IL CONFRONTO

De Fanis: «dissi che volevo uccidere mia moglie per far colpo sulla mia segretaria»

La Zingariello lo inguaia ma poi arretra: «non ci ho mai creduto»

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De Fanis: «dissi che volevo uccidere mia moglie per far colpo sulla mia segretaria»

(Foto: Pier Paolo Di Nenno)

LANCIANO. Potrebbe essere il giorno del confronto all’americana tra l’ex assessore alla Cultura, Luigi De Fanis, e la sua ex segretaria, Lucia Zingariello.
De Fanis questa mattina è arrivato con la moglie, la figlia e i suoi due legali al tribunale di Lanciano, dove è in programma il suo interrogatorio nell'ambito dell'inchiesta che lo vede indagato per il tentato omicidio della moglie, Rosanna Ranieri.
Zingariello ha raccontato ai pm che «Gigi» voleva avvelenare sua moglie e dopo aver tentato di ucciderla avrebbe registrato anche un file audio nel quale si sente la donna che vomita, perché, ha spiegato la ex segretaria, De Fanis le avrebbe somministrato un farmaco che, in determinate dosi, dopo nausea e vomito può portare all’arresto cardiaco.
La vicenda è emersa nell’ambito di un’altra inchiesta, quella denominata ‘Vate’, che ha travolto l’ex esponente della giunta regionale per una presunta concussione relativa a partecipazioni a manifestazioni culturali.
L'interrogatorio dell'ex assessore alla cultura della Regione Abruzzo e' iniziato poco dopo le 10 nell'ufficio del pm titolare dell'inchiesta, Rosaria Vecchi, al secondo piano del tribunale.
A seguire sarà interrogata la moglie di De Fanis che nei giorni scorsi ha già difeso pubblicamente il marito con una lettera aperta.

Poi sarà la volta di Zingariello, l’ex segretaria e amante di De Fanis.
Solo successivamente, se la pm dovesse ritenerlo necessario, si potrebbe procedere ad un confronto fra le parti su quanto dichiarato, nel caso tra due persone o tutte e tre insieme.
L’ex assessore è entrato con la famiglia (per dimostrare che almeno la serenità familiare è stata ritrovata) e i legali dall'ingresso principale del tribunale, dopo aver fermato l'auto in un parcheggio vicino. Non ha rilasciato dichiarazioni ai numerosi cronisti che lo attendevano davanti il tribunale.

ZINGARIELLO: «SE AVESSI IL BURQUA…»
«Sono colpevole di essere una donna, ecco cosa ho imparato soprattutto da questa storia. Se avessi messo un burqa anziché il bikini, non mi avreste mai trattato in questo modo, insomma non mi avreste massacrato», racconta oggi Zingariello al giornalista Fabrizio Caccia, lo stesso che ieri aveva raccolto lo sfogo del presidente Chiodi sulla sua relazione extraconiugale.
«L’imbarazzo», invece sarebbe il sentimento di queste ore dell’assessore De Fanis. «Sono imbarazzatissimo», scrive ancora il Corriere della Sera. «La saluterò, certo, ma giusto un saluto e via. Per il resto, mi toccherà di nuovo raccontare davanti a tutti il mio privato, la mia passione per lei. E questo sarà ancor più mortificante, perché in tribunale ci sarà mia moglie come parte offesa».
Intanto i suoi legali chiudono la storia del tentato omicidio come «uno scherzo, una frase detta lì per farsi bello, per pavoneggiarsi».

