo passati da 32 milioni di ore nel 2012 a 37 milioni nel 2013.    L’incremento delle richieste, di quasi 5 milioni di ore, è caratterizzato da una crescita, molto elevata, degli interventi di cig  straordinaria (32%), e da un aumento consistente di quella ordinaria (8,5%), mentre gli interventi in deroga registrano una lieve diminuzione (-0,87%,  ma il dato è sottostimato, a causa del mancato pagamento delle integrazioni negli ultimi 4 mesi dello scorso anno).   Secondo i dati INPS, l’incremento interessa tutti i  settori produttivi, ad eccezione del commercio, che segna una piccola diminuzione.
Tra le province abruzzesi il ricorso alla cig è in netto aumento ovunque, e  solo quella di Teramo registra una lieve diminuzione degli interventi. A causa dell’aumento delle ore di cassa integrazione, le persone che hanno beneficiato di una qualche misura di sostegno del reddito~ nel 2013 sono aumentate di circa 3.229 unità rispetto al 2012, passando da 40.585 a 43.884.  La situazione del lavoro sta diventando drammatica in Abruzzo: sono 31 mila gli occupati in meno rispetto allo scorso anno e sono cresciuti di 10 mila i disoccupati.    I dati Istat, relativi al terzo trimestre dell’anno scorso, dicono che il tasso di occupazione scende ancora di quasi 4 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; i disoccupati, oggi, sono esattamente il doppio, 64 mila,  contro i 32 mila del 2008, e il tasso di disoccupazione ha raggiunto la soglia dell’11,8%.  
In questi giorni, l’Istat ha pubblicato il dato sul reddito disponibile delle famiglie dove si registra una flessione in tutte le regioni italiane: in Abruzzo il reddito è diminuito dello 0,9% rispetto all’anno precedente e quello disponibile per abitante è pari a 15.325 euro, un valore inferiore alla media nazionale, pari a 17.600 euro.
«È stato un anno durissimo per le famiglie abruzzesi», spiega La Cisl regionale, «e i dati descritti ci lanciano dei segnali preoccupanti per il futuro. La Regione deve essere governata. Questo periodo che ci divide dalla prossima competizione elettorale regionale deve essere utilizzato per affrontare la grave situazione occupazionale e produttiva. Le vicende giudiziarie di questi ultimi giorni sui rimborsi istituzionali hanno riaperto il problema delle risorse pubbliche che devono essere utilizzate in trasparenza».

«Apprezziamo, come CISL», dice il segretario generale AbruzzoMolise, Maurizio Spina, «il lavoro della Magistratura che, ovviamente deve fare il suo corso,  ma questo non deve rappresentare un motivo per non andare avanti sulle scelte per rilanciare lavoro e sviluppo:  vanno urgentemente completate le riforme  in atto (trasporti, servizio idrico integrato, riforma del welfare etc) e va definito il bando delle aree di crisi (Val Pescara, Val Vibrata, Val Sinello).    Con l’aumento delle ore autorizzate sono necessarie ulteriori risorse per gli ammortizzatori sociali  per garantire il pagamento di cig e mobilità in deroga. È importante che l’Assessorato al lavoro si impegni, inoltre, ad adottare misure di sostegno al lavoro con l’approvazione di politiche attive e con interventi  per favorire l’ingresso nel lavoro dei giovani, come il patto intergenerazionale».
Secondo la Cisl la nuova programmazione dei fondi strutturali Europei 2014-2020 rappresenta, per l’Abruzzo, «un’importante opportunità e va definitivamente resa operativa».
«L’Abruzzo disegna il suo futuro in quanto Regione Europea», sostiene Spina, «deve essere parte attiva mettendo a disposizione la sua collocazione geografica e le proprie risorse per lo sviluppo del Paese e dell’Europa, come via di passaggio che consentirà di comunicare le Regioni dell’Est Europeo e quelle del Mediterraneo per un interscambio economico, sociale e culturale. In questa direzione si pongono i progetti della Macro Regione Adriatica-ionica e la Civitavecchia-Roma- Ploce”, su cui la Regione deve necessariamente riprendere l’iniziativa con gli altri partner del progetto».