LA DECISIONE

Megalò 2: Genio civile blocca il cantiere

Livello di sicurezza non viene ritenuto adeguato

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L'area del Megalò

L'area del Megalò

 



CHIETI. Il Genio Civile con una ordinanza di quattro pagine firmata lo scorso 17 gennaio ha bloccato il cantiere del Megalò 2 di Santa Filomena.
Motivo? L’area, come denunciato da anni dagli ambientalisti viene considerata a forte rischio esondazione. I lavori erano partiti lunedì scorso ad opera della società Sirecc, regolarmente autorizzata dal Comune di Chieti, e prevedevano la realizzazione di quattro edifici commerciali e di un albergo di fronte all’attuale centro commerciale Megalò.

Già il 12 dicembre scorso l’Autorità di Bacino aveva espresso un parere negativo e definitivo al Megalò 2 a seguito dell’aggiornamento delle “mappe del rischio idraulico” che non permettono più di realizzare nuovi grandi insediamenti in quell’area perché andrebbero ad aumentare in modo esponenziale il rischio.
Sempre secondo l’Autorità di Bacino, inoltre, l’argine non sarebbe sufficientemente adeguato per contenere le piene del Pescara. Un piccolo assaggio lo si è avuto ad inizio dicembre quando la pesante alluvione ha costretto il Comune di Chieti a chiudere in tutta fretta il centro commerciale mentre proprio il segretario Michele Colistro denunciò un grado di sicurezza «inadeguato».

Soddisfazione per questo nuovo stop (che potrà essere impugnato davanti al Tar) viene espressa dal consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, che ora lancia la proposta alle istituzioni locali di cominciare a pensare ad una delocalizzare per il centro commerciale già esistente e «restituire al fiume il suo spazio».
«Quando Rifondazione e WWF lanciarono l'allarme per l'arrivo in comitato VIA degli interventi che ribattezzai Megalo' 2 e 3 sembrava che fosse impossibile fermarli», commenta oggi Acerbo.

«Ora entrambi gli interventi hanno subito uno stop. Non possiamo che gioirne per motivi sia legati alla sicurezza e all'ambiente sia per valutazioni relative all'impatto socioeconomico di queste devastanti operazioni speculative. Il tardivo risveglio di Genio Civile e Autorità di bacino va salutato positivamente ma sappiamo bene che dietro questi interventi ci sono interessi enormi e potenti sponsorizzazioni politiche».
Secondo Rc e Wwf i recenti eventi alluvionali avrebbero mostrato «in maniera inequivocabile» che le osservazioni e le denunce «erano più che fondate e che il territorio non può essere lasciato in mano ad apprendisti stregoni che trasformano in oro aree che dovevano essere vincolate».

ANCHE WWF ESULTA
Il WWF Chieti esprime soddisfazione per la decisione del Genio Civile di fermare il cantiere della Sirecc. 
«Gli allagamenti che si sono verificati tra fine novembre e i primi giorni di dicembre – sottolinea la presidente Nicoletta Di Francesco - sono stati tutt’altro che eccezionali, rispetto a quel che è accaduto in altre regioni d’Italia ma sono bastati per creare devastazioni e danni. Ci aspettavamo dopo questi fatti un atteggiamento responsabile da parte del Comune che invece continua a muoversi come se non fosse accaduto nulla. Per fortuna in questa occasione l’azione di controllo operate dallo stesso Genio Civile e dall’Autorità dei Bacini sembra aver funzionato. Di fronte a un vizio di partenza tanto grave bisognerebbe cercare di delocalizzare quel centro commerciale, altro che ampliarlo. Il Comune di Chieti, invece, continua a favorire insediamenti che, al di là dell’evidente danno ambientale, a fronte di posti di lavori precari e incerti, provocano un danno incredibile all’economia della città, come dimostrano le decine e decine di negozi chiusi sia sul colle che allo Scalo». 
Su Megalò 3, l’altro grande progetto nella stessa area, nel ricorso al TAR presentato dalla ditta dopo la bocciatura da parte del Comitato VIA, il Comune di Chieti si è schiarato accanto a chi vuole costruire in aree a rischio. «Al sindaco bisogna evidentemente ricordare, ed è triste che sia necessario farlo, – conclude la presidente del WWF Chieti –, che è proprio lui la  prima autorità nell’ambito comunale cui spetta la tutela della integrità fisica e della salute dei suoi cittadini». 
ANCHE WWF ESULTA

Il WWF Chieti esprime soddisfazione per la decisione del Genio Civile di fermare il cantiere della Sirecc. «Gli allagamenti che si sono verificati tra fine novembre e i primi giorni di dicembre – sottolinea la presidente Nicoletta Di Francesco - sono stati tutt’altro che eccezionali, rispetto a quel che è accaduto in altre regioni d’Italia ma sono bastati per creare devastazioni e danni. Ci aspettavamo dopo questi fatti un atteggiamento responsabile da parte del Comune che invece continua a muoversi come se non fosse accaduto nulla. Per fortuna in questa occasione l’azione di controllo operate dallo stesso Genio Civile e dall’Autorità dei Bacini sembra aver funzionato. Di fronte a un vizio di partenza tanto grave bisognerebbe cercare di delocalizzare quel centro commerciale, altro che ampliarlo. Il Comune di Chieti, invece, continua a favorire insediamenti che, al di là dell’evidente danno ambientale, a fronte di posti di lavori precari e incerti, provocano un danno incredibile all’economia della città, come dimostrano le decine e decine di negozi chiusi sia sul colle che allo Scalo». Su Megalò 3, l’altro grande progetto nella stessa area, nel ricorso al TAR presentato dalla ditta dopo la bocciatura da parte del Comitato VIA, il Comune di Chieti si è schiarato accanto a chi vuole costruire in aree a rischio. «Al sindaco bisogna evidentemente ricordare, ed è triste che sia necessario farlo, – conclude la presidente del WWF Chieti –, che è proprio lui la  prima autorità nell’ambito comunale cui spetta la tutela della integrità fisica e della salute dei suoi cittadini».