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Abruzzo. Tumori, il dossier segreto stampato in 100 opuscoli fantasma

Interrogazione a Chiodi: «conosceva quei dati?»

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Abruzzo. Tumori, il dossier segreto stampato in 100 opuscoli fantasma



ABRUZZO. Ha creato parecchi malumori il dossier sull’incidenza dei tumori tirato fuori dal Forum dell’Acqua e tenuto sempre debitamente riservato da parte della Regione Abruzzo.
Nel dossier, che tratta degli anni 2006-2011, viene evidenziata la presenza di «alcune aree critiche», nelle quali il tasso di tumori è stato significativamente superiore allo standard regionale in entrambi i trienni considerati.
Si tratta dell’area metropolitana di Pescara (Montesilvano, Spoltore, Pescara, Francavilla al Mare), comune di L'Aquila, Marsica (Capistrello, Trasacco, Avezzano, San Benedetto dei Marsi, Celano, Cerchio, Aielli) e Bussi/Popoli.
Come denunciato dal Fortum dell’Acqua, questo dossier, realizzato dall'Agenzia Sanitaria regionale abruzzese sarebbe stato tenuto nascosto e non pubblicizzato. Non compare nemmeno sul sito istituzionale dell’Asr dove invece si trova una delibera per la liquidazione di una fattura ad una ditta di Pescara per la realizzazione dell’opuscolo replicato in 100 copie e per le quali sono stati spesi 623 euro. Che fine hanno fatto quegli opuscoli? A chi sono stati consegnati?
Il dossier, cercando su Internet, sebbene non sia presente nel sito istituzionale, compare però su un altro portale ‘Gepp.it, sito di Sanità Pubblica’ di Lamberto Manzoli, proprio uno dei curatori dello studio insieme a Vito Di Candia, Maria Elena Flacco, Angelo Muraglia.
Il file risulta creato il giorno venerdì 2 novembre 2012 alle ore 12.29. Quindi è on line da un bel po’ di tempo: evidentemente qualcuno ha ritenuto che dovesse essere conosciuto… ma perché la Regione ha preferito tenere il file riservato? Il documento sul sito dell’agenzia sanitaria è mai stato pubblicato? Qualcuno lo ha rimosso pensando non fosse più attuale? Che non fosse più opportuno? Oppure non è stato mai caricato? In tutti i casi la domanda è una: come mai? Chi sceglie cosa sia opportuno far conoscere agli abruzzesi e cosa sia meglio tacere?
Ma soprattutto gli esperti rilevavano nello studio che sia necessario effettuare nuove verifiche in quelle aree ‘anomale’. La Regione lo ha fatto o lo sta facendo?

ACERBO E L’INTERROGAZIONE A CHIODI
Intanto il consiglieri regionale Maurizio Acerbo (Rc) ha annunciato una interrogazione al presidente Gianni Chiodi.
«E' a dir poco inquietante che debba essere il Forum dei movimenti per l'acqua, al quale Rifondazione partecipa, fin dagli inizi a informare la cittadinanza su un rapporto ufficiale realizzato dall'Agenzia Regionale Sanitaria», dice Acerbo. «E' ancor più inquietante dover constatare il disinteresse che sul piano delle politiche ambientali e sanitarie ha circondato questi risultati. Qualcuno questi dati li ha almeno letti? Il Presidente Chiodi li conosce? Voglio ricordare che tra i pochi atti in materia ambientale della Giunta Chiodi e della sua maggioranza c'è stata la cancellazione della legge sulla valutazione di impatto sanitario (vis) che su proposta di Rifondazione l'Abruzzo era stata tra le prime ad approvare. Nulla è stato fatto nè per le bonifiche nè per la prevenzione. Si confermano le ragioni per cui avevo presentato una risoluzione in cui chiedevo le dimissioni del direttore Sorgi e del commissario straordinario Goio. Ma emerge anche la latitanza di doveva occuparsi di salute e prevenzione. Quanti secondi del suo lungo mandato di commissario alla sanità Gianni Chiodi ha dedicato a queste questioni?»

RICHIESTA ANCHE DA ORICOLA
Vincenzo Mini, capogruppo OricolaCamp, chiede che la Piana del Cavaliere non sia esclusa dagli studi di approfondimento per sconfiggere la malattia. «Nel triennio 2006-2008 due Comuni su quattro del nostro comprensorio hanno avuto l’indice di ricovero per cause tumorali significativamente superiore allo standard/media regionale. Per gli altri due si è avuto un indice superiore allo standard/media regionale. Nel triennio successivo 2009-2011 fortunatamente le cose sono andate meglio e nessun Comune ha avuto indici significativamente superiore allo standard/media regionale ma sempre critici. La richiesta, come amministratore, è di richiedere che gli ulteriori studi interessino anche il nostro territorio poiché tra l’altro ci sembra di capire che lo studio parli di indici su ricoveri in ospedali della Regione Abruzzo e noi siamo vicini e conseguentemente utenti delle realtà ospedaliere della Capitale».

Alessandra Lotti