«FRASI  VERE, INTENZIONI FALSE»
È durato oltre due ore l'interrogatorio dell'ex assessore Luigi De Fanis in Procura a Lanciano, che ha risposto alle domande del Pm Rosaria Vecchi al palazzo di Giustizia per il fascicolo sul tentato omicidio della moglie. «Sì è vero, ho detto quelle cose a telefono alla Zingariello, ma non era vero niente. Volevo fare colpo su di lei, erano frasi ad effetto per colpire il cuore di una persona di cui ero innamorato», ha detto De Fanis. 
De Fanis al magistrato avrebbe ammesso quindi di aver detto al cellulare alla sua ex segretaria di avere avvelenato la moglie, ma che la cosa non era assolutamente vera. Una frase scioccante il cui scopo era di dimostrare alla Zingariello quanto fosse innamorato di lei al punto di uccidere anche la moglie. De Fanis ha anche spiegato che in quei giorni la moglie sarebbe stata effettivamente male e che lui come medico l'ha curata come ha sempre fatto nei 30 anni di matrimonio. Quindi nessun veleno, nessun tentato omicidio e presumibilmente la cosa è stata confermata anche da Rosanna Ranieri, interrogata anche lei dal pm. 
Non e' escluso che la Procura decida di procedere a un confronto con i tre dopo l'interrogatorio della Zingariello, che viene ascoltata in questo procedimento come persona informata sui fatti: in caso di confronto, sara' assistita dal suo legale, Umberto Del Re. 
«FRASI  VERE, INTENZIONI FALSE»
È durato oltre due ore l'interrogatorio dell'ex assessore Luigi De Fanis in Procura a Lanciano, che ha risposto alle domande del Pm Rosaria Vecchi al palazzo di Giustizia per il fascicolo sul tentato omicidio della moglie. «Sì è vero, ho detto quelle cose a telefono alla Zingariello, ma non era vero niente. Volevo fare colpo su di lei, erano frasi ad effetto per colpire il cuore di una persona di cui ero innamorato», ha detto De Fanis. De Fanis al magistrato avrebbe ammesso quindi di aver detto al cellulare alla sua ex segretaria di avere avvelenato la moglie, ma che la cosa non era assolutamente vera. Una frase scioccante il cui scopo era di dimostrare alla Zingariello quanto fosse innamorato di lei al punto di uccidere anche la moglie. De Fanis ha anche spiegato che in quei giorni la moglie sarebbe stata effettivamente male e che lui come medico l'ha curata come ha sempre fatto nei 30 anni di matrimonio. Quindi nessun veleno, nessun tentato omicidio e presumibilmente la cosa è stata confermata anche da Rosanna Ranieri, interrogata anche lei dal pm come parte offesa. La sua deposizione è andata avanti per un'ora circa. Ora è il turno della ex segretaria, Lucia Zingariello, alla quale la Vecchi chiederà di raccontare la telefonata nella quale l'ex assessore le avrebbe confessato di aver voluto avvelenare la moglie. Al termine di questa ultima testimonianza Rosaria Vecchi avrà due opzioni: accontentarsi di quanto dichiarato e chiudere la giornata, o procedere al confronto tra le tre persone.

IL CONFRONTO A DUE
E' terminato poco prima delle 17 il confronto tra Luigi De Fanis e l'ex segretaria Lucia Zingariello negli uffici della Procura di Lanciano. I due sono rimasti pochi minuti nell'ufficio del pm Rosaria Vecchi e secondo i legali, che hanno partecipato al confronto, avrebbero confermato la circostanza del colloquio in cui De Fanis avrebbe riferito alla Zingariello della volonta' di uccidere la moglie «pur di continuare la relazione con lei». De Fanis nell'interrogatorio di questa mattina ha spiegato che il tono del colloquio registrato dalla ex segretaria era «scherzoso». Ha insomma provato a 'sdrammatizzare' il contesto delle dichiarazioni. A conferma ha anche detto al pm «che purtroppo ho perso in modo tragico un figlio di 27 anni e mia figlia é adulta ormai, quindi una eventuale separazione da mia moglie non avrebbe influito sulla nostra famiglia ma solo tra noi due. Ma io non ho mai avuto nessuna intenzione di separarmi da mia moglie». Anche la Zingariello avrebbe detto nel corso del confronto che non ha mai creduto alle parole di De Fanis. L'oggetto del confronto non ha riguardato altri aspetti della vicenda. Al confronto non ha partecipato la moglie di De Fanis, Rosanna Ranieri, parte offesa nel procedimento. E' la prima volta, dopo i rispettivi arresti, che i due si incontrano. Entrambi hanno lasciato il tribunale di Lanciano, da due uscite separate.