TERREMOTI

Rapporti “privati” e soldi pubblici: Chiodi e l’incarico a Marinelli per gestire 1,5 mln

Il commissario per la ricostruzione affidò alla sua “dama” il compito di costruire un centro antiviolenza

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

11627

Rapporti “privati” e soldi pubblici: Chiodi e l’incarico a Marinelli per gestire 1,5 mln

Marinelli e Chiodi



L’AQUILA. Un incarico per gestire 1,5 milioni di euro per un centro anti violenza nella città terremotata.
E’ quello che ad agosto 2012 il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nella sua qualità di commissario per la ricostruzione, ha affidato a Letizia Marinelli. La notizia che nei mesi scorsi fu fonte di polemiche per il fatto che mai nessun centro per le donne ha visto la luce, si arricchisce oggi di una nuova venatura polemica: quel rapporto tra amanti tra Gianni Chiodi e la consigliera alle Pari Opportunità Letizia Marinelli, confermato dal primo (in una intervista al Corriere) e confermata anche dall’altra («l’adulterio non è un reato»).
I due hanno trascorso una notte (era il 15 marzo 2011) in un hotel di Roma, vista Pantheon, a spese dei contribuenti abruzzesi perché, come si ricostruisce nell’inchiesta Rimborsopoli, Chiodi ha chiesto  il rimborso per quella camera doppia  da 350 euro in uno degli alberghi più antichi del mondo che tra i suoi ospiti annovera anche Pietro Mascagni e Lodovico Ariosto.
Chiodi nei giorni scorsi ha parlato di «un errore di una volta» e ha soprattutto ribadito che quella notte d’amore e l’incarico da consigliera di Pari Opportunità ricevuto dalla donna il 16 maggio 2011 (due mesi dopo) non erano collegabili.
Così c'è chi bolla tutto con le «questioni private» imponendo, auspicando e minacciando il silenziatore sui fatti che hanno una rilevanza pubblica che tra l’altro cresce ogni giorno di più con i nuovi dettagli che si aggiungono.
Ma l’interesse pubblico è concetto arduo da comprendere persino per il presidente Chiodi che oggi dalla sua pagina Facebook è riuscito solo a minacciare nuove querele e adombrando attacchi e complotti.
La procura di Pescara però ha aperto un' indagine bis per capire se la selezione per la scelta di Marinelli sia stata regolare oppure influenzata da fattori che nulla devono avere a che fare con l’amministrazione pubblica.

CENTRO ANTIVIOLENZA: L’INCARICO PER LA CONSIGLIERA
Poi adesso spunta fuori il caso dell’incarico per il centro antiviolenza, scovato domenica mattina in contemporanea da Repubblica e dal Fatto Quotidiano. I due quotidiani richiamano al problema di opportunità e non solo perché, come scrive Repubblica, «Marinelli non poteva ottenere quell’incarico» perché «secondo le norme previste dalla legge, dovrebbe occuparsi esclusivamente delle discriminazioni nel mondo del lavoro».
Tutto è cominciato l’8 novembre 2011 (8 mesi dopo la notte trascorsa insieme) quando viene emanata l’ordinanza 3978 del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, il cui articolo 10 prevede la destinazione di  metà dei fondi previsti dal decreto 39/2009, pari quindi a 1,5 milioni di euro, “alla diocesi de L’Aquila e alle altre diocesi abruzzesi” mentre l’altra metà viene affidata alla consigliera di parità della Regione Abruzzo, Marinelli.
 Lo stanziamento dei fondi non segue procedure concorsuali né è frutto di consultazioni con le associazioni e le realtà attive sul territorio. A quasi tre anni dal terremoto a livello normativo vigeva di fatto ancora lo stato di emergenza e non esiste una legge sulla ricostruzione.
La Consigliera regionale di parità  dopo l’ordinanza ha proposto la realizzazione di una casa-rifugio per donne vittime di violenza e di un centro poliedrico per “persone che vivono in condizioni di disagio”.

