LA PROTESTA

Caro pedaggi A24 e A25, anche Mosciano Sant’Angelo dice no

Approvato ordine del giorno

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1546

Caro pedaggi A24 e A25, anche Mosciano Sant’Angelo dice no




MOSCIANO SANT’ANGELO. Il consiglio comunale di Mosciano Sant’Angelo ha votato un ordine del giorno contro l’aumento dei pedaggi autostradali su A24 e A25.
L’aumento di oltre l’8% dei pedaggi autostradali non piace nemmeno al governo moscianese sul cui territorio insistono il casello A14, la Teramo-Mare ed uno dei poli industriali più produttivi del Teramano.
Il consiglio ha fatto proprie le considerazioni e rimostranze espresse dalla Confcommercio di Pescara per stigmatizzare la decisione dell’aumento dei pedaggi autostradali chiedendone il ritiro o, comunque, l’immediata sospensione. L’ordine del giorno oltre alla Confcommercio di Pescara, è stato inviato al Ministro delle Infrastrutture, al presidente della Regione Abruzzo, ai parlamentari abruzzesi, ai presidenti delle Province abruzzesi.
«L’Abruzzo in generale e soprattutto le zone interessate dalla tratta risentono oltre che degli effetti della crisi economica in atto, anche delle drammatiche conseguenze del sisma 2009, per cui, anziché un aumento ci si sarebbe dovuti aspettare una riduzione o almeno un blocco dei pedaggi», riporta l’ordine del giorno. «Sulla tratta in questione giornalmente si verificano disservizi, anche per la costante presenza di cantieri e manutenzioni con relativi riflessi sulla scorrevolezza del flusso veicolare; la Confcommercio, da anni, si batte per velocizzare i tempi di accesso alla capitale date le problematiche che quotidianamente si creano sul raccordo per arrivare dalla barriera (Casello Roma Est) all’ Urbe. Inoltre i lavori di costruzione della viabilità complanare al raccordo, iniziati nel 2010 procedono con grande lentezza mentre dall’ingresso di Pescara, sino ad Avezzano, non esiste alcuna area di servizio per cui gli utenti si trovano nell’impossibilità di fare rifornimenti o usufruire di servizi igienici o di ristoro per circa 100 km».