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Del Grosso(M5s) incontra i Marò: «innocenti, bloccati in India per altri motivi»

Deputato abruzzese dopo missione in India riferisce parole due fucilieri

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Del Grosso(M5s) incontra i Marò: «innocenti, bloccati in India per altri motivi»




CITTA' SANT'ANGELO.  «In privato i marò mi hanno detto: 'siamo innocenti, siamo qui per altri motivi'».
 Lo riferisce all'Ansa, a margine di un incontro pubblico a Città Sant'Angelo, il deputato Daniele Del Grosso (M5S), che ha partecipato alla missione parlamentare in India.
Del Grosso, dopo aver passato due giorni con i marò, dice che i due militari sono «moralmente a pezzi, ma fisicamente stanno bene».
«Non dimentichiamoci del caso Finmeccanica - sottolinea il deputato - perché lì probabilmente dei soldi che dovevano arrivare al Governo indiano non sono mai arrivati perché qualcun altro ci ha messo le mani sopra».

L’INCHIESTA FINMECCANICA
Il riferimento del parlamentare è all’inchiesta  giudiziaria per corruzione internazionale che ha travolto i vertici del gruppo e il cui ultimo sviluppo ha portato all'arresto, nell'ottobre scorso, del presunto mediatore delle tangenti che il gigante italiano dell'industria aeronautica avrebbe pagato ad alcuni contatti indiani per avere garanzie sul successo dell'accordo.
Si parla di 30 milioni di euro di mazzette a pubblici ufficiali indiani per favorire Agusta Westland nella gara per la commessa degli elicotteri AW101. L'ex numero 1 di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, è sotto processo in Italia per il suo presunto ruolo nello scandalo. Nel caso è coinvolto anche l'ex capo dell'aviazione indiana, S.P. Tyagi, sul quale stanno indagando anche le autorità indiane. L'India ha ricevuto tre elicotteri prima di fermare le consegne dei restanti 9 oggetto della fornitura.
Due giorni fa Il Fatto Quotidiano ha fatto notare che  una questione ormai chiusa, come quella della pena di morte per i due marò, è stata riaperta a sorpresa il 10 gennaio, dopo l’interrogatorio del pm Fusco a Guido Ralph Haschke, consulente svizzero imputato per corruzione insieme all’ex presidente di Orsi  su Ahmed Patel, segretario politico di Sonia Gandhi.

«SONO MORALMENTE A PEZZI»
«Siamo stati due giorni insieme e loro vogliono uscire da questa situazione. Sono moralmente a pezzi - aggiunge Del Grosso -, ma fisicamente stanno bene perché si allenano. Accusano gravi colpi dopo due anni. Latorre, ad esempio, mi ha detto: 'è vero che non verrà applicata la pena di morte, ma è anche vero che mio figlio sa che il padre potrebbe essere condannato a morte'. Sono dichiarazioni che spezzano le emozioni».
«Loro non vogliono accettare neanche una condanna a 20 o 30 anni, non è solo un problema di pena di morte che molto difficilmente sarà applicata. Vogliono evitare una eventuale condanna, soprattutto da una giustizia indiana che lavora con forzature incredibili. Una giustizia anche particolarmente lunga; un processo del genere potrebbe avere risvolti per cinque, sei o sette anni».
Del Grosso racconta che l’incontro è avvenuto nell'ambasciata italiana dove loro sono detenuti: «lavorano dalle 9.15 alle 16.15, poi sentono le famiglie, fanno allenamento fisico e cercano di tenersi in forma. Il Governo indiano si è rifiutato di incontrarci. In India c'è la campagna elettorale e nessuno schieramento politico vuole schierarsi a favore dei marò - conclude Del Grosso - perché sarebbe una perdita di voti eclatante, compreso Sonia Gandhi che oltretutto è di origine italiana».

OGGI L’UDIENZA, SUBITO RINVIATA
Oggi la Corte Suprema di New Delhi si è riunita per pronunciarsi sulla petizione dei legali dei marò finalizzata a costringere le autorità indiane a formulare i capi d'imputazione per la morte dei due pescatori del Kerala, nel febbraio 2012. Per la prima volta dall'inizio di questa odissea giudiziaria, in aula ci sarà anche l'inviato speciale del governo per il caso, Staffan de Mistura.
«È positivo che De Mistura partecipi all'udienza», ha detto Del Grosso, «ma il problema è che lui in due anni non è riuscito ad ottenere risultati. Fortunatamente la nostra missione ufficiale ha dato una scossa. La palla ora è in mano all'India, ma qualsiasi cosa diranno, la nostra richiesta sarà di far rientrare i marò in attesa del processo e premeremo ancora di più perché il processo non si faccia lì. La volontà di fare pressione da parte del Governo, del Parlamento e dei gruppi politici c'è. Questo - sottolinea Del Grosso - è il primo avvenimento per cui tutto il Parlamento è compatto, nonostante ciò che accade in Aula. Per un obiettivo nobile il Parlamento si è compattato e questo per merito nostro». Tornando al lavoro svolto da De Mistura, il deputato sottolinea che «da solo non ce l'avrebbe mai fatta perché non ha portato risultati». «Anzi - conclude - il Governo italiano è colpevole di aver rimandato due militari italiani in un Paese in cui vige la pena di morte, nonostante noi siamo contrari alla pena di morte».
L'udienza è poi stata rinviata al prosimo 10 febbraio.