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Blocco Megalò 2, Di Primio contro Genio Civile: «atti clamorosamente tardivi»

Interrogazione al ministro delle Infrastrutture da parte di Melilla (Sel)

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Blocco Megalò 2, Di Primio contro Genio Civile: «atti clamorosamente tardivi»

Gli argini di Megalo'




 


CHIETI. «E’ inspiegabile come il Genio Civile si sia accorto solo dopo 14 anni dalla sottoscrizione dell’accordo di programma che c’è qualcosa che non va».
E’ arrabbiato il sindaco Umberto Di Primio che non riesce a capacitarsi dello stop arrivato nei giorni scorsi al cantiere del Megalò 2 della società Sirecc. Come mai solo adesso?
Venerdì, infatti, è stata firmata un'ordinanza di cessazione dei lavori da parte del Genio civile e dell'autorità di bacino che fanno capo alla Regione Abruzzo.
Nel documento si richiamano all’ordine anche due Comuni, Chieti e Cepagatti, per aver rilasciato i permessi a costruire con “scarsa attenzione” verso l’alto rischio esondazione di quella vasta area davanti al parcheggio del centro commerciale Megalò.
Di Primio ieri ha inviato una nota al Suap dell’Associazione dei Comuni Chietini, al Settore Urbanistica del Comune di Chieti, al Servizio del Genio Civile Regionale di Pescara, all’Autorità dei Bacini di Rilievo Regionale, nella quale stigmatizza «la condotta avuta dal Genio Civile e dall’Autorità dei Bacini», soggetti ai quali spettava e spetta il rilascio di pareri ed autorizzazioni, nonché l’azione di controllo preventivo e successivo nella suddetta materia.

Perché, domanda l’amministratore cittadino, «solo a distanza di quasi quattordici anni dalla sottoscrizione dell’accordo di programma ed a dieci anni dall’ultimo Dpgr, si accorgono, tardivamente di vizi o difformità nella realizzazione dell’argine?».
Per Di Primio «appare inspiegabile» che solo nel maggio del 2013 l’Autorità dei Bacini si accorga di manchevolezze nel progetto, per il quale solo qualche mese prima aveva espresso parere favorevole «e che, addirittura, questi sono tali da indurre il richiamato ente ad annullare nel novembre 2013 il proprio precedente favorevole parere e, due settimane dopo, il 12 dicembre del 2013, ad esprimere definitivo parere negativo. Egualmente, deve dirsi del Genio Civile che, seppur attore di tutte le procedure valutative del progetto in parola sin dall’inizio (2002), solo dopo il parere negativo dell’Autorità dei Bacini del dicembre scorso, decide di assumere l’ordinanza in oggetto».

Il sindaco chiede: «ma Autorità dei Bacini e Genio Civile per primi e quant’altri avevano l’obbligo di controllare i lavori di messa in sicurezza dell’area, non si sono mai accorti che l’argine realizzato era diverso da quello rappresentato nella progettazione sottoposta a simulazione idraulica?»

Di Primio ha chiesto al Suap dell’Associazione dei Comuni Chietini e all’Ufficio Urbanistica del Comune, per quanto di rispettiva e specifica loro competenza, vista l’Ordinanza del Genio Civile n.16333 del 17/1/14 ed in conseguenza ed aderenza al dispositivo della stessa, «di assumere ogni provvedimento utile, anche in via di autotutela, a tutelare i diritti dell’Ente».
Intanto il deputato di Sel, Gianni Melilla ha firmato una interrogazione a risposta scritta al Ministero delle Infrastrutture
«È del tutto incongruente che un programma finanziato dal Ministero venga stravolto nei suoi obiettivi per favorire la cementificazione della zona di esondazione del più grande fiume d’Abruzzo con gravissimi danni ambientali e con aumento del rischio esondazioni a monte e a valle», scrive Melilla. .
Il deputato chiede al ministro «se non intenda attivarsi per verificare la situazione ed eventualmente superare un Prusst utilizzato per danneggiare il territorio anziché per riqualificarlo».