ECONOMIA

Da Miglianico alla Cina: vino abruzzese pronto ad annaffiare gli involtini primavera

Contratto in esclusiva per un anno con l’Agrilandia Italian Farm, società leader nel mercato orientale

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Da Miglianico alla Cina: vino abruzzese pronto ad annaffiare gli involtini primavera







MIGLIANICO. I rappresentanti dell’azienda “Agrilandia Italian Farm”, con sede a Pechino, sono stati ospiti lo scorso fine settimana della “Cantina Miglianico”.
Il vicepresidente, Giuseppe Caramanico, ha stretto forti legami commerciali con la Cina: dopo essere stati presenti a Shangai, dove al termine dell’«Anno dell’Italia in Cina» è stato aperto uno store di prodotti provenienti dall’azienda vinicola abruzzese, ora è la volta della capitale del “Celeste Impero”.
La “Agrilandia Italian Farm”, infatti, è un’azienda che si estende per 14 ettari che si trova a Baigezhuang, nel distretto di Shunyi, nella periferia nord-ovest di Pechino, nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale Běijīng Shǒudū Guójì Jīchǎng, ed è leader dal 1999 per l’importazione di prodotti tipici italiani che vengono distribuiti nei migliori ristoranti e supermercati della capitale cinese: gli emissari commerciali dell’importante importatore cinese hanno visitato tutta la cantina, guidati dall’enologo Carmine De Iure, apprezzando tutte le fasi di trasformazione dell’uva in vino e ponendo numerose domande circa i processi di vinificazione e i vitigni utilizzati.
Al termine della visita, la delegazione cinese ha incontrato il presidente della Cantina, Antonio Marascia, il consigliere Renato Lamonaco e il direttore, Danilo Mattone, con i quali si è intrattenuta per la definizione degli accordi commerciali da sottoscrivere nelle prossime settimane: è stata l’occasione di far degustare agli ospiti il meglio della produzione vinicola locale, formata dalla nuova Passerina spumante, la linea “Murelle” (con il Trebbiano, il Pecorino, il Cerasuolo e il Montepulciano), il “Pietra Majella” Montepulciano , medaglia d'oro al Concours International de Bruxelles 2013, e il classico “Fondatore” dalla nuova etichetta dedicata a monsigno Vincenzo Pizzica, ideatore e fondatore della Cantina nel 1961.
In particolare, gli esperti cinesi hanno apprezzato la Passerina spumante, il Cerasuolo “Murelle” e il Montepulciano “Pietra Majella”, manifestando l’intenzione di procedere quanto prima alla chiusura dell’accordo commerciale per questi tre prodotti, che a loro dire si sposano bene con i gusti dei connazionali e con i sapori della tradizione culinaria cinese.

«RESPIRO INTERNAZIONALE»
«Il respiro internazionale della Cantina Miglianico – ha dichiarato al termine della visita il presidente, Antonio Marascia – è uno degli obiettivi che ci siamo prefissati all’inizio del mandato di questo nuovo gruppo dirigente e in questi ultimi mesi stiamo accelerando notevolmente in questa direzione, prima con la felice partecipazione al concorso di Bruxelles, poi con la nostra presenza a Malta, ora con questa occasione di sbarcare addirittura nel cuore della Cina, un mercato in espansione che inizia ad apprezzare il buon mangiare e il buon bere, cardini dell’Italian Lifestyle che tanto sta prendendo piede nel Sol Levante».
«Il mercato cinese – ha aggiunto il vicepresidente, Giuseppe Caramanico – rappresenta per noi un asset strategico che ci vede protagonisti di un progetto di ampio respiro, grazie al quale puntiamo ad essere i primi esportatori di vino abruzzese sulla essenziale piazza di Pechino che assieme a Shangai rappresenta la porta d’accesso principale di tutta la Nazione. L’ingresso che ci ha garantito l’Agrilandia Italian Farm prevede, tra l’altro, un contratto in esclusiva per un anno: una formula ideale per fidelizzare i clienti».
«Nei prossimi giorni – ha chiosato il direttore, Danilo Mattone – perfezioneremo gli accordi commerciali con la Cina, in considerazione dell’interesse manifestato in questa visita: dopo essere riusciti ad incrementare la nostra presenza sul mercato canadese, ora la sfida si concentra in Oriente con risultati che speriamo ugualmente lusinghieri».