IL FATTO

Pioggia di multe Roseto, il sindaco: «nessuna pressione per fare cassa»

Pavone respinge «gli attacchi strumentali» alla Municipale

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Pioggia di multe Roseto, il sindaco: «nessuna pressione per fare cassa»





ROSETO. Si è tenuta, questa mattina, presso il Comune a Roseto degli Abruzzi una conferenza stampa con primo cittadino, Enio Pavone, per fare chiarezza, una volta per tutte, sulla situazione delle multe di cui si è tanto parlato e discusso, nelle ultime settimane, in città.
Oltre 1.200 sanzioni solo nel periodo ottobre-dicembre.
Il sindaco, che ha aperto la Sala Giunta ai tanti cittadini accorsi che hanno potuto così partecipare attivamente alla conferenza stampa, cosa mai avvenuta in precedenza, ha voluto innanzitutto chiarire che, si è deciso di attendere qualche giorno per rilasciare dichiarazioni sulla questione, «solo ed esclusivamente per comprendere al meglio i vari aspetti di questa vicenda e poter così fornire risposte chiare ed esaustive alla cittadinanza ed ai giornalisti».

Il primo cittadino ha poi voluto precisare una cosa: ovvero che né lui, né nessun altro membro della Giunta «ha mai dato mandato al comandante della Polizia Municipale di Roseto, Tarcisio Cava, di elevare sanzioni, né tanto meno è stato dato l’input di “fare cassa” con le multe. Il comandante, nella piena autonomia delle proprie funzioni, ha svolto quindi le proprie mansioni».
«Per quanto concerne questa amministrazione», ha spiegato il primo cittadino, «siamo convinti che le regole vadano rispettate, ma per quanto possibile abbiamo sempre cercato di prevenire, informando la cittadinanza sull’inasprimento di sanzioni e controlli, come fatto di recente per l’abbandono della spazzatura, piuttosto che sanzionare e basta».
Il comandante della Polizia Municipale, con nota del 18 gennaio 2014, ha comunicato le proprie dimissioni dalla qualifica di comandante adducendo motivazioni personali. Il sindaco le ha accettate e Cava resterà nel corpo della Municipale. Intanto Pavone ha nominato comandante pro-tempore il vice-comandante Berardo D’Emilio.

LE MULTE
Le multe elevate nel periodo settembre-dicembre sono state 1.262. Di queste 137 per passaggio con semaforo rosso, 132 per uso del telefonino, 989 il mancato uso delle cinture da parte conducente.
Durante la conferenza stampa il primo cittadino ha spiegato ai rosetani accorsi che, per quanto concerne le sanzioni, in base alla legge n. 241/90 sul procedimento amministrativo, e nello specifico l’articolo 22 della suddetta legge, intitolato “diritto di accesso ai documenti amministrativi”, hanno diritto a visionare i documenti in possesso della P.A. ed estrarne copia. Le richieste di accesso agli atti, in questo caso, debbono essere istruite dal Comandante della Polizia Municipale. Contro le sanzioni amministrative pecuniarie applicate nei casi di violazione del Codice della Strada, è possibile presentare ricorso. «A tal proposito Tarcisio Cava sarà richiamato dalle ferie per istruire la pratica di accesso agli atti», ha confermato il sindaco.

E’ stato poi spiegato, alla gente che chiedeva chiarimenti, che il ricorso può essere presentato quando la multa è illegittima, viziata o in altre situazioni in cui la persona ritiene che il pagamento della sanzione non sia giusto. I ricorsi possono essere di tre tipi: i cosiddetti ricorsi in autotutela, cioè quelli rivolti all'Ente che ha applicato la multa affinché la annulli (in questo caso, a farlo, deve essere il comandante e non il sindaco); quelli davanti al Prefetto e quelli davanti al Giudice di Pace (come stabilito dalla legge).

«Ho letto e ho sentito tante inesattezze, negli ultimi giorni, a proposito di questa vicenda e non ho gradito gli attacchi, spesso strumentali, contro la Polizia Municipale che svolge invece, con grande impegno, il proprio lavoro, malgrado al momento siano sono 16 gli agenti in organico, di cui appena 12 operativi – ha sottolineato il sindaco – a tal proposito rigetto tutte le accuse mosse dall’opposizione che, evidentemente, ha voluto strumentalizzare, a fini politici, questa vicenda». Tra queste, il primo cittadino, ha voluto chiarire come, Cava, fosse stato nominato a capo della Polizia Municipale non pochi mesi addietro, ma addirittura il 7 marzo 2013.

«E’ falso dire che questa amministrazione ha detto al Comandante o ai Vigili di fare multe per “fare cassa” – ha voluto spiegare l’assessore Alessandro Recchiuti – se oggi il Partito Democratico dichiara, mediante comunicato stampa, che abbiamo avuto certi comportamenti nei confronti della Polizia Municipale forse mi viene da pensare che in passato fosse una prassi consolidata da loro».