LA TRAGEDIA

Abruzzo. Schianto mortale, il padre di Salvatore: «è solo colpa mia»

Sabato il tragico incidente, morto un giovane di 14 anni. Autista in coma

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4965

Abruzzo. Schianto mortale, il padre di Salvatore: «è solo colpa mia»

Salvatore





SULMONA. «Se guidavo io non sarebbe accaduto nulla. La colpa è solo la mia, è solo la mia».
È la disperazione del papà di Salvatore Di Padova, il rugbista di soli 14 anni morto sabato pomeriggio in un incidente stradale nell'aquilano, di ritorno da un torneo. Altri 7 giovani sono rimasti feriti, tra di loro anche Marco Liberatore, 20 anni, ferito in maniera grave e al momento in coma farmacologico.
Totò, così lo chiamavano gli amici, era una giovane promessa del rugby, amava molto lo sport e frequentava la prima classe dell’Istituto alberghiero.
Increduli per quanto avvenuto i tanti amici che sui social network lo ricordano postando foto, video e frasi affettuose. Straziante, sul luogo dell'incidente, l'addio della madre al suo ragazzo, coperto da un lenzuolo verde nel pullmino.
Il papà non riesce a darsi pace per non essersi messo lui alla guida del mezzo, come rivela Mario Sessa, genitore di uno dei giovani che giocano in prima squadra, molto vicino quindi alla società di rugby del Sulmona. «È distrutto dal dolore e non si dà pace per aver rinunciato, all'ultimo momento, di guidare il pulmino dei ragazzi, come faceva sempre nelle trasferte».
Sabato, infatti, il papà di Salvatore aveva male ad un ginocchio e non si è sentito di mettersi alla guida. Aveva preferito salire sull'altro pulmino e mettersi al fianco del presidente Giovanni Forcucci che era alla guida.
Secondo fonti vicine alla famiglia del ragazzo morto, questa casualità avrebbe prostrato ancora di più la mamma da due giorni chiusa in un silenzio pieno di dolore. «La società di rugby è come una famiglia - prosegue Sessa - e la morte di Salvatore è una tragedia dalla quale non so se e quando riusciremo a riprenderci».

LA DINAMICA
Il pulmino è uscito fuori strada sulla statale 17. Per cause ancora da accertare l'autista (che lotta per la vita) ha perso il controllo del mezzo andando a sbattere contro un albero, sul ciglio della strada. Salvatore e' morto sul colpo. I feriti sono tutti ragazzi e dirigenti della stessa squadra, oltre all'autista. Sono stati ricoverati tra gli ospedali di Castel di Sangro, Sulmona e L'Aquila.
Gli accertamenti hanno condotto gli investigatori a formulare, tra le ipotesi, un colpo di vento che abbia fatto perdere al guidatore il controllo del mezzo - il posto sabato pomeriggio era particolarmente ventoso -, l'attraversamento di un animale selvatico, un problema meccanico al mezzo. La Procura della Repubblica di Sulmona, come atto dovuto, ha disposto comunque analisi tossicologiche sul conducente. Sempre la Procura ha conferito gli incarichi per una perizia meccanica sul mezzo e l'autopsia della vittima.
«Ero alla guida del pullmino che precedeva gli altri due mezzi e guardando lo specchietto non ho visto più gli altri. Sono tornato indietro e dopo alcune centinaia di metri ho visto il pullmino nella scarpata. Mi sono precipitato per vedere cosa fosse successo, e ho visto che ormai per Salvatore non c'era più nulla da fare», racconta il presidente del Sulmona Rugby, Giovanni Forcucci. Con i ragazzi c'era anche il figlio, rimasto ferito in modo lieve ad una spalla. «Una tragedia che colpisce la squadra in un momento di felicità per i ragazzi - ha aggiunto il presidente -, siamo vicini al dolore del papà e della mamma del rugbista che stanno affrontando il momento più drammatico della loro vita».

