INCIDENTE MORTALE

Slavina sul Gran Sasso: aquilano clinicamente morto

Il racconto del poliziotto: «ho scavato con il fratello per salvarlo»

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Slavina sul Gran Sasso: aquilano clinicamente morto

L’AQUILA.  Encefalogramma piatto. E' sopraggiunta nella notte la morte cerebrale per Mario Celli, il medico ginecologo di 33 anni dell'Aquila travolto ieri da una slavina a Campo Imperatore.

L’uomo stava scendendo in un impegnativo fuoripista nella zona dei "Valloni", in localita' Scontrone. Ora una speciale commissione medica, composta, in particolare, da esperti in elettroencefalografia, valuterà quando decretare la morte del giovane. Solitamente il periodo di osservazione è di sei ore, esclusi i bambini di eta' inferiore ai cinque anni, in cui tale periodo e' di 12 ore, e i bambini minori di un anno di eta', in cui e' protratto a 24 ore.

Il medico era finito sotto una spessa coltre di neve e il primo a ritrovarlo era stato il fratello Paolo, grazie all'Arva (l'apparecchio per la ricerca di persone travolte da valanga) di cui entrambi erano muniti. Inizialmente si pensava che l'uomo fosse deceduto ma il 33enne era riuscito a scampare a morte certa dopo piu' di un'ora di massaggio cardiaco grazie a due medici, Gianluca Facchetti del "San salvatore" e del Cnsas e Nadia Garbuglia, del 118.

Poi la corsa all'ospedale 'Mazzini' di Teramo dove Celli e' stato attaccato ad uno speciale macchinario chiamato Ecmo (utilizzato per l'ossigenazione extracorporea) che permette la tecnica di supporto cardiopolmonare che si e' dimostrata efficace nel ridurre la mortalita' nei pazienti con insufficienza cardiaca o respiratoria acuta grave. L'ipotermia aveva raggiunto 26 gradi ma lentamente il cuore aveva ripreso a battere e la temperatura tornata normale. Nella notte, poi, la morte cerebrale, sembra provocata da un embolo al cervello. Ad occuparsi del caso e' il pm David Mancini che per ora ha aperto un fascicolo contro ignoti. Bisognera' accertare cosa possa aver provocato la slavina. Il passaggio degli snowboardisti o un distacco spontaneo. I due fratelli sono figli di Silvano Celli, radiologo in pensione. A Campo Imperatore c'erano diversi cartelli che informavano del divieto di fuoripista e del pericolo valanghe ma nessuna rete di recinzione per evitare il passaggio di "audaci" sciatori. 

