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Megalò, un muro d’acciaio per difendere i centri commerciali

Confcommercio: «città e commercio destinati alla morte»

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Megalò, un muro d’acciaio per difendere i centri commerciali






CHIETI. E’ stato presentato in questi giorni, al Genio Civile, il progetto relativo all’adeguamento dell’argine a protezione del Megalò 1 e degli altri due centri commerciali che dovrebbero insediarsi nell’area di Santa Filomena.
L’intervento sull’argine sarebbe necessario perché, secondo le verifiche effettuate dall’Autorità di Bacino, non sono stati realizzati 400 metri di struttura sul lato nord est. Il muro d’acciaio sarebbe costituito da palancole alte sette metri e spesse 60 centimetri alle quali si aggiungerebbero sette metri interrati.
In poche parole, un enorme muro d’acciaio sta per essere costruito sulle campagne per garantire sicurezza al Megalò presente e a quelli futuri.
«Questo muro d’acciaio», protesta Marisa Tiberio presidente Confcommercio Chieti, «sarà la tomba del piccolo commercio cittadino e dei comuni limitrofi. La città sarebbe completamente tagliata fuori dal vivo degli affari commerciali e perderebbe gran parte del suo appeal turistico ed economico».
Con le due nuove strutture, questo è il timore dell’associazione di categoria, il centro urbano di Chieti scalo e il centro storico di Chieti sarebbero destinati alla desertificazione.
«Centinaia di cartelli vendesi e affittasi», fa notare Tiberio, «posizionati davanti alle vetrine dei negozi ma anche sui portoni delle case del centro ricorderanno, alla politica, il grave errore di programmazione fatto». 

Confcommercio Chieti è convinta che di Grande Distribuzione ce ne sia anche troppa sul territorio. L’Abruzzo, ricorda la presidente, occupa uno dei primi posti in Italia per densità della grande distribuzione rispetto alla popolazione. Dal Rapporto del Ministero allo “Sviluppo economico” del 2008 risulta, infatti, che tale densità è pari a 402,8 metri quadrati per ogni mille abitanti (222,6 metri quadrati nel Settore alimentare e 180,2 metri quadrati nel settore no food) contro una media nazionale di 321,2 metri quadrati. «Dal 2008 la situazione è ancora più grave per il piccolo commercio visto che sono nate anche altre strutture della grande distribuzione, quali ad esempio l’Ikea di San Giovanni Teatino».
Secondo i dati della Camera di Commercio di Chieti, riferiti al periodo terzo trimestre 2012, terzo trimestre 2013 nel settore "Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli", risultano registrate 28 attività in meno a Chieti, 38 attività in meno a Francavilla, 15 attività in meno ad Ortona, 27 attività in meno a Vasto.
In tre mesi , da luglio 2013 a settembre 2013 hanno chiuso in provincia di Chieti 629 imprese .
«Leggiamo dai giornali che i nuovi insediamenti commerciali porterebbero 450 nuove assunzioni. Ma a che prezzo?», domanda Tiberio. «Quante centinaia di imprese del circondario continueranno a chiudere, quante migliaia di posti di lavoro si perderanno? Mettiamo su una bilancia anche questo e la politica faccia le proprie scelte».