LE PROTESTE
Ma su quel progetto si sono registrate tante polemiche. Protestò il coordinamento comunale di Sel che denunciò come il decreto del commissario Chiodi avesse disconosciuto l’importanza del lavoro e del progetto del Centro Antiviolenza che a L’Aquila dal 2007 opera per sostenere le donne vittime di maltrattamento nel percorso di uscita dalla violenza e dare loro anche un “rifugio di transito” verso le strutture residenziali protette.
Protestò anche la senatrice Stefania Pezzopane che chiese l’intervento dell’allora ministro Elsa Fornero dopo che il ministro Mara Carfagna non aveva risposto. Proprio Pezzopane sottolineò che Marinelli tra le sue competenze istituzionali, «non ha possibilità di spesa e quindi di realizzazione di un Centro Antiviolenza».
Perché fu scelta proprio lei?
Marinelli in una intervista con l’associazione Action Aid nell’ambito di un dossier dal titolo «dove sono finiti i soldi per L'Aquila» rispose: «La scelta di far vertere sulla Consigliera di Parità Regionale la responsabilità di attuare tale intervento nasce, forse, dalla natura della funzione cui presiedo, che, come previsto già nel Codice delle Pari Opportunità, attiene alla possibilità che possa realizzare azioni positive di diversa natura utili a far crescere la consapevolezza della parità di genere». Forse.
Di sicuro alla fine tutto si è bloccato perché la Corte dei Conti il 17 settembre 2012, boccia il decreto regionale e blocca l’assegnazione dei fondi poiché il progetto prevede l’acquisto di un immobile situato a L’Aquila e il completamento di un immobile a Pescara - quindi fuori cratere - di proprietà della fondazione Abruzzo-Pescara.
«La bocciatura riguardava solo la parte relativa all’assegnazione dei fondi al progetto dell’Arcidiocesi e non quella concernente l’utilizzo dei fondi sotto mia responsabilità», si è tirata fuori Marinelli. Fatto sta che dopo anni di stop quei soldi, tramite emendamento del Parlamento, sono stati riaffidati alla Provincia.
Intanto anche oggi Chiodi continua ad annunciare querele a tutti i giornali che continuano ad occuparsi di quelle che lui definisce «questioni private» (e i suoi sostenitori chiamano gossip). Martedì il governatore sarà ascoltato dalla Procura poi, ha annunciato, organizzerà una conferenza stampa per spiegare tutto agli abruzzesi. «E’ cominciata un'altra partita», si sfoga su Facebook, «completamente avulsa dalla vicenda giudiziaria.  Non posso ovviamente correre dietro a tutte le provocazioni, illazioni e ricostruzioni fantasiose con chiaro intento denigratorio, che da qui al 4 febbraio troveranno spazio sui media e sui social network.
Oltre a quanto faranno i miei legali, ai quali ho già dato mandato di perseguire ogni attività diffamatoria nelle sedi opportune, il 4 febbraio chiarirò ogni aspetto dinanzi alla Procura di Pescara, e dimostrerò la mia assoluta estraneità ai reati che mi vengono contestati.
Subito dopo indirò una conferenza stampa per illustrare ai giornalisti e agli Abruzzesi tutti gli aspetti della vicenda e precisare tutte le questioni più rilevanti, e contestualmente rispondere alle domande che mi saranno rivolte».

LA CRONOLOGIA
18 febbraio 2011 Marinelli spedisce in Regione Abruzzo la sua candidatura per il posto di consigliera di parità
Il 9 marzo 2011 la Regione costituisce il “gruppo di lavoro” che valuterà le istanze
Il 15 marzo 2011 Chiodi e Marinelli trascorrono la notte insieme a Roma a spese dei contribuenti (dice la procura)
Il 16 maggio 2011 la giunta designa Letizia Marinelli per il ruolo di consigliera di parità
Il 22 luglio 2011 il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “ratifica” la nomina di Marinelli
L’8 novembre 2011 il premier Silvio Berlusconi firma il decreto che indicava la "consigliera di parità" "soggetto attuatore" della ricostruzione del centro anti-violenza
Il 14 agosto 2012 Chiodi verga il decreto 134: “Realizzazione dei centri antiviolenza e aggregazione per le donne”
17 settembre 2012 Corte dei Conti boccia il progetto

Decreto n 134 - Centri Antiviolenza