IL RACCONTO DEL POLIZIOTTO INTERVENUTO SULLA SLAVINA 
«La chiamata al 113 è arrivata verso le ore 13.25 e io, dopo aver preso l’attrezzatura per intervento su valanga (pala, sonda e altro materiale) e chiamato oltre all’elisoccorso le squadre di rinforzo delle altre forze di polizia,  dopo cinque minuti  ero già sul posto insieme all’agente della Polizia Municipale Andrea Antonetti» - racconta l’Assistente Capo Alberto Giuliani, ieri in servizio di vigilanza e soccorso sulle piste da sci a Campo Imperatore, dove la Polizia di Stato è presente con un presidio dal 7 dicembre scorso.
«Appena giunto sul luogo dell’incidente, ho visto il fratello dello snowboarder  investito dalla slavina che, messosi in salvo, aveva iniziato a scavare nel punto segnalato dall’Artva, riuscendo a liberare il viso di Mario. Ho iniziato a scavare anche io per recuperare tutto il corpo, che era già in stato di ipotermia e non dava segni vitali. Sono arrivati sul posto subito dopo l’elicottero con a bordo il medico del 118 e del soccorso alpino, e con il cinofilo della Guardia di Finanza con il cane da ricerca. I sanitari hanno applicato il defibrillatore per cercare di rianimare il ragazzo e poi lo hanno trasportato presso l’ospedale di Teramo, dove sono proseguite le manovre salva-vita».
«I ragazzi percorrevano un fuoripista, ed in condizioni molto rischiose della neve come quelle di ieri, che dopo la nevicata di lunedì ed il rialzo delle temperature, era fortemente soggetta a pericolo di slavine. Fortunatamente gli sciatori avevano con sé un apparecchio per la ricerca delle persone investite dalle valanghe, che ha consentito di individuare rapidamente il ragazzo»”
Le ordinanze dello scorso anno del sindaco di L’Aquila vietano di percorrere i fuoripista su tutto il territorio montano del Comune in presenza di pericolo 3 del bollettino Meteomont (pericolo marcato) ed entro le 72 ore dall’ultima nevicata; in ogni caso è importante attrezzarsi con degli apparati che permettano la geolocalizzazione in caso di necessità. 
Continua nei tre comprensori di  Roccaraso-Aremogna, Rivisondoli-Monte Pratello, Campo Imperatore-Gran Sasso la distribuzione insieme agli skypass del decalogo realizzato dalla Questura di L’Aquila, con la collaborazione dei gestori degli impianti, per richiamare l’attenzione degli sciatori sulle regole da rispettare per non correre rischi sulla neve.  
IL RACCONTO DEL POLIZIOTTO INTERVENUTO SULLA SLAVINA 

«La chiamata al 113 è arrivata verso le ore 13.25 e io, dopo aver preso l’attrezzatura per intervento su valanga (pala, sonda e altro materiale) e chiamato oltre all’elisoccorso le squadre di rinforzo delle altre forze di polizia,  dopo cinque minuti  ero già sul posto insieme all’agente della Polizia Municipale Andrea Antonetti» - racconta l’Assistente Capo Alberto Giuliani, ieri in servizio di vigilanza e soccorso sulle piste da sci a Campo Imperatore, dove la Polizia di Stato è presente con un presidio dal 7 dicembre scorso.«Appena giunto sul luogo dell’incidente, ho visto il fratello dello snowboarder  investito dalla slavina che, messosi in salvo, aveva iniziato a scavare nel punto segnalato dall’Artva, riuscendo a liberare il viso di Mario. Ho iniziato a scavare anche io per recuperare tutto il corpo, che era già in stato di ipotermia e non dava segni vitali. Sono arrivati sul posto subito dopo l’elicottero con a bordo il medico del 118 e del soccorso alpino, e con il cinofilo della Guardia di Finanza con il cane da ricerca. I sanitari hanno applicato il defibrillatore per cercare di rianimare il ragazzo e poi lo hanno trasportato presso l’ospedale di Teramo, dove sono proseguite le manovre salva-vita».

«I ragazzi percorrevano un fuoripista, ed in condizioni molto rischiose della neve come quelle di ieri, che dopo la nevicata di lunedì ed il rialzo delle temperature, era fortemente soggetta a pericolo di slavine. Fortunatamente gli sciatori avevano con sé un apparecchio per la ricerca delle persone investite dalle valanghe, che ha consentito di individuare rapidamente il ragazzo»”Le ordinanze dello scorso anno del sindaco di L’Aquila vietano di percorrere i fuoripista su tutto il territorio montano del Comune in presenza di pericolo 3 del bollettino Meteomont (pericolo marcato) ed entro le 72 ore dall’ultima nevicata; in ogni caso è importante attrezzarsi con degli apparati che permettano la geolocalizzazione in caso di necessità. Continua nei tre comprensori di  Roccaraso-Aremogna, Rivisondoli-Monte Pratello, Campo Imperatore-Gran Sasso la distribuzione insieme agli skypass del decalogo realizzato dalla Questura di L’Aquila, con la collaborazione dei gestori degli impianti, per richiamare l’attenzione degli sciatori sulle regole da rispettare per non correre rischi sulla neve.