CENSURE

Dossier segreto tumori, Spatola Mayo: «mi dissero che era stato nascosto per volontà politica»

Chi ha bloccato la messa on line dello studio?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4748

Dossier segreto tumori, Spatola Mayo: «mi dissero che era stato nascosto per volontà politica»




ABRUZZO. Il dossier sull’incidenza dei tumori e sulle aree ‘anomale’ dove il numero dei morti supera la media regionale è stato tenuto ‘riservato’.
Nessuna pubblicazione sul sito istituzionale ma tenuto chiuso chissà in quale cassetto.
Come non si sa dove siano finiti i 100 opuscoli che la Regione Abruzzo aveva fatto stampare a novembre del 2012 «per rendere fruibili le risultanze epidemiologiche della ricerca», così come è scritto nella delibera che autorizzava la spesa di quasi 700 euro per la stampa presso una tipografia pescarese.
Oggi Carlo Spatola Mayo, consigliere comunale di Spoltore del Movimento 5 Stelle, racconta come ha scoperto quel documento, avanza dubbi sulle responsabilità di chi lo ha nascosto e chiede al Comune spoltorese di implementare gli studi epidemiologici.

LO SMOG E QUEI DOCUMENTI INESISTENTI…
Tutto è nato perché Spatola Mayo voleva decifrare l’apparente contraddittorietà dei dati delle centraline Arta di Spoltore: «mentre la centralina fissa fornisce dati preoccupanti di superamenti frequenti dei limiti di legge, quella mobile posizionata vicino al parco pubblico di Santa Teresa pare dia risultati più rassicuranti», racconta.
Così il consigliere ha ‘frugato’ su Internet per alcuni giorni per reperire dati epidemiologici ufficiali in ambito regionale ed ha appurato che sul sito ufficiale dell’Agenzia Sanitaria Regionale gli unici studi “epidemiologici” reperibili mettono in relazione le patologie non con i luoghi di residenza ma unicamente con le strutture ospedaliere in cui sono state dispensate le cure («dato assolutamente inutile poiché non fornisce alcun tipo di nesso tra patologia e ambiente»).
Ma la ricerca non si è fermata. Il consigliere è andato a chiedere lumi all’ASR: «in questo modo», racconta il Movimento 5 Stelle, «è riuscito a sapere che la stessa agenzia avrebbe prodotto sinora un solo studio epidemiologico, quello sui tumori, appunto, ed è riuscito ad ottenerne una copia».
Ma poi arriva la parte più inquietante perché da quello che rivelano gli attivisti del M5S «è stato riferito al consigliere Spatola Mayo che lo studio in questione non sarebbe stato pubblicato sul sito ufficiale della Agenzia a causa di un intervento “politico” da parte della Regione Abruzzo. Naturalmente non è stato possibile sapere il nome del “politico” che sarebbe intervenuto per nascondere all’opinione pubblica un documento pagato con i soldi dei cittadini che riguarda direttamente la salute dei cittadini stessi e la salubrità dell’ambiente in cui gli stessi si trovano a vivere».
Chi ha fermato la pubblicazione di quel documento?

L’INTERPELLANZA
I consiglieri regionali Maurizio Acerbo e Antonio Saia hanno presentato una interpellanza al presidente Chiodi per sapere come mai non è stata reso pubblico lo studio. «Che fine hanno fatto le schede tumori inviati alla regione dei medici di medicina generale che sono stati anche retribuiti per questo? Per quale motivo, ancora oggi, dopo anni dalla scoperta della megadiscarica inquinate di Bussi non è stata fatta un’indagine epidemiologica seria? Se in questo non si avvisi un atteggiamento colpevolmente omertoso della Giunta Regionale che, invece di tutelare la salute dei Cittadini, preferisce coprire le malefatte di chi ha inquinato e tartassare i Malati con ticket sempre più onerosi, anche per la diagnosi precoce dei tumori. Se il Presidente commissario Chiodi, da 5 anni responsabile unico e monocratico della sanità abruzzese, non ritenga doveroso rimuovere il velo di omertà che è stato steso sull’intera vicenda i cui contorni stanno assumendo le caratteristiche di un giallo;se il Presidente commissario Chiodi non si sta rendono conto che, con questo atteggiamento omertoso la vicenda della megadiscarica di Bussi rischia di diventare ancora più scandalosa di quella della “terra dei fuochi” dove, anche se con ritardo, le malefatte stanno emergendo».
L’INTERPELLANZA

I consiglieri regionali Maurizio Acerbo e Antonio Saia hanno presentato una interpellanza al presidente Chiodi per sapere come mai non è stata reso pubblico lo studio. «Che fine hanno fatto le schede tumori inviati alla regione dei medici di medicina generale che sono stati anche retribuiti per questo? Per quale motivo, ancora oggi, dopo anni dalla scoperta della megadiscarica inquinante di Bussi non è stata fatta un’indagine epidemiologica seria? Se in questo non si avvisi un atteggiamento colpevolmente omertoso della Giunta Regionale che, invece di tutelare la salute dei Cittadini, preferisce coprire le malefatte di chi ha inquinato e tartassare i Malati con ticket sempre più onerosi, anche per la diagnosi precoce dei tumori. Se il Presidente commissario Chiodi, da 5 anni responsabile unico e monocratico della sanità abruzzese, non ritenga doveroso rimuovere il velo di omertà che è stato steso sull’intera vicenda i cui contorni stanno assumendo le caratteristiche di un giallo;se il Presidente commissario Chiodi non si sta rendono conto che, con questo atteggiamento omertoso la vicenda della megadiscarica di Bussi rischia di diventare ancora più scandalosa di quella della “terra dei fuochi” dove, anche se con ritardo, le malefatte stanno emergendo».