L’AUTISTA IN COMA E GLI ALTRI 6 FERITI
E nell'ospedale dell'Aquila è ricoverato l'autista del mezzo finito contro l'albero: è il ventenne Marco Liberatore. E’ in pericolo di vita, in sedazione (coma) farmacologico, quindi in condizioni molto gravi ma stazionarie. Nel capoluogo è stato portato in eliambulanza.
Altri due rugbisti sono ricoverati in Rianimazione al presidio di Sulmona, in prognosi riservata. Ad uno dei due, A. R, 16 anni, è stata asportata la milza; presenta inoltre politrauma maggiore (severo) con fratture al femore destro, lussazione al femore sinistro e fratture ossee nasali all’orbita sinistra. Nei prossimi giorni si deciderà se operarlo al femore destro.
L’altro ragazzo di 16 anni, M.M., ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Sulmona, anch’egli in prognosi riservata, ha fratture multiple al bacino e all’omero sinistro, un ematoma alla milza (che per ora però è sotto controllo), ferite lacero-contuse al volto e al corpo.
Il terzo adolescente, anch’egli di 16 anni, A. A., ricoverato in chirurgia, è fuori pericolo, tanto che non ha la prognosi riservata. Presenta policontusioni e trauma cranico minore. Le notizie sono state comunicate dalle Direzioni sanitarie degli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro.
A Castel di Sangro 3 ricoverati ma non sono in prognosi riservata. A. C. ricoverato in chirurgia, 16 anni, ha una ferita esterna all’orecchio sinistro e un trauma minore.
L. U., 15 anni, ricoverato in Ortopedia, ha subito politrauma, lussazione all’anca sinistra, distacco dell’epifisi (non grave), e frattura della base del primo metacarpo destro.
Il terzo giovane paziente, 16 anni, A. F. rispetto agli altri due, ha solo politraumi e, nella sostanza, sta bene.

IL RACCONTO DEI SOPRAVVISSUTI
«Nessuno di noi avrebbe pensato che sarebbe finita in questo modo - racconta uno dei ragazzi che viaggiava su uno degli altri mezzi -, avevamo riso insieme fino a pochi minuti prima e ora pensare che il nostro amico non c'è più ci fa capire come la vita sia davvero un alito di vento».
«Salvatore, Salvatore. L'ho chiamato più volte ma lui non rispondeva. Poi non ricordo più niente. Ho visto tanta gente intorno e mi sono ritrovato all'ospedale». E' il racconto di uno dei ragazzi che si trovavano sul pullmino. «Avevo appena telefonato a mia madre - ricorda A.A. - dicendole che avevo fame e che stavamo tornando. Poi lo schianto e le borse e i sedili che volavano da tutte le parti». Ora, mentre passeggia lungo il corridoio dell'ospedale è circondato da amici e parenti.

UN TORNEO PER SALVATORE
Addolorato il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato. Proprio nel suo comune, nella stazione sciistica di Pizzalto, la squadra di rugby aveva partecipato alla seconda edizione del torneo "Roccaraso Snow Rugby Tournament". Una sorta di esibizione per promuovere uno sport in grande espansione. Cordoglio anche dal consorzio SkiPass Alto Sangro che gestisce gli impianti sciistici del comprensorio, tra cui la stazione di Pizzalto.
Pensa alla famiglia del ragazzo - che a Roccaraso frequentava la prima classe dell'Istituto Alberghiero - ed a come ricordarlo: «Forse con un torneo in sua memoria» dice.

NEL 2000 DECISO TAGLIO PIANTE, MAI AVVENUTO
«Quegli alberi non dovevano esserci più da molti anni. E invece, dopo 14 anni sono ancora lì, causa di morte e di dolore per le nostre famiglie». E' l'ex consigliere provinciale dell'Aquila di Forza Italia Roberto Donatelli che interviene dopo l'ultimo incidente mortale sull'Altopiano delle Cinquemiglia. «In quel periodo, e mi riferisco al 2000 - ricorda Donatelli -, c'era una tragica media di oltre 10 morti l'anno in quel tratto della strada statale 17. Ragione che mi spinse ad avviare un'azione di coordinamento per la soluzione del problema. Fu convocato più di un incontro presso la Prefettura dell'Aquila, sotto la guida dell'allora Prefetto dell'Aquila Guido Iadanza. Erano presenti l'allora comandante del corpo forestale Silvestri, i sindaci dei Comuni interessati ed un responsabile dell'Anas, tutti d'accordo per il taglio degli alberi. Si doveva procedere per gradi per evitare le polemiche degli ambientalisti. Ma - conclude - a distanza di 14 anni tutto è rimasto come allora»